|
© I contenuti di questa pagina (escluse le immagini di pubblico dominio) sono di proprietà esclusiva dell'autore Alberto Tucci. Ne è vietata la copia, la riproduzione e l'utilizzo anche parziale in ogni forma. |
| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 02-05-2026 |
MAGGIORANA |
LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO
| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiosperme Clade Mesangiosperme Clade Eudicotiledoni Clade Asteridi Clade Euasteridi I Ordine Lamiales Famiglia Lamiaceae Sottofamiglia Nepetoideae Tribù Mentheae Genere Origanum Specie Origanum majorana Il nome accettato nelle classificazioni più recenti è spesso Origanum majorana, mentre Origanum majorana L. è talvolta trattato come sinonimo di Origanum dubium o Origanum onites in alcune revisioni, ma resta ampiamente valido in uso botanico e fitoterapico. |
Famiglia: Lamiaceae |
| Maggiorana gentile, Majoran, Marjolaine, Grand origan, Amaraco, Ma-yueh-lan-hua, Manjerona, Orégano Europeo, Marjolaine, Marjolein, Marjoram, Marzanjush, Mayoran, Marjolaine, Mauran, Havemerian, Merian, Marjolein, Maustemeirami, Meirami, Blattmajoran, Französischer Majoran, Majoran, Wurstkraut, Mantzourana, Matzourana, Murwa, Maajoramu, Mghiran, Maioran Sadovyi, Majoran Sadovyj, Mejram, Alanya Kekigi, Beyaz Kekik |
| Majorana Hortensis Moench, Origanum Majorana Var. Hortensis (Moench) Merat, Origanum Majoranum L., Amaracus Majorana (L.) Schinz & Thell., Majorana Fragrans Raf., Majorana Vera Garsault (invalid), Majorana Cretica Benth. |
| SUFFRUTICE O ARBUSTO PERENNE AROMATICO ALTO FINO A 60 CM CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI LEGNOSI ALLA BASE E ERBACEI NELLA PARTE SUPERIORE PUBESCENTI. FOGLIE OPPOSTE BREVEMENTE PICCIOLATE OVATE O OBLANCEOLATE GRIGIO-VERDI TOMENTOSE INTERE. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI BIANCHI O ROSATI IN SPIGHE COMPATTE OVOIDALI ALL'APICE DEI RAMI. BRATTEE OVATE IMBRICATE VERDASTRE O ROSSASTRE. CALICE GAMOSEPALO TUBOLARE CON CINQUE DENTI BREVI. COROLLA GAMOPETALA TUBOLARE BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO PATENTE. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BIFIDO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE OVOIDI LISCE BRUNO-SCURE. TUTTA LA PIANTA È INTENSAMENTE AROMATICA. |
| GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO ROSATO |
| ________ ROSATO |
| ORIGINARIO DELLA REGIONE MEDITERRANEA ORIENTALE E DEL SUD-OVEST ASIATICO, IN PARTICOLARE DI CIPRO, TURCHIA MERIDIONALE E ARABIA SAUDITA. CRESCE SPONTANEAMENTE IN LUOGHI ARIDI E SOLEGGIATI, SU PENDII ROCCIOSI CALCAREI, GARIGHE E MACCHIE MEDITERRANEE, SPESSO IN PROSSIMITÀ DEL MARE O IN ZONE COLLINARI. PREDILIGE SUOLI BEN DRENATI, LEGGERI, CALCAREI O SABBIOSI-ARGILLOSI, DA NEUTRI AD ALCALINI, E TOLLERA LA SICCITÀ. RICHIEDE PIENO SOLE PER SVILUPPARE AL MEGLIO IL SUO AROMA. SI ADATTA A CLIMI TEMPERATI CALDI CON ESTATI SECCHE E SOLEGGIATE E INVERNI MITI, NON TOLLERANDO TEMPERATURE INFERIORI A -10°C. GRAZIE AL SUO AROMA E ALLE SUE PROPRIETÀ AROMATICHE, È AMPIAMENTE COLTIVATA IN TUTTO IL MONDO IN GIARDINI, ORTI E SU SCALA COMMERCIALE, MANTENENDO UNA PREFERENZA PER POSIZIONI SOLEGGIATE E TERRENI BEN DRENATI ANCHE NELLE COLTIVAZIONI. IN ALCUNE REGIONI, PUÒ NATURALIZZARSI IN AMBIENTI SIMILI AL SUO HABITAT ORIGINARIO. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
![]() |
| ESTATE (LUGLIO-AGOSTO), DURANTE LA PIENA FIORITURA PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DI OLI ESSENZIALI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| SOMMITÀ FIORITE (HERBA MAJORANAE) E FOGLIE ESSICCATE |
| AROMATICO FRESCO, CANFORATO, CON NOTE DOLCI-FLOREALI E LIEVEMENTE BALSAMICHE |
| AMAROGNOLO DELICATO, PIÙ DOLCE DELL'ORIGANO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE PICCANTE |
| TOSSICITÀ: BASSA |
| Motivazione: i dati tossicologici indicano una buona sicurezza d’uso alle dosi alimentari e fitoterapiche tradizionali con rari effetti indesiderati lievi; possibili irritazioni o effetti avversi sono associati principalmente all’olio essenziale ad alte dosi o uso improprio, evidenze basate su studi tossicologici e uso tradizionale consolidato |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: le evidenze disponibili sulla specie derivano prevalentemente da studi in vitro e in vivo animale che documentano attività antimicrobica, antiossidante e spasmolitica attribuibile soprattutto all’olio essenziale; mancano studi clinici controllati robusti sull’uomo e l’efficacia risulta strettamente dipendente dalla composizione chemotipica e dalla forma estrattiva utilizzata |
| Olio essenziale monoterpenico: terpinen-4-olo, gamma-terpinene, alfa-terpinene, sabinene, linalolo, carvacrolo, timolo, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, borneolo, p-cimene Fenoli monoterpenici: carvacrolo, timolo Alcoli monoterpenici: terpinen-4-olo, linalolo, borneolo Idrocarburi monoterpenici: gamma-terpinene, alfa-terpinene, sabinene, alfa-pinene, beta-pinene, limonene, p-cimene Flavonoidi: luteolina, apigenina, diosmetina, quercetina, rutina Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido ferulico, acido clorogenico Triterpeni: acido ursolico, acido oleanolico Tannini: tannini idrolizzabili, tannini condensati Composti amari: lattoni sesquiterpenici in tracce Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Carboidrati e polisaccaridi: mucillagini, fibre solubili Vitamine: acido ascorbico, vitamina A, vitamina K Sali minerali: calcio, potassio, magnesio, ferro |
Bibliografia |
| PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico. | |
| ? | ANTIPERTENSIVO (IPOTENSIVO) |
| + | ANTIMICROBICO (USO ESTERNO) |
| + | ANTINFIAMMATORIO |
| + | ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO) |
| + | CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO |
| + | METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI |
| + | RILASSANTE MUSCOLATURA LISCIA |
| + | SEDATIVO O CALMANTE |
| + | SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA |
| + | SPASMOLITICO ANTISPASMODICO |
| ? | COLLUTTORIO BATTERIOSTATICO ORO-FARINGEO |
| ? | FARINGITE E RINOFARINGITE |
| ? | INFEZIONI CAVO OROFARINGEO |
| ? | INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI MUCOSE E CAVO ORALE |
| +++ | AROMATIZZANTE |
| +++ | CONDIMENTO O SPEZIA |
| + | DIGESTIVO |
| + | DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO |
| + | DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE |
| Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta analisi o revisioni sistematiche che dimostrino in modo conclusivo effetti terapeutici specifici di Origanum majorana L. come droga fitoterapica; gli studi clinici risultano assenti o non sufficientemente robusti per attribuire indicazioni terapeutiche validate Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antimicrobica e antibatterica dimostrata in vitro principalmente su estratti e olio essenziale con attività verso batteri Gram positivi e Gram negativi; evidenza di tipo in vitro coerente con il contenuto in monoterpeni e composti fenolici Attività antiossidante documentata in vitro e in modelli sperimentali attraverso saggi radical scavenging e modelli animali di stress ossidativo; evidenza in vitro e in vivo animale Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali con riduzione di mediatori infiammatori; evidenza in vivo animale Attività spasmolitica e rilassante della muscolatura liscia documentata in modelli sperimentali su ileo isolato e preparati tissutali; evidenza in vitro su tessuti Attività sedativa lieve e modulazione del sistema nervoso centrale osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale Attività ipotensiva e vasorilassante osservata in modelli animali e preparazioni vascolari isolate; evidenza in vivo animale e in vitro Attività ipoglicemizzante e modulante il metabolismo glucidico osservata in modelli animali; evidenza in vivo animale Attività gastroprotettiva e antiulcera osservata in modelli animali con riduzione del danno mucosale; evidenza in vivo animale Uso storico e nella tradizione Uso come digestivo e carminativo nelle dispepsie e nelle fermentazioni intestinali Uso come sedativo lieve e calmante in stati di tensione nervosa Uso come espettorante e balsamico nelle affezioni respiratorie lievi Uso come aromatizzante e tonico generale nell’alimentazione tradizionale |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SUPPORTATE DA DATI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE ORIGANUM MAJORANA L. |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) LIMITARE L'USO DELL'OLIO ESSENZIALE A DOSAGGI <= 2 GOCCE/DIE PER VIA ORALE (RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE), EVITARE L'ESPOSIZIONE AL SOLE DOPO APPLICAZIONE TOPICA (FOTOSENSIBILIZZAZIONE DA TERPENI), MONITORARE LA PRESSIONE ARTERIOSA IN SOGGETTI IPOTESI (EFFETTO IPOTENSIVO DOCUMENTATO), CAUTELA IN CASO DI ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON SEDATIVI O IPOGLICEMIZZANTI (SINERGIA FARMACOLOGICA), PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI IN TERPINEN-4-OLO PER USO INTERNO, SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| ANSIOLITICI |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ANTIPERTENSIVI |
| BENZODIAZEPINE |
| DEPRESSIVI DEL SNC |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA) |
| INIBITORI DEL CYP |
| IRRITANTI GASTROINTESTINALI |
| OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI |
| SEDATIVI DEL SNC |
| SOSTANZE IRRITANTI CUTANEE (ES. PEPERONCINO) |
| Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite, con contenuto minimo in olio volatile non inferiore a circa 5 ml/kg della droga secca secondo monografia europea. I componenti marcatori rilevanti per attività terapeutica sono terpinen-4-olo, gamma-terpinene, sabinene e in minor misura composti fenolici come timolo e carvacrolo. Per uso aromaterapico o topico si impiegano diluizioni allo 0,5–2% in veicolo lipidico, mentre per uso orale in preparazioni autorizzate le dosi sono generalmente comprese tra 1 e 3 gocce equivalenti a circa 20–60 mg al giorno, sempre sotto controllo professionale. L’effetto è dipendente dalla chemotipizzazione e dalla titolazione in monoterpenoli.
Estratto secco idroalcolico titolato derivato dalle parti aeree con rapporto droga estratto variabile generalmente tra 4:1 e 7:1, standardizzato in acido rosmarinico o flavonoidi totali. Il titolo efficace per attività antiossidante e spasmolitica è correlato a contenuti significativi di acidi fenolici e flavonoidi. La posologia negli integratori è comunemente compresa tra 200 e 600 mg al giorno suddivisa in due o tre somministrazioni, in relazione al titolo e alla concentrazione. L’impiego è coerente con dati sperimentali in vitro e uso tradizionale per disturbi digestivi.
Estratto fluido (tintura madre o estratto idroalcolico liquido) con rapporto droga estratto tipico 1:1 o 1:5 in etanolo. Non esistono standardizzazioni universalmente validate, ma la qualità è riferita al contenuto di frazione polifenolica e volatile. La posologia tradizionale si colloca tra 2 e 4 ml fino a tre volte al giorno, diluiti in acqua. L’effetto è principalmente digestivo e carminativo secondo monografie di uso tradizionale.
Preparazioni galeniche topiche contenenti estratto o olio essenziale in basi semisolide, con concentrazioni variabili tra 1% e 5% di estratto o inferiori per l’olio essenziale. Utilizzate per applicazioni locali su mucose o cute con finalità lenitiva o antimicrobica. L’efficacia è correlata alla presenza di monoterpenoli e composti fenolici volatili.
Integratori alimentari non standardizzati a base di polvere micronizzata di foglie e sommità fiorite, con contenuto naturale di olio essenziale generalmente compreso tra 1% e 3%. Le dosi comunemente impiegate variano tra 1 e 2 grammi al giorno. L’effetto è limitato e meno prevedibile rispetto agli estratti titolati per variabilità del contenuto fitochimico.
Preparazioni omeopatiche ottenute dalla pianta fresca o dalle parti aeree, generalmente in diluizioni centesimali o decimali. Non esistono dati farmacologici o clinici specifici sulla specie che definiscano un titolo o una posologia terapeutica in senso fitoterapico, essendo l’uso basato esclusivamente su principi omeopatici non correlati alla concentrazione di principi attivi.
|
| (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso) |
| Infuso digestivo carminativo con Origanum majorana L. costituito da 1–2 g di sommità fiorite essiccate in 150 ml di acqua bollente, in associazione con Foeniculum vulgare Mill. semi 1 g e Matricaria chamomilla L. capolini 1 g. Tempo di infusione 10 minuti. Assunzione fino a 2–3 volte al giorno dopo i pasti. La combinazione è coerente con dati farmacologici su attività spasmolitica e carminativa dei monoterpeni e flavonoidi.
Infuso per meteorismo e dispepsia con Origanum majorana L. 1,5 g, Mentha × piperita L. foglie 1 g e Carum carvi L. semi 0,5–1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione due volte al giorno. L’associazione sfrutta l’effetto combinato su motilità gastrointestinale e riduzione della fermentazione.
Infuso rilassante e spasmolitico con Origanum majorana L. 1 g, Melissa officinalis L. foglie 1,5 g e Tilia cordata Mill. fiori 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–15 minuti. Assunzione serale una o due volte al giorno. La formulazione è supportata da evidenze sperimentali su attività sedativa lieve e rilassante della muscolatura liscia.
Decotto leggero per disturbi digestivi con Origanum majorana L. 1 g e Glycyrrhiza glabra L. radice 1 g in 200 ml di acqua. Bollitura 5 minuti e successiva infusione 10 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. L’aggiunta di liquirizia è coerente con effetti gastroprotettivi e modulazione dell’irritazione mucosale.
Infuso per irritazioni del cavo orale e gargarismi con Origanum majorana L. 2 g e Salvia officinalis L. foglie 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Utilizzo per risciacqui 2–3 volte al giorno. L’uso topico è supportato da attività antimicrobica e astringente dei composti fenolici.
Tisana per spasmi gastrointestinali con Origanum majorana L. 1–1,5 g, Pimpinella anisum L. semi 1 g e Coriandrum sativum L. semi 0,5 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10 minuti. Assunzione dopo i pasti principali. L’associazione è coerente con evidenze in vitro e uso tradizionale su effetto antispasmodico e carminativo.
Infuso per supporto digestivo epatico con Origanum majorana L. 1 g, Cynara scolymus L. foglie 1 g e Taraxacum officinale F.H.Wigg. radice 1 g in 150 ml di acqua bollente. Infusione 10–12 minuti. Assunzione prima dei pasti principali. La combinazione è coerente con attività coleretica e digestiva documentata nelle monografie.
|
| Vino aromatizzato alla maggiorana
Si prepara per macerazione di sommità fiorite fresche o essiccate in vino bianco a media gradazione alcolica. Il rapporto tradizionale empirico, coerente con le pratiche enolitiche officinali, è di circa 20–40 g di droga secca per litro di vino. La macerazione avviene in recipiente chiuso, al riparo dalla luce, per un periodo variabile da 5 a 10 giorni con agitazione periodica. Segue filtrazione e breve maturazione.
L’uso è quello di vino medicato digestivo e carminativo, assunto in piccole quantità dopo i pasti. L’indicazione deriva dalla tradizione fitoterapica coerente con le proprietà stomachiche e antispasmodiche della pianta, ma non supportata da evidenze cliniche specifiche.
Liquore o tintura alcolica di maggiorana
Si ottiene per macerazione idroalcolica delle sommità fiorite in alcool etilico alimentare diluito tra 40 e 70 gradi. Il rapporto usuale nelle preparazioni erboristiche tradizionali è di circa 1:5 tra droga e solvente. La macerazione dura 10–20 giorni in ambiente oscuro, seguita da filtrazione. Può essere addizionato uno sciroppo zuccherino per ottenere un liquore digestivo.
L’uso è come amaro aromatico e digestivo, talvolta impiegato anche per blande azioni sedative e antispasmodiche gastrointestinali secondo la tradizione. L’impiego è limitato a dosi ridotte per la presenza di olio essenziale.
Liquore aromatico tipo vermouth con maggiorana
La maggiorana rientra tra le specie utilizzate nella composizione di vermouth e liquori composti insieme ad altre droghe amare e aromatiche. La preparazione prevede una miscela di piante officinali macerate in soluzione idroalcolica, successivamente addizionata a vino e zucchero secondo tecnologia liquoristica.
L’uso è esclusivamente aromatico e digestivo. In questo contesto la maggiorana contribuisce al profilo organolettico e all’attività stomachica complessiva del preparato.
|
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA...
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Origanum Majorana L. |