APPROFONDIMENTO SU PIANTE RICCHE IN TANNINI...
| PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| La specie Myrica cerifera è comunemente conosciuta come bayberry o wax myrtle e deve la sua notorietà storica soprattutto alla produzione di cera vegetale dalle bacche, una caratteristica relativamente rara nel regno vegetale.
Fin dal periodo coloniale nordamericano, le bacche venivano bollite per estrarre una cera aromatica utilizzata nella fabbricazione di candele, apprezzate per il profumo delicato e la combustione relativamente pulita; queste “candele di bayberry” erano considerate oggetti di pregio e spesso associate a tradizioni festive.
Una curiosità culturale è legata a una tradizione popolare secondo cui bruciare una candela di bayberry la notte di Capodanno porterebbe prosperità per l’anno successivo, riflettendo il valore simbolico attribuito alla pianta.
Dal punto di vista etnobotanico, le popolazioni native americane utilizzavano diverse parti della pianta per scopi medicinali e pratici, in particolare la corteccia per preparazioni astringenti e le bacche per usi non alimentari.
Una caratteristica ecologica rilevante è la capacità della pianta di crescere in ambienti costieri e terreni poveri, grazie anche a relazioni simbiotiche con microrganismi che favoriscono l’arricchimento del suolo in azoto, contribuendo alla stabilizzazione degli ecosistemi.
Nel contesto moderno, Myrica cerifera è utilizzata anche come pianta ornamentale e per il controllo dell’erosione, grazie alla sua resistenza e adattabilità.
Dal punto di vista fitochimico e applicativo, rappresenta un esempio interessante di specie in cui l’interesse storico ed economico deriva più da proprietà fisiche e industriali che da un uso fitoterapico validato scientificamente.
Le radici di questa pianta hanno dei noduli radicali che sono sede di una specie simbiotica di funghi actinomycotal, che riescono a fissare l'azoto in modo più veloce dei legumi. |
Ricerche di articoli scientifici su Morella Cerifera L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Moerman D E, Native American Ethnobotany, 1998Duke J A, Duke's Handbook of Medicinal Plants of North America, 2002Upton R, American Herbal Pharmacopoeia and Therapeutic Compendium Myrica cerifera Bark, 2013Khan I A, Abourashed E A, Leung's Encyclopedia of Common Natural Ingredients Used in Food Drugs and Cosmetics, 2010Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Upton R, Myrica cerifera Bark American Herbal Pharmacopoeia and Therapeutic Compendium, 2013Moerman D E, Native American Ethnobotany, 1998Duke J A, Duke's Handbook of Medicinal Plants of North America, 2002Khan I A, Abourashed E A, Leung's Encyclopedia of Common Natural Ingredients Used in Food Drugs and Cosmetics, 2010Bruneton J, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956 Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002 Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998 Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000 Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Chopra R. N. et al., Glossary of Indian Medicinal Plants, 1956 Duke J. A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002 Moerman D. E., Native American Ethnobotany, 1998 Foster S., Duke J. A., A Field Guide to Medicinal Plants and Herbs, 2000 Rastogi R. P., Mehrotra B. N., Compendium of Indian Medicinal Plants, 1990 |
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