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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 16-06-2026

JABORANDI
Pilocarpus jaborandi


TOSSICITÀ ALTA *


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Rosidae
Ordine Sapindales
Famiglia Rutaceae
Sottofamiglia Amyridoideae
Tribù Galipeeae
Genere Pilocarpus
Specie Pilocarpus jaborandi

Famiglia: Rutaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Pernambuco Jaborandi, Pilocarpo, Arruda Brava, Ceara Jaborandi, Jaborandi Du Maranhão, Jaborandi De Pernambuco, Jaborandi De Piauhy, Jaborandi Vrai, Jaborandi Leaf, Pilocarpus

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Pilocarpus pennatifolius Lemaire, Pilocarpus Jaborandi Holmes, Pilocarpus microphyllus Stapf., Pilocarpus trachylophus Holmes, Pilocarpus spicatus St. Hil., Pilocarpus racemosus Vahl.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ARBUSTI O PICCOLI ALBERI SEMPREVERDI CON FOGLIE COMPOSTE IMPARIPENNATE O RARAMENTE UNIFOGLIATE ALTERNE. FOGLIOLINE OPPOSTE O SUBOPPOSTE DA ELLITTICHE A OBOVATE CON MARGINE INTERO. INFIORESCENZE IN RACEMI O SPIGHE ASCELLARI O TERMINALI. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PENTAMERI. CALICE GAMOSEPALO CON CINQUE LOBI. COROLLA GAMOPETALA CON CINQUE PETALI LIBERI O PARZIALMENTE CONNATI. STAMI CINQUE LIBERI. CARPELLI CINQUE LIBERI O CONNATI ALLA BASE CON STILI UNITI. OVARIO SUPERO PLURILOCULARE CON OVULI PENDULI. FRUTTO SCHIZOCARPO COMPOSTO DA 1-5 MERICARPI MONOSPERMI. SEMI CON ENDOSPERMA SCARSO O ASSENTE. LE DIVERSE SPECIE PRESENTANO VARIAZIONI NELLE DIMENSIONI DELLE FOGLIE, NELLA FORMA DELL'INFIORESCENZA E IN ALTRI DETTAGLI MORFOLOGICI.

FIORITURA O ANTESI...
SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO (STAGIONE UMIDA/ESTIVA NELL'EMISFERO SUD), CON FIORI ROSSASTRI A SPIGA

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ ROSSO
________ ROSSO PORPORA
________ ROSSO VERMIGLIO

HABITAT...
Originari delle regioni neotropicali del Sud America, con una concentrazione significativa in Brasile. L'habitat specifico varia a seconda della specie. Pilocarpus jaborandi è endemico del nord-est del Brasile (Pernambuco e Ceará), crescendo tipicamente nel sottobosco della foresta atlantica, spesso su terreni compatti e umidi, sia in fitte foreste che su pendii rocciosi. Pilocarpus microphyllus, noto come Jaborandi del Maranhão, si trova nel nord e nel nord-est del Brasile (Maranhão, Pará e Piauí) e in Suriname. Predilige le foreste tropicali umide. Pilocarpus pennatifolius ha una distribuzione più ampia, presente in diverse regioni del Brasile, Paraguay e Argentina (Misiones). Cresce come pianta del sottobosco nella foresta atlantica, preferendo suoli umidi in fitte foreste e terreni rocciosi sui pendii. Altre specie del genere Pilocarpus si trovano in diverse aree del Brasile, così come in Bolivia, Perù, Guyana, Messico, Antille, Colombia, Venezuela, Costa Rica ed El Salvador, con habitat che variano dalle foreste umide alle aree più secche, a seconda della specie specifica. In generale, le specie di Pilocarpus prosperano in climi tropicali e subtropicali con elevata umidità, spesso come parte del sottobosco nelle foreste pluviali o in altre formazioni boschive umide, anche se alcune specie si adattano a condizioni più secche. La loro distribuzione è strettamente legata alle condizioni ambientali specifiche delle loro regioni native.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
MAGGIO-AGOSTO (STAGIONE SECCA), QUANDO LE FOGLIE CONTENGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE ESSICCATE (CONTENGONO PILOCARPINA, PRINCIPALE ALCALOIDE ATTIVO)

AROMI DELLA DROGA...
ERBACEO FORTE E PUNGENTE, CON NOTE AMARE E MUSCHIATE

SAPORI DELLA DROGA...
AMARISSIMO E PERSISTENTE, CON EFFETTO SALIVATORIO IMMEDIATO

TOSSICITÀ:
ALTA
Motivazione: La specie contiene alcaloidi imidazolici parasimpaticomimetici potenti, in particolare pilocarpina, in grado di provocare ipersalivazione, sudorazione intensa, broncospasmo, bradicardia, ipotensione, disturbi gastrointestinali, miosi marcata e, a dosi elevate, grave sindrome colinergica potenzialmente pericolosa. La tossicità è ben documentata sia sperimentalmente sia clinicamente. L'uso corretto richiede standardizzazione del contenuto alcaloidico e controllo del dosaggio. I dati tossicologici diretti sulla specie sono ampiamente documentati nella letteratura farmacognostica e farmacologica.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze cliniche solide riguardano principalmente la pilocarpina isolata estratta dalle foglie di Pilocarpus jaborandi, utilizzata come principio attivo farmacologico per xerostomia, sindrome di Sjögren e glaucoma. Non esistono invece evidenze cliniche moderne sufficienti che supportino l'impiego fitoterapico della droga vegetale nel suo complesso secondo gli standard attuali. L'attività terapeutica documentata dipende quindi da preparazioni specifiche, standardizzate e dosate in alcaloidi pilocarpinici. Evidenze disponibili di tipo clinico per la pilocarpina purificata, farmacologico e sperimentale per la droga vegetale.

PRINCÍPI ATTIVI...
Alcaloidi imidazolici: pilocarpina, isopilocarpina, pilosina, isopilosina, pilocarpidina, isopilocarpidina, jaborina, jaboridina Oli essenziali: limonene, beta-cariofillene, germacrene D, biciclogermacrene, spathulenolo, ossido di cariofillene Flavonoidi: rutina, quercetina, kaempferolo, derivati glicosidici della quercetina, derivati glicosidici del kaempferolo Cumarine: scopoletina, umbelliferone Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico Tannini: tannini condensati, proantocianidine Saponine: saponine triterpeniche in tracce Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Terpeni e sesquiterpeni: cariofillene, germacrene D, spathulenolo, biciclogermacrene Acidi organici: acido citrico, acido malico Polisaccaridi: polisaccaridi strutturali e mucillagini in quantità limitate

Bibliografia
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Folium Jaborandi, latest edition
  • British Herbal Pharmacopoeia, Jaborandi Leaf Monograph, 1983
  • Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
  • Norman R Farnsworth, NAPRALERT Database Monograph on Pilocarpus Species and Pilocarpine-Containing Drugs
  • HagerROM, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen Jaborandi Folium, 2016
  • Felipe de Oliveira, Maria Furlan, Chemical Composition and Biological Activities of Pilocarpus Species A Review, 2008
  • José Carlos Tavares Carvalho, Pilocarpine From Jaborandi An Update of Its Pharmacological and Therapeutic Properties, 2018
  • United States Pharmacopeial Convention, Jaborandi and Pilocarpine Monographs, current editions

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Le funzioni terapeutiche sono riportate a titolo indicativo e solamente alcune applicabili in fitoterapia. La pilocarpina ha proprietà farmacologiche simili all´acetilcolina e viene usata esclusivamente in oculistica. Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili evidenze cliniche robuste per la pilocarpina, principale alcaloide estratto da Pilocarpus jaborandi, ma non per la droga vegetale utilizzata come preparato fitoterapico tradizionale. La pilocarpina è stata validata mediante studi clinici controllati e revisioni sistematiche per il trattamento della xerostomia indotta da radioterapia e della secchezza orale associata alla sindrome di Sjögren. L'indicazione terapeutica confermata riguarda quindi l'attività sialogoga, documentata da studi clinici e dall'impiego farmacologico consolidato del principio attivo isolato. La pilocarpina è inoltre validata clinicamente come agente miotico e ipotensivo oculare nel glaucoma e in alcune condizioni oftalmologiche specifiche. Anche in questo caso le evidenze riguardano il principio attivo purificato derivato dalla specie vegetale e non preparazioni fitoterapiche della droga. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività secretagoga esocrina. Studi farmacologici in vitro, studi animali e osservazioni cliniche documentano la stimolazione delle secrezioni salivari, lacrimali, bronchiali, gastriche e sudoripare attribuibile agli alcaloidi pilocarpinici presenti nella specie. Attività diaforetica. Documentata nella letteratura fitoterapica storica e confermata da evidenze farmacologiche sperimentali relative all'aumento della secrezione sudorale indotta dalla pilocarpina. Attività parasimpaticomimetica sistemica. Ampiamente dimostrata mediante studi farmacologici in vitro e in vivo; rappresenta il principale effetto biologico della specie e costituisce la base delle applicazioni terapeutiche moderne. Attività miotica. Confermata da studi sperimentali, farmacologici e clinici sull'alcaloide pilocarpina e coerente con l'uso medico della specie come fonte industriale del principio attivo. Per la droga vegetale nel suo complesso mancano studi clinici moderni adeguati che consentano di attribuire ulteriori indicazioni terapeutiche validate secondo gli attuali criteri dell'evidence based medicine. Uso storico e nella tradizione Impiego come diaforetico nelle sindromi febbrili. Impiego come stimolante della salivazione nei disturbi caratterizzati da secchezza orale. Impiego come rimedio tradizionale per favorire l'eliminazione di liquidi attraverso la sudorazione. Impiego tradizionale in alcune affezioni respiratorie per l'aumento delle secrezioni bronchiali. Impiego empirico nelle pratiche popolari sudamericane come rimedio generale ad azione secretoria.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    !!GLAUCOMA
    !!PARASIMPATICOMIMETICO
    !!SALIVAZIONE SCARSA (SCIALAGOGO)

    Uso storico e nella tradizione

    NooCATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    NooDIAFORETICO O SUDORIFERO
    NooDIURETICO URICOLITICO
    NooESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    NooLASSATIVO O PURGANTE
    NooSTITICHEZZA O STIPSI
    ?ALOPECIA O AREA E DEBOLEZZA DEI CAPELLI
    ?DEFORFORANTE CAPILLARE (LOZIONE O IMPACCO)
    ?ECCITANTE LE FIBRE MUSCOLARI LISCIE
    ?FORFORA CAPELLI
    ?TRICOFILO
    ?USO VETERINARIO

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Folium Jaborandi, latest edition
  • United States Pharmacopeial Convention, Jaborandi and Pilocarpine Monographs, current editions
  • British Herbal Pharmacopoeia, Jaborandi Leaf Monograph, 1983
  • José Carlos Tavares Carvalho, Pilocarpine From Jaborandi An Update of Its Pharmacological and Therapeutic Properties, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
  • Goodman and Gilman, The Pharmacological Basis of Therapeutics, latest edition
  • Martindale, The Complete Drug Reference, latest edition
  • Norman R Farnsworth, NAPRALERT Database Monograph on Pilocarpus Species and Pilocarpine-Containing Drugs

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA DROGA PRESENTA UN INDICE TERAPEUTICO RELATIVAMENTE RISTRETTO A CAUSA DEL CONTENUTO DI PILOCARPINA E DI ALTRI ALCALOIDI IMIDAZOLICI. EVIDENZA FARMACOLOGICA, TOSSICOLOGICA E CLINICA. L'IMPIEGO PUÒ DETERMINARE SUDORAZIONE PROFUSA, SALIVAZIONE ECCESSIVA, NAUSEA, VOMITO, DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI, AUMENTO DELLE SECREZIONI BRONCHIALI E DISTURBI VISIVI DOSE-DIPENDENTI. EVIDENZA CLINICA CONSOLIDATA DERIVATA DALL'UTILIZZO TERAPEUTICO DELLA PILOCARPINA. NEI SOGGETTI ANZIANI O DEBILITATI LA MARCATA ATTIVITÀ DIAFORETICA PUÒ FAVORIRE DISIDRATAZIONE E ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO. EVIDENZA CLINICA E FARMACOLOGICA. L'USO CONCOMITANTE CON ALTRI FARMACI COLINOMIMETICI PUÒ DETERMINARE EFFETTI ADDITIVI A LIVELLO CARDIOVASCOLARE, GASTROINTESTINALE, RESPIRATORIO E GHIANDOLARE. EVIDENZA FARMACOLOGICA DOCUMENTATA. LA VARIABILITÀ NATURALE DEL CONTENUTO ALCALOIDICO NELLE FOGLIE RAPPRESENTA UN LIMITE RILEVANTE PER L'IMPIEGO FITOTERAPICO DIRETTO DELLA DROGA, RENDENDO PREFERIBILI PREPARAZIONI STANDARDIZZATE QUANDO UTILIZZATE A FINI TERAPEUTICI. EVIDENZA FARMACOGNOSTICA E ANALITICA. NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI MODERNI SUFFICIENTI CHE SUPPORTINO SICUREZZA ED EFFICACIA DELL'IMPIEGO FITOTERAPICO PROLUNGATO DELLA DROGA VEGETALE NEL SUO COMPLESSO SECONDO GLI ATTUALI STANDARD EVIDENCE BASED. EVIDENZA DERIVATA DALL'ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI SULLA SPECIE COME PREPARAZIONE FITOTERAPICA.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    PILOCARPUS JABORANDI È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI AFFETTI DA ASMA BRONCHIALE O ALTRE CONDIZIONI BRONCOSPASTICHE, SULLA BASE DELLA DOCUMENTATA ATTIVITÀ COLINOMIMETICA DELLA PILOCARPINA E DEI CASI CLINICI ASSOCIATI A BRONCOCOSTRIZIONE. PILOCARPUS JABORANDI È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON BRADICARDIA SIGNIFICATIVA, DISTURBI DELLA CONDUZIONE ATRIOVENTRICOLARE O ALTRE CONDIZIONI NELLE QUALI LA STIMOLAZIONE PARASIMPATICA POSSA AGGRAVARE IL QUADRO CARDIOVASCOLARE. L'EVIDENZA DERIVA DALLA FARMACOLOGIA CLINICA DELLA PILOCARPINA E DALL'OSSERVAZIONE DEGLI EFFETTI CARDIOVASCOLARI DOCUMENTATI. PILOCARPUS JABORANDI È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI AFFETTI DA ULCERA PEPTICA ATTIVA, POICHÉ LA STIMOLAZIONE COLINERGICA AUMENTA LA SECREZIONE GASTRICA. L'EVIDENZA È FARMACOLOGICA E CLINICA. PILOCARPUS JABORANDI È CONTROINDICATO NEI SOGGETTI CON IRITE, UVEITE ANTERIORE ATTIVA O ALTRE CONDIZIONI OCULARI NELLE QUALI LA MIOSI INDOTTA DALLA PILOCARPINA POSSA RISULTARE DANNOSA. L'EVIDENZA DERIVA DALL'IMPIEGO CLINICO OFTALMOLOGICO DELLA PILOCARPINA. PILOCARPUS JABORANDI È CONTROINDICATO IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA ALLA PIANTA, ALLA PILOCARPINA O AI PREPARATI CONTENENTI ALCALOIDI PILOCARPINICI.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANESTETICI E ANESTESIE
    ANTICOLINERGICI
    ANTIGLAUCOMATOSI
    ANTIPARKINSONIANI
    ANTIPERTENSIVI
    BETABLOCCANTI
    CARDIOATTIVI O CARDIOTONICI
    CARDIOVASCOLARI (ANCHE IPOTENSIVI)
    INIBITORI DELLA COLINESTERASI
    PARASIMPATICOMIMETICI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di JABORANDI
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Ad esclusivo uso dei professionisti nel settore della ricerca scientifica. Non per automedicazione Estratti di Pilocarpus jaborandi (JABORANDI) Droga polverizzata o micronizzata delle foglie La droga fogliare è stata storicamente impiegata come fonte naturale di alcaloidi imidazolici, principalmente pilocarpina. Nella moderna fitoterapia occidentale il suo utilizzo è oggi molto limitato a causa della variabilità del contenuto alcaloidico e della ristrettezza dell'indice terapeutico. Non esiste un titolo fitoterapico universalmente accettato per la droga polverizzata. Le preparazioni storiche contenevano generalmente non meno dello 0,5-0,8% di alcaloidi totali espressi come pilocarpina. Non sono disponibili posologie fitoterapiche moderne sufficientemente validate per raccomandarne l'uso sistemico. Estratto secco standardizzato di foglie Gli estratti secchi standardizzati sono destinati principalmente all'ottenimento di un contenuto definito di pilocarpina e alcaloidi correlati. Per effetti farmacologici riconducibili all'attività parasimpaticomimetica sono necessari estratti standardizzati sul contenuto di pilocarpina. Tuttavia la moderna pratica clinica utilizza quasi esclusivamente pilocarpina purificata come principio attivo farmaceutico. Non sono disponibili monografie fitoterapiche moderne che definiscano una posologia orale standardizzata e universalmente accettata dell'estratto vegetale. Estratto fluido L'estratto fluido di Jaborandi rappresenta una preparazione storica presente nelle farmacopee del XIX e XX secolo. Veniva utilizzato come diaforetico e scialagogo in dosaggi variabili secondo il contenuto alcaloidico. A causa della marcata variabilità della concentrazione di pilocarpina e del rischio di effetti avversi colinergici, non dispone attualmente di indicazioni fitoterapiche moderne validate né di schemi posologici raccomandati. Tintura madre fitoterapica La tintura ottenuta dalle foglie è documentata nella tradizione erboristica e nelle farmacopee storiche. L'effetto dipende dal contenuto di pilocarpina e di altri alcaloidi imidazolici. L'assenza di standardizzazione adeguata e il rischio tossicologico hanno portato al progressivo abbandono dell'impiego fitoterapico sistemico. Non sono disponibili dosaggi terapeutici moderni supportati da evidenze cliniche dirette. Preparazioni farmaceutiche a base di pilocarpina derivata dal Jaborandi Le applicazioni cliniche validate riguardano principalmente la pilocarpina purificata ottenuta originariamente dalla droga vegetale o oggi prodotta per sintesi farmaceutica. Le formulazioni comprendono colliri oftalmici e preparazioni orali utilizzate in ambito medico specialistico. In tali casi l'attività terapeutica è attribuibile al principio attivo isolato e non all'estratto fitoterapico nel suo complesso. Preparazioni omeopatiche Pilocarpus jaborandi è presente nella materia medica omeopatica sotto forma di tintura madre omeopatica e successive diluizioni quali D, CH e LM. Gli impieghi omeopatici tradizionali comprendono alterazioni della secrezione sudorale, disturbi delle ghiandole esocrine e problematiche dei capelli. Non esistono evidenze cliniche moderne che dimostrino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche di Pilocarpus jaborandi.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Jaborandi Folium, edizioni aggiornate
  • British Herbal Pharmacopoeia, Jaborandi Leaf Monograph, 1983
  • Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
  • Norman R Farnsworth, NAPRALERT Database Monograph on Pilocarpus jaborandi, peer reviewed compilations
  • HagerROM, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen Pilocarpus Folium, 2016
  • Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di JABORANDI
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Pilocarpus jaborandi è una droga ricca di pilocarpina con attività parasimpaticomimetica marcata e indice terapeutico ristretto. Nella moderna fitoterapia occidentale non esistono tisane, infusi, decotti o formulazioni erboristiche considerate sicure e supportate da evidenze cliniche tali da consentire la raccomandazione di preparazioni domestiche o galeniche tradizionali. Le monografie farmacognostiche e tossicologiche moderne scoraggiano l'impiego fitoterapico autonomo delle foglie di Jaborandi per via orale a causa della variabilità del contenuto alcaloidico e del rischio di effetti colinergici potenzialmente rilevanti, tra cui ipersudorazione, ipersalivazione, broncospasmo, ipotensione, bradicardia e disturbi gastrointestinali. Non risultano disponibili formulazioni erboristiche tradizionali con Jaborandi e altre piante medicinali che possano essere considerate contemporaneamente sicure, standardizzate e supportate da evidenze scientifiche moderne sufficienti. Di conseguenza, con un approccio strettamente evidence-based e conservativo, non possono essere raccomandati infusi, decotti, tisane o miscele erboristiche a base di Pilocarpus jaborandi per uso terapeutico.
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
  • European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia Monograph Jaborandi Folium, edizioni aggiornate
  • British Herbal Pharmacopoeia, Jaborandi Leaf Monograph, 1983
  • Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Hans Wagner, Sabine Bladt, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 2009
  • Norman R Farnsworth, NAPRALERT Database Monograph on Pilocarpus jaborandi, peer reviewed compilations
  • HagerROM, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen Pilocarpus Folium, 2016
  • Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    APPROFONDIMENTO SU ALCALOIDI...
    PROPRIETÀ DEGLI ALCALOIDI NELLE PIANTE OFFICINALI: Meccanismi di difesa: Le piante producono alcaloidi come meccanismo di difesa contro erbivori e patogeni. Il loro sapore amaro e la potenziale tossicità dissuadono gli animali dal mangiarle. Attività biologica: Gli alcaloidi possono interagire con diversi sistemi fisiologici negli animali e nell'uomo, producendo una vasta gamma di effetti. Questi effetti dipendono dalla struttura chimica specifica dell'alcaloide e dal dosaggio. Usi terapeutici: Molti alcaloidi hanno importanti applicazioni terapeutiche. Alcuni esempi includono: Analgesici: Morfina e codeina (dal papavero da oppio) Antimalarici: Chinina (dalla corteccia di china) Stimolanti: Caffeina (da caffè e tè), nicotina (dal tabacco) Anticolinergici: Atropina e scopolamina (dalla belladonna e dallo stramonio) Antitumorali: Vinblastina e vincristina (dalla pervinca del Madagascar) Antibatterici e antispasmodici: Berberina (dal crespino) Tossicità: Molte piante contenenti alcaloidi sono potenzialmente tossiche e devono essere usate con cautela e sotto controllo medico. La dose terapeutica di alcuni alcaloidi è molto vicina alla dose tossica. Esempi di piante officinali contenenti alcaloidi: Papavero da oppio (Papaver somniferum): Contiene morfina, codeina e altri alcaloidi con proprietà analgesiche e sedative. China (Cinchona officinalis): Contiene chinina e chinidina, usate come antimalarici e antiaritmici. Belladonna (Atropa belladonna): Contiene atropina e scopolamina, con effetti anticolinergici. Stramonio (Datura stramonium): Contiene scopolamina e atropina, potenti allucinogeni e anticolinergici. L'uso è estremamente pericoloso. Caffè (Coffea arabica) e Tè (Camellia sinensis): Contengono caffeina, uno stimolante del sistema nervoso centrale. Tabacco (Nicotiana tabacum): Contiene nicotina, uno stimolante e sostanza che crea forte dipendenza. Crespino (Berberis vulgaris): Contiene berberina, con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche. Pervinca del Madagascar (Catharanthus roseus): Contiene vinblastina e vincristina, usate nella chemioterapia contro alcuni tipi di cancro. Cicuta maggiore (Conium maculatum): Contiene coniina, un alcaloide molto tossico che agisce sul sistema nervoso. Aconito (Aconitum napellus): Contiene alcaloidi tossici che possono causare arresto respiratorio. Importanza e cautele: Gli alcaloidi rappresentano una vasta e importante classe di composti presenti nelle piante officinali, con una vasta gamma di attività farmacologiche. Tuttavia, è fondamentale ricordare che molte piante contenenti alcaloidi sono tossiche e il loro uso deve essere fatto con grande cautela e preferibilmente sotto la supervisione di esperti in fitoterapia o medici. L'automedicazione con piante ad alto contenuto di alcaloidi può essere pericolosa.


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Pilocarpus jaborandi è una delle piante medicinali sudamericane che ha avuto il maggiore impatto sulla farmacologia moderna grazie all'isolamento della pilocarpina, alcaloide che ha permesso lo sviluppo di importanti farmaci oftalmologici e sialagoghi ancora utilizzati nella pratica clinica. Il nome "jaborandi" deriva dalle lingue indigene del Brasile e viene generalmente interpretato come "pianta che fa sbavare" o "erba che provoca salivazione", riferimento diretto alla sua intensa attività sulle ghiandole salivari. La pianta era utilizzata da diverse popolazioni indigene brasiliane molto prima dell'arrivo degli europei. Le foglie venivano impiegate soprattutto come sudorifero e per indurre abbondanti secrezioni corporee durante pratiche terapeutiche tradizionali. Il Jaborandi suscitò grande interesse nella medicina occidentale dopo la metà del XIX secolo, quando campioni della droga vegetale furono introdotti in Europa. In pochi anni divenne oggetto di numerose ricerche farmacologiche e tossicologiche. L'isolamento della pilocarpina avvenne nel 1875 e rappresentò uno dei primi esempi di identificazione di un principio attivo vegetale con un meccanismo farmacologico ben definito sul sistema nervoso autonomo. La scoperta della pilocarpina contribuì in modo significativo alla comprensione dei recettori muscarinici e della neurotrasmissione colinergica, diventando un importante strumento sperimentale nella fisiologia del sistema nervoso parasimpatico. Nel periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento il Jaborandi fu impiegato in numerose condizioni cliniche, molte delle quali successivamente abbandonate per mancanza di prove di efficacia o per il rischio di effetti indesiderati. Le foglie commercializzate come Jaborandi provenivano storicamente da diverse specie del genere Pilocarpus. Questa situazione generò frequenti problemi di identificazione botanica e standardizzazione della qualità della droga. L'intensa raccolta delle specie spontanee brasiliane per soddisfare la domanda internazionale provocò in alcune aree una forte pressione sulle popolazioni naturali, favorendo successivamente programmi di coltivazione controllata. A differenza di molte altre piante medicinali tradizionali, il valore terapeutico moderno del Jaborandi non deriva principalmente dal fitocomplesso integrale ma dall'utilizzo della pilocarpina purificata, che ha progressivamente sostituito quasi completamente la droga vegetale nella pratica medica. Nella storia della farmacognosia il Jaborandi è spesso citato come esempio classico del passaggio dalla fitoterapia tradizionale alla farmacologia dei principi attivi isolati, processo che ha caratterizzato gran parte dello sviluppo della medicina moderna tra XIX e XX secolo.


    Ricerche di articoli scientifici su Pilocarpus jaborandi

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org
    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Pilocarpus pennatifolius

    Foto o Immagine modificata per uso didattico
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    www.dkimages.com

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    www.anthemis.nl


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