PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Quando si riesce a produrre un miele dove il nettare di Coclearia è dominante, le sue caratteristiche riflettono il profilo della pianta.
Colore: Il miele è di colore molto chiaro, quasi incolore o con una leggera sfumatura dorata.
Sapore: Il sapore è delicato e non molto intenso. Potrebbe avere un leggero retrogusto pungente o speziato, che ricorda le note aromatiche della pianta.
Aroma: L'aroma è sottile, con un profumo floreale leggero.
Cristallizzazione: Come i mieli di altre piante della famiglia delle Brassicaceae, tende a cristallizzare rapidamente, assumendo una consistenza cremosa e omogenea.
Nonostante non sia un miele diffuso, il suo nettare è una risorsa preziosa per le api, specialmente nelle zone costiere dove la pianta cresce spontaneamente. |
USO ALIMENTARE...| Le foglie fresche di Cochlearia officinalis L. sono state storicamente consumate crude come alimento antiscorbutico soprattutto nelle regioni costiere e nordiche europee grazie all’elevato contenuto di vitamina C. Il sapore è pungente, acre e leggermente salino, simile a quello del crescione e del rafano.
Le giovani foglie vengono utilizzate in insalate crude, misticanze, panini erbacei e preparazioni verdi primaverili. L’impiego a crudo è preferibile per preservare il contenuto vitaminico e gli isotiocianati aromatici.
La pianta può essere aggiunta finemente triturata a salse erbacee, burri aromatizzati, formaggi freschi, creme vegetali e condimenti tradizionali dal profilo piccante.
In alcune tradizioni nord-europee le foglie venivano conservate sotto aceto o in salamoia come alimento conservato ad uso invernale e marittimo.
Le parti aeree giovani possono essere impiegate in zuppe vegetali e preparazioni cotte leggere, anche se la cottura prolungata riduce sensibilmente il contenuto di vitamina C e parte dei composti volatili solforati.
L’uso culinario deve restare moderato per il contenuto di glucosinolati e composti pungenti che ad alte quantità possono risultare irritanti per la mucosa gastrica. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
NOTE VARIE E STORICHE...| Cochlearia officinalis L. è storicamente una delle più celebri “erbe antiscorbutiche” della navigazione europea tra il XVI e il XIX secolo. Marinai, esploratori polari e popolazioni costiere consumavano regolarmente la pianta fresca per prevenire lo scorbuto durante le lunghe traversate prive di vegetali freschi.
Il nome comune inglese “scurvy grass” deriva direttamente dal suo storico impiego contro lo scorbuto.
La denominazione botanica Cochlearia deriva dal latino cochlear, “cucchiaio”, in riferimento alla forma concava e tondeggiante delle foglie basali.
La specie cresce spontaneamente soprattutto in ambienti costieri salmastri, scogliere marine, estuari e terreni ricchi di sale, mostrando una notevole tolleranza alla salinità.
Nella medicina popolare europea veniva considerata una pianta “depurativa del sangue” e stimolante primaverile dopo l’inverno.
Le foglie fresche erano talvolta utilizzate come sostituto povero del crescione e del rafano grazie al gusto acre e piccante dovuto agli isotiocianati.
In alcune tradizioni marinare veniva fermentata o conservata sotto aceto per mantenerne la disponibilità durante le spedizioni navali.
Durante l’epoca delle esplorazioni artiche la pianta acquisì notevole importanza strategica alimentare e sanitaria per gli equipaggi.
La specie è oggi meno utilizzata in fitoterapia moderna rispetto al passato, soprattutto per la disponibilità diffusa di vitamina C alimentare e farmaceutica. |
Ricerche di articoli scientifici su Cochlearia officinalis L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Blaschek W., Ebel S., Hackenthal E., Holzgrabe U., Keller K., Reichling J., Schulz V., Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis: Drogen A–D, 2007Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Barnes J., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines, 2007Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kjaer A., Glucosinolates in the Cruciferae, 1976Fahey J.W., Zalcmann A.T., Talalay P., The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, 2001Cartea M.E., Velasco P., Glucosinolates in Brassica foods: Bioavailability in food and significance for human health, 2008Mabberley D.J., Mabberley’s Plant-book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Blaschek W., Ebel S., Hackenthal E., Holzgrabe U., Keller K., Reichling J., Schulz V., Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis: Drogen A–D, 2007Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Barnes J., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines, 2007Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kjaer A., Glucosinolates in the Cruciferae, 1976Fahey J.W., Zalcmann A.T., Talalay P., The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, 2001Cartea M.E., Velasco P., Glucosinolates in Brassica foods: Bioavailability in food and significance for human health, 2008Mabberley D.J., Mabberley’s Plant-book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Blaschek W., Ebel S., Hackenthal E., Holzgrabe U., Keller K., Reichling J., Schulz V., Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis: Drogen A–D, 2007Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Barnes J., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines, 2007Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kjaer A., Glucosinolates in the Cruciferae, 1976Cartea M.E., Velasco P., Glucosinolates in Brassica foods: Bioavailability in food and significance for human health, 2008Mabberley D.J., Mabberley’s Plant-book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| Blaschek W., Ebel S., Hackenthal E., Holzgrabe U., Keller K., Reichling J., Schulz V., Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis: Drogen A–D, 2007Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Barnes J., Anderson L.A., Phillipson J.D., Herbal Medicines, 2007Duke J.A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002Kjaer A., Glucosinolates in the Cruciferae, 1976Cartea M.E., Velasco P., Glucosinolates in Brassica foods: Bioavailability in food and significance for human health, 2008Mabberley D.J., Mabberley’s Plant-book: A Portable Dictionary of Plants, Their Classification and Uses, 2017 |
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