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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 26-04-2026 |
CHIRETTA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Asteridi Ordine Gentianales Famiglia Gentianaceae Genere Swertia Specie Swertia chirayita (Roxb.) H.Karst. |
Famiglia: Gentianaceae |
| Genziana Indiana, Chirata, Chyrayita O Chirita (nome Indù Della Genziana), Bitter Stick, East Indian Balmony, Chiraito, Bhale Chiraito, Khalu, Khupli, Leketite |
| Agathotes Chirayita (Roxb.) D.Don Ex G.Don, Agathotes Chirayta D.Don, Ericoila Chirayita (Roxb.) Bercht. & J.Presl, Eyrythalia Floribunda G.Don, Gentiana Chirata, Gentiana Chirayita Roxb., Gentiana Chirayita Roxb. Ex Fleming, Gentiana Floribunda D.Don, Henricea Pharmacearcha Lem., Henricea Pharmacearcha Lem.Lis., Ophelia Chirata (Roxb.) Griseb., Ophelia Chirayita (Roxb.) D.Don, Ophelia Chirayita (Roxb.) D.Don Ex G.Don, Ophelia Chirayita (Roxb.) Griseb., Swertia Chirata Buch.-Ham., Swertia Chirata Buch.-Ham. Ex Wall., Swertia Chirayita (Roxb. Ex Fleming) Buch.-Ham. Ex C.B.Clarke, Swertia Chirayita (Roxb.) Buch.-Ham., Swertia Chirayita (Roxb.) Buch.-Ham. Ex Wall., Swertia Tongluensis Burkill. |
| PIANTA ERBACEA ANNUALE O BIENNALE CHE RAGGIUNGE UN'ALTEZZA DI 50-120 CM. IL FUSTO È ERETTO, TETRAGONO E RAMIFICATO NELLA PARTE SUPERIORE. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, SESSILI, LANCEOLATE O OVATO-LANCEOLATE, CON BASE ARROTONDATA O CORDATA E APICE ACUTO, LUNGHE 5-10 CM E LARGHE 1-3 CM. I FIORI SONO PICCOLI, NUMEROSI, DI COLORE BIANCO-VERDASTRO O GIALLASTRO CON SFUMATURE VIOLACEE, RIUNITI IN AMPIE PANNOCCHIE CIMOSE TERMINALI E ASCELLARI. IL CALICE È FORMATO DA 4-5 SEPALI LANCEOLATI, LA COROLLA DA 4-5 PETALI LIBERI, OVATO-LANCEOLATI CON DUE GHIANDOLE BASALI. GLI STAMI SONO 4-5 CON ANTERE BLUASTRE. L'OVARIO È SUPERO, MONOCARPELLARE, CON STILO BREVE E STIMMA BILOBO. IL FRUTTO È UNA CAPSULA SETTICIDA OBLUNGA O ELLISSOIDALE CONTENENTE NUMEROSI SEMI PICCOLI E LISCI. |
| FINE ESTATE-AUTUNNO (AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE), IN HABITAT HIMALAYANI (1500-3000 M) |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO VERDASTRO |
| ________ LILLÀ CHIARO |
| Cresce nelle regioni temperate dell'Himalaya, ad altitudini comprese tra i 1200 e i 3000 metri. Si trova comunemente in praterie alpine e subalpine, pendii erbosi, foreste aperte e occasionalmente in zone rocciose. Predilige suoli ben drenati, leggermente acidi o neutri, ricchi di humus e con una buona umidità. La specie è diffusa in paesi come India, Nepal, Bhutan e Cina sudoccidentale. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| FINE FIORITURA-INIZIO FRUTTIFICAZIONE (SETTEMBRE-NOVEMBRE) |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| PARTE AEREA INTERA ESSICCATA (HERBA SWERTIAE), RARAMENTE RADICI |
| INTENSAMENTE AMARO, CON NOTE ERBACEE E LIEVE SENTORE TERROSO |
| AMARISSIMO, PERSISTENTE, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE METALLICO |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: studi tossicologici in vivo indicano buona tollerabilità a dosi terapeutiche con assenza di tossicità acuta significativa; possibili lievi effetti gastrointestinali correlati al contenuto in principi amari, senza evidenze di tossicità sistemica rilevante nei limiti d’uso tradizionali. |
| EFFICACIA: BUONA |
| Motivazione: evidenze disponibili prevalentemente da studi in vivo su modelli animali e da dati farmacologici coerenti su composti amari secoiridoidi e xantoni con attività epatoprotettiva, antinfiammatoria e ipoglicemizzante; assenza di studi clinici controllati robusti sulla specie ma uso fitoterapico tradizionale consolidato supportato da dati sperimentali. |
| Secoiridoidi: amarogentina, amaroswerina, swertiamarina, swertiamarogenina Xantoni: mangiferina, swertianina, bellidifolina, desmetilbellidifolina Flavonoidi: swertisina, isoorientina, isovitexina, luteolina, apigenina Triterpeni: oleanolico acido, ursolico acido Alcaloidi: gentianina Fenoli e acidi fenolici: acido ferulico, acido caffeico, acido clorogenico Glicosidi amari: chiratina, ophelicina |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) POSSIBILE IRRITAZIONE GASTRICA O AUMENTO DELLA SECREZIONE ACIDA CORRELATA AL CONTENUTO IN PRINCIPI AMARI SECOIRIDOIDI, DOCUMENTATA SU BASE FARMACOLOGICA E OSSERVAZIONI SPERIMENTALI IN VIVO; RILEVANZA CLINICA NON ADEGUATAMENTE QUANTIFICATA. POTENZIALE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE OSSERVATO IN STUDI IN VIVO SU MODELLI ANIMALI, CON POSSIBILE INTERAZIONE CON LA REGOLAZIONE GLICEMICA; ASSENZA DI CONFERME CLINICHE DIRETTE SULLA SPECIE. ATTIVITÀ EPATOPROTETTIVA E MODULAZIONE ENZIMATICA EPATICA EVIDENZIATA IN MODELLI ANIMALI, CON PLAUSIBILE INTERFERENZA CON METABOLISMO XENOBIOTICO; MANCANO DATI CLINICI SULL’IMPATTO FARMACOCINETICO NELL’UOMO. EFFETTI BIOLOGICI MULTIPLI ATTRIBUITI A XANTONI E SECOIRIDOIDI CON ATTIVITÀ SU SISTEMI REDOX E INFIAMMATORI DOCUMENTATI IN VITRO E IN VIVO ANIMALE; TRASFERIBILITÀ CLINICA NON DEFINITA E DATI LIMITATI. LIMITATA DISPONIBILITÀ DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E STANDARDIZZAZIONE NON UNIFORME DEGLI ESTRATTI UTILIZZATI NEGLI STUDI, CON CONSEGUENTE INCERTEZZA SULLA RIPRODUCIBILITÀ DEGLI EFFETTI E SULLA DEFINIZIONE DI PROFILI DI SICUREZZA COMPLETI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE SPECIFICHE PER SWERTIA CHIRAYITA (ROXB.) H.KARST. SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ANTICOAGULANTI CUMARINICI |
| ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO) |
| EPATOTOSSICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9 |
| FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4 |
| FARMACI PER DIABETICI |
| INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA) |
| INIBITORI DEL CYP |
| INSULINA |
| INSULINA (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO) |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| PARACETAMOLO |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CHIRETTA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco standardizzato di Swertia chirayita (Roxb.) H.Karst. Gli estratti secchi sono generalmente ottenuti dalla parte aerea della pianta e standardizzati in secoiridoidi amari, principalmente amarogentina e swertiamarina. Non esiste uno standard ufficiale universalmente accettato per il titolo minimo efficace; tuttavia, negli studi sperimentali e nei prodotti commerciali si osservano titolazioni indicative in amarogentina comprese tra circa 0,1% e 0,5% oppure in swertiamarina tra 2% e 10%. L’assenza di standardizzazione farmacopoeica limita la definizione di un titolo terapeutico preciso. Le dosi utilizzate negli studi preclinici e negli studi clinici preliminari, spesso non controllati, variano ampiamente; negli integratori si riscontrano dosaggi giornalieri di estratto secco compresi tra 200 mg e 1000 mg, suddivisi in due o tre somministrazioni. La posologia non può essere considerata validata clinicamente e deve essere interpretata con cautela. Estratto fluido e tintura idroalcolica Le preparazioni liquide idroalcoliche presentano un rapporto droga/estratto variabile, comunemente 1:1 o 1:2 per estratti fluidi e circa 1:5 per tinture. Anche in questo caso non esistono titoli standard ufficiali per i marker fitochimici rilevanti. L’impiego si basa su tradizione fitoterapica e su dati farmacologici preclinici; le dosi usualmente riportate nella pratica erboristica sono comprese tra 1 ml e 4 ml al giorno per estratti fluidi, oppure 2 ml e 5 ml fino a tre volte al giorno per tinture, ma tali valori non derivano da studi clinici controllati. La variabilità nella concentrazione di amarogentina e altri secoiridoidi rende difficile correlare dose e effetto. Estratti secchi combinati o formulazioni polierboristiche standardizzate Swertia chirayita è frequentemente inclusa in formulazioni ayurvediche o integratori complessi destinati al supporto metabolico o epatico. In tali prodotti la standardizzazione è spesso riferita all’intero fitocomplesso piuttosto che alla singola specie. Non è possibile definire un titolo specifico attribuibile a Swertia chirayita né una posologia autonoma, poiché l’effetto osservato deriva dalla combinazione di più specie. L’evidenza disponibile è prevalentemente preclinica o derivata da studi osservazionali su formulazioni complesse. Estratti titolati in xantoni Alcuni estratti sperimentali sono standardizzati in xantoni (come mangiferina), ma non esiste una standardizzazione industriale diffusa né un titolo terapeutico definito. Le evidenze sono limitate a studi in vitro e in modelli animali, senza applicazione clinica consolidata. La posologia non è definibile su base evidence-based. Preparazioni omeopatiche Preparazioni omeopatiche ottenute da Swertia chirayita sono disponibili in diluizioni variabili, generalmente sotto forma di tintura madre e successive diluizioni centesimali o decimali. Non esistono evidenze scientifiche validate che supportino un’efficacia terapeutica secondo criteri farmacologici o clinici convenzionali. La posologia segue i principi dell’omeopatia e non è correlabile a concentrazioni farmacologicamente attive dei costituenti. Considerazioni generali L’assenza di monografie ufficiali EMA o ESCOP specifiche per Swertia chirayita e la mancanza di trial clinici controllati impediscono la definizione di dosaggi terapeutici standardizzati e di titoli minimi efficaci. Le informazioni disponibili derivano principalmente da studi preclinici, revisioni narrative e uso tradizionale, con elevata variabilità nei preparati e nelle concentrazioni dei principi attivi. Bibliografia |
| Tisane, composizioni e preparazioni di CHIRETTA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso semplice di Swertia chirayita (Roxb.) H.Karst. Droga secca 1–2 g in 150–200 ml di acqua calda, infusione per 10–15 minuti, una o due volte al giorno prima dei pasti. L’uso si basa su tradizione e su dati farmacologici relativi all’attività amara e digestiva; non esistono studi clinici controllati che ne confermino l’efficacia. Il dosaggio rientra nei limiti generalmente considerati sicuri per droghe amare contenenti secoiridoidi. Possibile irritazione gastrica in soggetti sensibili. Decotto leggero di Swertia chirayita Droga secca 2–3 g in 200 ml di acqua, ebollizione per 5–10 minuti, una volta al giorno. Questa forma aumenta l’estrazione dei costituenti amari ma può accentuare la tollerabilità gastrica ridotta. Le evidenze sono limitate a dati preclinici; l’uso è tradizionale come tonico amaro e febbrifugo. Non sono disponibili dati clinici che permettano di definire un rapporto dose-effetto. Infuso combinato con Gentiana lutea L. e Taraxacum officinale Weber Swertia chirayita 1 g, Gentiana lutea radice 0,5 g, Taraxacum officinale radice 1 g in 200 ml di acqua, infusione 10–15 minuti, una volta al giorno prima del pasto principale. La combinazione è coerente con l’uso di amari digestivi e coleretici nella fitoterapia europea e ayurvedica. Le evidenze disponibili riguardano prevalentemente studi in vitro e animali sui singoli componenti; non esistono studi clinici sulla combinazione. Il dosaggio è conservativo per limitare eccessiva stimolazione gastrica. Infuso con Swertia chirayita e Azadirachta indica A.Juss. Swertia chirayita 1 g, Azadirachta indica foglie 0,5–1 g in 200 ml di acqua, infusione 10 minuti, una volta al giorno. Questa associazione è documentata nella medicina ayurvedica per supporto metabolico. Le evidenze sono limitate a studi preclinici su entrambe le specie con attività ipoglicemizzante e antimicrobica. Non esistono studi clinici controllati sulla combinazione. Richiede cautela in soggetti con glicemia bassa o in terapia antidiabetica. Infuso con Swertia chirayita e Phyllanthus amarus Schumach. & Thonn. Swertia chirayita 1 g, Phyllanthus amarus 1 g in 200 ml di acqua, infusione 10–15 minuti, una volta al giorno. La combinazione è coerente con l’uso epatoprotettivo tradizionale. Le evidenze derivano da studi in vivo e in vitro sui singoli componenti; non esistono dati clinici sulla miscela. Il dosaggio è prudenziale per evitare sovraccarico epatico teorico. Decotto combinato con Swertia chirayita e Picrorhiza kurroa Royle ex Benth. Swertia chirayita 1 g, Picrorhiza kurroa 0,5–1 g in 200 ml di acqua, ebollizione per 5–10 minuti, una volta al giorno. Questa formulazione riflette preparazioni ayurvediche per il supporto epatico. Le evidenze sono limitate a studi preclinici; entrambe le piante mostrano attività epatoprotettiva in modelli animali. Non sono disponibili studi clinici sulla combinazione. Possibile amarezza marcata e ridotta tollerabilità. Infuso con Swertia chirayita e Tinospora cordifolia (Willd.) Hook.f. & Thomson Swertia chirayita 1 g, Tinospora cordifolia 1 g in 200 ml di acqua, infusione 10–15 minuti, una volta al giorno. Utilizzo coerente con tradizione ayurvedica per modulazione metabolica e immunitaria. Evidenze limitate a studi in vitro e animali sui singoli componenti. Assenza di dati clinici sulla combinazione. Il dosaggio è conservativo. Considerazioni generali Le formulazioni riportate derivano da integrazione tra farmacognosia e uso tradizionale coerente con dati preclinici. Non esistono trial clinici controllati che validino queste preparazioni o definiscano dosaggi terapeutici ottimali. La sicurezza è basata su dosi tradizionali moderate; dosaggi più elevati non sono supportati da evidenze. È necessaria cautela in soggetti con diabete, patologie epatiche o in terapia farmacologica concomitante. Bibliografia |
| Vini, elisir, amari, tinture di CHIRETTA
Tintura di Swertia chirayita La tintura è una preparazione alcolica ottenuta tramite estrazione della pianta secca (solitamente parti aeree o l’intero fusto fiorito) in un solvente idroalcolico. È uno dei modi più diffusi di utilizzare Swertia chirayita in erboristeria tradizionale, documentata anche nelle farmacopee britanniche e americane storiche come tinctura chiratae. Ingredienti Swertia chirayita essiccata: quantità in rapporto 1:5 (1 parte di droga secca, 5 parti di solvente). Solvente: 50–60% alcool etilico alimentare (ad esempio alcool per uso alimentare 90°–95% diluito con acqua per ottenere la gradazione desiderata). Preparazione Polverizzare o tagliare grossolanamente la pianta essiccata. Mettere la pianta nel contenitore di vetro con chiusura ermetica. Versare il solvente alcolico fino a coprire completamente la pianta. Agitare bene ed etichettare con data e contenuto. Conservare al riparo dalla luce e lasciare macerare per 2–4 settimane, agitando ogni giorno. Filtrare con garza o filtro da tè per ottenere la tintura. Uso e posologia tradizionale 2–5 mL (circa 40–100 gocce), 1–3 volte al giorno diluiti in poca acqua o succo, preferibilmente prima dei pasti per sostenere la digestione e la funzione epato-digestiva. In alcune tradizioni erboristiche l’uso è associato alla gestione di disturbi digestivi, appetito ridotto, stasi biliare e come tonico amaro generale. Indicazioni principali della tintura alcolica Digestione e appetito: come tonico amaro per stimolare l’appetito e favorire la funzione digestiva. Supporto epatico-biliare: nei disturbi lievi della funzione epatobiliare come coadiuvante. Gestione metabolica: utilizzata in formulazioni tradizionali per aiutare l’equilibrio metabolico in presenza di iperglicemia lieve. Tonicità generale: impiegata come tonico nella medicina tradizionale per sostenere vitalità e risposta fisiologica agli stress metabolici. Note di sicurezza e avvertenze Il sapore amaro è molto intenso; si consiglia di diluire la tintura in acqua o succo per migliorarne la palatabilità. Swertia chirayita tintura va usata con cautela in gravidanza, allattamento e in soggetti con ulcera gastrica o ipersensibilità gastrica. Non è un prodotto approvato per uso medico ufficiale standardizzato come farmaco, ma rientra nelle tradizioni erboristiche praticate in alcune farmacopee storiche. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Swertia chirayita (Roxb.) H.Karst. |