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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 10-03-2026 |
CHELIDONIA |
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| Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Ordine: Papaverales Famiglia: Papaveraceae |
| Celidonia, Erba Dei Porri, Erba Da Porri, Irundinaria, Cinerognola, Celandine, Chélidonie, Grande Chelidoine, Eclaire, Great Celandine, Keltamo, Schöllkraut, Skelört, Svalört, Svaleurt |
| Chelidonium Cavaleriei H.Lév., Chelidonium Dahuricum DC., Chelidonium Grandiflorum (DC.) DC., Chelidonium Haematodes Moench, Chelidonium Laciniatum Mill., Chelidonium Luteum Gilib., Chelidonium Majus F. Acutilobum Fast, Chelidonium Majus F. Claputiense Pamp., Chelidonium Majus F. Macropetalum Zapal., Chelidonium Majus F. Majus, Chelidonium Majus F. Plenifolium W.F.Christ., Chelidonium Majus F. Quercifolium (Willemet) Fast, Chelidonium Majus F. Serratum Fast, Chelidonium Majus Subsp. Grandiflorum (DC.) Printz, Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Arcang., Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Domin, Chelidonium Majus Subsp. Laciniatum (Mill.) Syme, Chelidonium Majus Var. Crenatum Fr., Chelidonium Majus Var. Fumariifolium (DC.) K.Koch, Chelidonium Majus Var. Fumariifolium DC., Chelidonium Majus Var. Grandiflorum DC., Chelidonium Majus Var. Grandiflorum Wein, Chelidonium Majus Var. Grandiflorum Wein Ex Zobel, Chelidonium Majus Var. Hexapetalum Murr, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Gren., 1847, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Lam. & DC., Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Martyn, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Roth, Chelidonium Majus Var. Laciniatum (Mill.) Syme, Chelidonium Majus Var. Micranthum Zapal., Chelidonium Majus Var. Micropetalum Murr, Chelidonium Majus Var. Pleniflorum Lawalrée, Chelidonium Majus Var. Plenum H.R.Wehrh., Chelidonium Majus Var. Plenum Latourr., Chelidonium Majus Var. Quercifolium (Willemet) Mérat, Chelidonium Murale P.Renault, Chelidonium Quercifolium Thuill., Chelidonium Quercifolium Willemet, Chelidonium Ruderale Salisb., Chelidonium Umbelliferum Stokes, Chelidonium Vulgare P.Renault, 1804, Chlidonium Majus L. |
| ERBACEA PERENNE ALTA 30-80 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, FRAGILE, CONTENENTE UN LATTICE ARANCIONE. FOGLIE ALTERNE, PENNATOSETTE CON 3-7 LOBI OVATI O INCISI, GLABRE O DEBOLMENTE PUBESCENTI, DI COLORE VERDE GLAUCO. FIORI ERMAFRODITI, GIALLI, TETRAMERI, RIUNITI IN PICCOLE OMBRELLE PAUCIFLORE ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE SUPERIORI. CALICE CON 2 SEPALI CADUCHI, COROLLA CON 4 PETALI LIBERI. FRUTTO È UNA CAPSULA LINEARE ALLUNGATA CHE SI APRE DAL BASSO VERSO L'ALTO LIBERANDO NUMEROSI SEMI PICCOLI E NERI CON UN'APPENDICE CARNOSA (ELAIOSOMA) PER LA DISPERSIONE DA PARTE DELLE FORMICHE. TUTTA LA PIANTA È TOSSICA E PRODUCE UN LATTICE IRRITANTE. |
| APRILE, MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, PRIMAVERA, ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ GIALLO |
| ________ GIALLO DORATO |
| ________ GIALLOGNOLO |
| Originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, naturalizzata anche in Nord America. Cresce spontanea in luoghi ombrosi e umidi, come boschi, siepi, muri vecchi, ruderi, bordi stradali e giardini, prediligendo terreni ricchi di azoto, argillosi o limosi, e spesso calcarei. Si adatta a una vasta gamma di condizioni di luce, dalla piena ombra alla mezz'ombra. In Italia è diffusa in tutte le regioni, dal piano fino alla zona montana. La sua capacità di crescere in ambienti disturbati e la sua facile disseminazione tramite semi contribuiscono alla sua ampia distribuzione. È comune trovarla in prossimità di insediamenti umani. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| MAGGIO-LUGLIO, DURANTE LA PIENA FIORITURA |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| PARTE AEREA ESSICCATA E LATTICE FRESCO |
| ERBACEO-ACRE, CON NOTE IRRITANTI (LATTICE) |
| AMARO-PUNGENTE, CON EFFETTO ANESTETICO LOCALE (LATTICE), DISGUSTOSO |
| TOSSICITÀ: MEDIO-ALTA |
| Motivazione: La pianta contiene alcaloidi isoquinolinici potenzialmente epatotossici; sono riportati casi di danno epatico anche a dosi terapeutiche non controllate. L’uso interno richiede rigorosa standardizzazione, limitazione temporale e supervisione, mentre l’uso improprio aumenta significativamente il rischio. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Chelidonium majus presenta attività coleretica, colagoga e spasmolitica documentata soprattutto da studi preclinici e dall’uso fitoterapico tradizionale, mentre le evidenze cliniche sono limitate e condizionate dalla forma di estratto, dal dosaggio e dalla durata del trattamento; l’efficacia è quindi legata a preparazioni specifiche, a basse dosi e a impieghi controllati, con esclusione dell’uso prolungato o non supervisionato. |
| Alcaloidi isochinolinici: chelidonina, cheleritrina, sanguinarina, protopina, berberina, copticina, stylopina ecc., berberina e sparteina, acidi chelidonico, nicotinico, malico e citrico, flavonoidi, carotenoidi, una saponina, enzimi proteolitici (nel latice) |
Bibliografia |
| I dati clinici specifici e controllati su Chelidonium majus sono limitati. Tuttavia esistono prove da studi clinici controllati che estratti standardizzati della pianta possono alleviare sintomi di dispepsia funzionale e disturbi digestivi se somministrati in forma standardizzata, con miglioramento di crampi addominali, senso di pienezza post-pasto e nausea rispetto a placebo. Alcuni dati clinici osservazionali suggeriscono potenziale beneficio su biliopatia e funzione biliare, ma l’efficacia specifica della pianta isolata rimane poco definita nei trial moderni. Numerosi studi in vitro e in vivo su modelli animali mostrano che i principali costituenti (isochinoline alcaloidi come chelidonina, chelerytrina, berberina, coptisina, sanguinarina) possiedono attività antinfiammatoria, antimicrobica, antivirale e antiossidante; tali proprietà sono state evidenziate in saggi cellulari e sperimentazioni precliniche, suggerendo potenziale effetto sul sistema immunitario, sulla regolazione dell’infiammazione e sull’attività microbica. Alcune prove preliminari in vitro indicano anche effetti citotossici e potenziale antitumorale dei singoli alcaloidi. L´utilizzo come colagogo, coleretico e antispastico delle vie biliari è abbandonato a causa della sua epatotossicità. Il latice giallastro che sgorga della Chelidonia fresca spezzata è caustico sulla pelle quindi da usare con attenzione ma viene impiegato per il trattamento di verruche e porri. Con alcuni suoi derivati alcaloidei si preparano farmaci antineoplastici. |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA, EPATOPATIE ACUTE O CRONICHE, INSUFFICIENZA EPATICA, ANAMNESI DI EPATOTOSSICITÀ DA FARMACI O PIANTE, OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI, CALCOLOSI BILIARE SEVERA, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA ALLA PIANTA O AGLI ALCALOIDI ISOQUINOLINICI, USO CONCOMITANTE DI FARMACI EPATOTOSSICI LA PIANTA RISULTA EPATOTOSSICA DAGLI ULTIMI STUDI. SCONSIGLIATO ASSOLUTAMENTE L'USO E SOPRATTUTTO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO E INFANZIA. COMUNQUE IL CONTENUTO DI ALCALOIDI POTENZIALMENTE TOSSICI DECADE RAPIDAMENTE CON L´ESSICCAMENTO E LA CONSERVAZIONE DELLA PIANTA. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) USO INTERNO SOLO PER BREVI PERIODI E SOTTO CONTROLLO DI UN PROFESSIONISTA SANITARIO ESPERTO IN FITOTERAPIA, EVITARE L’ASSUNZIONE CONTINUATIVA O A DOSI ELEVATE, MONITORARE LA FUNZIONALITÀ EPATICA IN CASO DI UTILIZZO ANCHE A BASSE DOSI, SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE IN PRESENZA DI SINTOMI COME AFFATICAMENTO, NAUSEA PERSISTENTE, ITTERO O URINE SCURE, EVITARE L’AUTOPRESCRIZIONE SOPRATTUTTO CON ESTRATTI CONCENTRATI O COMBINAZIONI NON CONTROLLATE, PREFERIRE PREPARAZIONI A BASSO CONTENUTO DI ALCALOIDI, L’USO TOPICO DEL LATTICE FRESCO PUÒ CAUSARE IRRITAZIONI CUTANEE E VA EVITATO SU CUTE LESA O SENSIBILE, NON ASSOCIARE AD ALCOL O SOSTANZE CHE SOVRACCARICANO IL FEGATO |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANSIOLITICI |
| ANTICOAGULANTI |
| COLERETICI E COLECISTOCINETICI |
| EPATOTOSSICI |
| LASSATIVI FORTI O PURGANTI |
| SEDATIVI DEL SNC |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| ACHILLEA MILLEFOGLIE |
| CARCIOFO |
| CARDO MARIANO |
| CRESPINO |
| CURCUMA |
| FUMARIA |
| GENZIANA |
| MENTA PIPERITA |
| SANGUINARIA |
| TARASSACO |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| Estratto secco standardizzato
Estratto secco ottenuto da erba di Chelidonium majus opportunamente formulato per garantire una concentrazione riproducibile di alcaloidi isoquinolinici. Posologia indicativa in contesti fitoterapici tradizionali: 100–300 milligrammi al giorno in 1–2 somministrazioni, preferibilmente prima dei pasti. L’uso interno va sempre supervisionato da un professionista per via dei potenziali rischi epatici, e non è raccomandato continuativamente.
Tintura madre fitoterapica
Preparazione idroalcolica della droga fresca o essiccata. Posologia indicativa tradizionale: 20–40 gocce 1–2 volte al giorno in acqua, lontano dai pasti principali. La tintura è usata principalmente come colagogo leggero o per stimolare la funzione digestiva in cicli brevi; l’uso protratto richiede controllo sanitario.
Infuso o decotto leggero
Infuso di droga essiccata di Chelidonium majus (1–2 grammi in 150–200 mL di acqua bollente, lasciato in infusione 5–10 minuti). Posologia indicativa: una tazza al giorno, consumata tiepida, per supporto digestivo tradizionale e stimolo delle secrezioni biliari. L’infusione va impiegata con estrema cautela e solo per brevi periodi.
Integratori fitoterapici combinati
Formulazioni che associano Chelidonium majus con altre piante ad azione colagoga, digestiva o epatoprotettiva (ad esempio Silybum marianum, Taraxacum officinale, Cynara scolymus). Posologia indicativa: seguire l’equivalente di estratto di Chelidonium 100–200 mg al giorno integrato con le dosi tradizionali delle piante sinergiche, in 1–2 somministrazioni quotidiane. L’uso di combinazioni può ridurre l’esposizione specifica ai composti più attivi di Chelidonium, ma richiede valutazione professionale per sicurezza.
Preparazioni omeopatiche
In omeopatia Chelidonium majus è disponibile in diluizioni omeopatiche (es. 6C, 12C, 30C o altre potenze secondo prescrizione). Posologia indicativa omeopatica: 3–5 granuli o gocce 1–3 volte al giorno, lontano dai pasti, secondo prescrizione di un omeopata. Le diluizioni omeopatiche non forniscono alcaloidi in quantità farmacologiche e sono utilizzate secondo principi omeopatici piuttosto che fitoterapici.
Note generali sulla posologia e sicurezza
Le posologie qui indicate sono riferite a tradizioni fitoterapiche e omeopatiche, non a schemi terapeutici standard clinici riconosciuti. L’uso interno di Chelidonium majus deve essere attentamente monitorato per il rischio epatico; in molte aree è sconsigliato l’uso prolungato o senza supervisione professionale. L’uso topico di preparazioni diluite può essere preferito in contesti specifici per stimolare secrezioni o per affezioni cutanee secondarie.
Bibliografia
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| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Tisana digestiva leggera
Una tisana combinata per supportare la funzione digestiva può essere preparata con foglie essiccate di Chelidonium majus in piccola quantità insieme a foglie di Mentha piperita e fiori di Matricaria chamomilla. Questa formulazione è pensata per favorire un’azione equilibrata sulle secrezioni digestive e alleviare sensazioni di pesantezza dopo i pasti. Preparare con acqua calda, lasciare in infusione breve e consumare una tazza una volta al giorno, preferibilmente dopo il pasto principale.
Tisana biliare delicata
Per un effetto di supporto alle vie biliari in modo più moderato e tradizionale, si possono combinare foglie o parti aeree di Chelidonium majus (dosaggio molto ridotto) con foglie di Taraxacum officinale e foglie di Cynara scolymus. L’infusione di questa miscela, preparata con acqua calda e consumata una volta al giorno lontano da pasti pesanti, mira a stimolare la funzione biliare in modo più bilanciato grazie ai componenti sinergici delle altre piante.
Tisana armonizzante per il benessere gastro-epatico
Una miscela che affianca estratto leggero di Chelidonium majus a foglie di Silybum marianum e fiori di Taraxacum officinale può essere utilizzata come tisana una volta al giorno per sostenere il benessere del sistema epatobiliare e della digestione. Le quantità di Chelidonium devono essere mantenute basse e integrate con piante epatoprotettive note per favorire tollerabilità e sicurezza generale.
Tisana calmante e digestiva
Una combinazione di estratto leggero di Chelidonium majus con foglie di Melissa officinalis e foglie di Foeniculum vulgare produce una tisana con profilo aromatico e un effetto lenitivo sulla motilità digestiva, utile per sensazioni di tensione dopo i pasti. Preparare l’infuso con acqua calda e consumare una tazza al giorno.
Formulazione depurativa moderata
Per un effetto depurativo tradizionale, si può utilizzare una miscela con quantità molto ridotte di Chelidonium majus affiancate a radice di Angelica archangelica e foglie di Mentha piperita. L’infusione leggera di questa combinazione, consumata una volta al giorno, viene usata nella pratica erboristica per sostenere una depurazione generale dell’organismo con gusto più gradevole rispetto alle formulazioni con sola Chelidonium.
Bibliografia
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| Vedi sul web gli studi sulle proprietà antitumorali per Chelidonium majus L. |
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Chelidonium majus L. |