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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 07-06-2026

CANAPA ACQUATICA
Eupatorium cannabinum L.


TOSSICITÀ MEDIO-ALTA


EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA


 ? 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledoneae
Clade Superasteridae
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Eupatorieae
Genere Eupatorium
Specie Eupatorium cannabinum

Famiglia: Asteraceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Eupatorio, Canapone d´acqua, Eupatorio di Avicenna, Erba di S. Bibiana, Erba di S. Cunegonda, Waterhemp, Eupatoire Eupatorii Cannabini herba, Flocks, Holy Rope, Hemp Agrimony, Floksört, Hampört, Hampflockel, Hemp agrimony, Hjortetrøst, Hjortetrøst, Punalatva, Wasserdost

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Chrone Heterophylla Dulac, 1867, Eupatorium Lindleyanum F.Muell., 1865, Eupatorium Mairei Var. Mairei H.Lév.Eupatorium Trifoliatum Hablizl Ch. L., Eupatorium Cannabifolium Salisb., Eupatorium Caucasicum Steven, Eupatorium Corsicum Req. Ex Loisel., E. Cannabinum Subsp. Corsicum, Eupatorium Hyrcanicum Steven, Eupatorium Lemassonii Biau, Eupatorium Nodiflorum Wallich, Eupatorium Soleirolii Loisel., Eupatorium Syriacum Jacq.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PIANTA ERBACEA PERENNE CON FUSTO ROSSICCIO RAMIFICATO NELLA PARTE ALTA CHE PARTE DAL RIZOMA. FOGLIE PICCIOLATE PALMATO-LOBATE ACUTE A MARGINE SEGHETTATO. INFIORESCENZA FORMATA DA VARI CAPOLINI RIUNITI IN CORIMBI CHE PORTANO FIORI ROSEI ERMAFRODITI, LIGULATI E SOLO TUBULOSI. IL FRUTTO È UN ACHENIO OVALE CON PAPPO

FIORITURA O ANTESI...
LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, ESTATE, INIZIO AUTUNNO

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO ROSATO
________ ROSA
________ ROSA VIOLACEO
________ ROSATO

HABITAT...
Presente in quasi tutta l'Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale, Siberia sud-occidentale e Australia. In Italia è comune fino a a 1300 m su tutto il territorio in luoghi umidi e ombrosi, boschi freschi o argini di torrenti, anche terreni alluvionali e arbusteti in zone paludose.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
ESTATE (LUGLIO-AGOSTO)

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
FOGLIE E SOMMITÀ FIORITE

AROMI DELLA DROGA...
AROMATICO, CANFORATO, LIEVEMENTE AMARO

SAPORI DELLA DROGA...
AMARO, ASTRINGENTE, CON NOTE RESINOSE

TOSSICITÀ:
MEDIO-ALTA
Motivazione: La specie contiene alcaloidi pirrolizidinici documentati, tra cui intermedina e licopsamina e i rispettivi N-ossidi, composti associati a potenziale epatotossicità, genotossicità e tossicità cumulativa dopo esposizioni ripetute. Le evidenze derivano da studi fitochimici, tossicologici, farmacologici e dalle valutazioni delle autorità regolatorie sugli alcaloidi pirrolizidinici presenti nella specie. Pur non essendo generalmente considerata una pianta acutamente letale alle dosi tradizionalmente utilizzate, il profilo tossicologico documentato non consente di classificare la tossicità come bassa.

EFFICACIA:
DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Per Eupatorium cannabinum L. sono disponibili dati farmacologici derivanti principalmente da studi in vitro, alcuni studi in vivo e da un uso fitoterapico tradizionale documentato come amaro, diaforetico e drenante. Tuttavia mancano studi clinici controllati adeguati e revisioni sistematiche che confermino l'efficacia terapeutica della specie per specifiche indicazioni. Le evidenze disponibili risultano insufficienti per supportare un impiego fitoterapico moderno evidence-based e sono ulteriormente limitate dalla presenza di alcaloidi pirrolizidinici di rilevanza tossicologica.

PRINCÍPI ATTIVI...
Polisaccaridi: Inulina, Fruttani, Arabinogalattani, Pectine Sesquiterpeni: Eupatoriopicrina, Eupatocannabina, Eupatoriina, Germacrolidi Sesquiterpenici Flavonoidi: Quercetina, Rutina, Iperoside, Isoquercitrina, Astragalina, Kaempferolo, Luteolina, Apigenina Acidi Fenolici: Acido Clorogenico, Acido Caffeico, Acido Neoclorogenico, Acido p-Cumarico, Acido Ferulico Alcaloidi Pirrolizidinici: Intermedina, Licopsamina, Intermedina N-Ossido, Licopsamina N-Ossido, Acetilintermedina, Acetillicopsamina Olio Essenziale E Composti Volatili: Germacrene D, beta-Cariofillene, Spatulenolo, Cariofillene Ossido, Umulene Triterpeni: Acido Ursolico, Acido Oleanolico Fitosteroli: beta-Sitosterolo, Stigmasterolo, Campesterolo Tannini: Tannini Condensati, Proantocianidine Composti Poliacetilenici: Derivati Poliacetilenici Acetilenici

Bibliografia
  • European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Pyrrolizidine Alkaloids, 2016
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • F. Bohlmann, C. Zdero, Terpenoids and Flavonoids of Eupatorium cannabinum, Phytochemistry, 1977
  • Eckart Eich, Soluble Pyrrolizidine Alkaloids in Eupatorium cannabinum and Their Toxicological Significance, Planta Medica, 1990
  • Peter P. Fu, Qing Zhao, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, Drug Metabolism Reviews, 2004
  • World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che dimostrino l'efficacia terapeutica di Eupatorium cannabinum L. per specifiche indicazioni cliniche. Le evidenze cliniche dirette sulla specie risultano insufficienti per confermare un uso terapeutico moderno evidence-based. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività immunomodulante. Studi in vitro e alcuni studi sperimentali hanno evidenziato effetti di modulazione della risposta immunitaria attribuiti principalmente a polisaccaridi e sesquiterpeni presenti nella droga. Attività antinfiammatoria. Studi in vitro e dati farmacologici sperimentali hanno mostrato attività di modulazione dei mediatori dell'infiammazione da parte di estratti della specie e di alcuni costituenti isolati. Attività citotossica. Studi in vitro hanno evidenziato attività citotossica verso diverse linee cellulari, attribuita soprattutto a sesquiterpeni lattonici quali l'eupatoriopicrina. Tali risultati non costituiscono dimostrazione di efficacia terapeutica nell'uomo. Attività antimicrobica. Alcuni studi in vitro hanno documentato attività inibitoria nei confronti di determinati microrganismi, con risultati limitati e non uniformemente confermati. Attività antiossidante. Studi in vitro hanno evidenziato capacità di neutralizzazione di specie reattive dell'ossigeno attribuite principalmente ai flavonoidi e agli acidi fenolici presenti nella specie. Attività epatobiliare tradizionale. L'impiego tradizionale come amaro e drenante epatobiliare è documentato nella fitoterapia europea; tuttavia mancano conferme cliniche adeguate e le evidenze farmacologiche risultano limitate. Attività diaforetica tradizionale. L'uso tradizionale nelle sindromi febbrili e negli stati influenzali è documentato da fonti fitoterapiche storiche; il supporto scientifico moderno è limitato e basato prevalentemente su dati etnobotanici e farmacologici indiretti. Le evidenze disponibili sono prevalentemente precliniche, spesso limitate a studi in vitro o a modelli sperimentali, e non consentono di confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate. Uso storico e nella tradizione Tradizionale impiego come amaro digestivo. Tradizionale impiego come diaforetico negli stati febbrili. Tradizionale impiego come depurativo e drenante. Tradizionale impiego nei disturbi epatobiliari. Tradizionale impiego nei reumatismi. Tradizionale impiego nelle dermatosi croniche. Tradizionale impiego come blando lassativo. Tali utilizzi derivano dalla medicina popolare europea e non sono supportati da adeguate evidenze cliniche moderne.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ?ANTINFIAMMATORIO
    ?ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ?ANTITUMORALE (ATTIVITÀ IN VITRO)
    ?ANTITUMORALE E CITOTOSSICO
    ?IMMUNOMODULANTE (SQUILIBRI IMMUNITARI)
    ?IMMUNOSTIMOLANTE IMMUNOMODULANTE

    Uso storico e nella tradizione

    ?ACNE (DEPURATIVO)
    ?CATARRO VIE RESPIRATORIE (ANCHE CON TOSSE)
    ?COLAGOGO
    ?COLERETICO
    ?DEPURATIVO DRENANTE
    ?DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING (USO ESTERNO)
    ?DIAFORETICO O SUDORIFERO
    ?DIGESTIVO
    ?DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO
    ?DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
    ?DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA)
    ?EMETICO
    ?ESPETTORANTE FLUIDIFICANTE DEL CATARRO MUCOLITICO
    ?FEBBRE E STATI FEBBRILI
    ?FORUNCOLOSI
    ?INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    ?INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
    ?LASSATIVO O PURGANTE
    ?PSORIASI O PSIORIASI
    ?REUMATISMI E DOLORI REUMATICI
    ?STITICHEZZA O STIPSI

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • F. Bohlmann, C. Zdero, Terpenoids and Flavonoids of Eupatorium cannabinum, Phytochemistry, 1977
  • Eckart Eich, Soluble Pyrrolizidine Alkaloids in Eupatorium cannabinum and Their Toxicological Significance, Planta Medica, 1990
  • Peter P. Fu, Qing Zhao, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, Drug Metabolism Reviews, 2004
  • European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Pyrrolizidine Alkaloids, 2016
  • European Food Safety Authority, Scientific Opinion on Pyrrolizidine Alkaloids in Food and Feed, 2011

  • SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE
    ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
    PIANTA SEGNALATA

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    LA SPECIE CONTIENE ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI, TRA CUI INTERMEDINA E LICOPSAMINA, NONCHÉ I RISPETTIVI N-OSSIDI. EVIDENZA FITOCHIMICA E TOSSICOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE. L'ESPOSIZIONE PROLUNGATA O RIPETUTA PUÒ DETERMINARE UN AUMENTO DEL CARICO TOSSICOLOGICO EPATICO PER EFFETTO CUMULATIVO DEGLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI. EVIDENZA DERIVANTE DA STUDI TOSSICOLOGICI E VALUTAZIONI REGOLATORIE SUGLI ALCALOIDI IDENTIFICATI NELLA SPECIE. GLI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI PRESENTI NELLA PIANTA POSSIEDONO POTENZIALE GENOTOSSICO ED EPATOTOSSICO DOPO BIOATTIVAZIONE METABOLICA. EVIDENZA SPERIMENTALE DERIVATA DA STUDI TOSSICOLOGICI, METABOLICI E MECCANICISTICI. IL CONTENUTO DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA PROVENIENZA GEOGRAFICA, DELLE CONDIZIONI COLTURALI E DELLA PARTE VEGETALE UTILIZZATA. EVIDENZA FITOCHIMICA BASATA SU ANALISI DELLA SPECIE. LE EVIDENZE DISPONIBILI SULL'EFFICACIA TERAPEUTICA DELLA SPECIE SONO LIMITATE E NON SUPPORTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI DI QUALITÀ ADEGUATA. EVIDENZA DERIVANTE DALLA REVISIONE CRITICA DELLA LETTERATURA FITOTERAPICA DISPONIBILE. LA DOCUMENTAZIONE SCIENTIFICA DISPONIBILE RIGUARDA PREVALENTEMENTE STUDI FITOCHIMICI, FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI; I DATI CLINICI SULL'IMPIEGO TERAPEUTICO DIRETTO DELLA SPECIE RISULTANO LIMITATI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    A DOSI ELEVATE SI PUÒ AVERE UN´AZIONE EMETICA. PER IL CONTENUTO DI ALCALOIDI EPATOTOSSICI LIMITARE L´UTILIZZO A BREVI PERIODI ED IN SOGGETTI SENZA DANNI EPATICI SOLO SOTTO CONTROLLO MEDICO. EVITARE COMUNQUE L´USO INTERNO IPERSENSIBILITÀ NOTA A EUPATORIUM CANNABINUM L. O AD ALTRI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA ASTERACEAE. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DALLA PRATICA FITOTERAPICA E DALLA POSSIBILITÀ DOCUMENTATA DI REAZIONI ALLERGICHE VERSO SPECIE APPARTENENTI ALLA FAMIGLIA BOTANICA. PATOLOGIE EPATICHE PREESISTENTI. CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA DATI FARMACOLOGICI E TOSSICOLOGICI RELATIVI ALLA PRESENZA NELLA SPECIE DI ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI EPATOTOSSICI.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ACIDO VALPROICO
    ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    ANTITUMORALI
    CARBAMAZEPINA
    CICLOSPORINA
    CITOTOSSICI
    EPATOTOSSICI
    FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
    FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE)
    INDUTTORI ENZIMATICI (ES. CARBAMAZEPINA, RIFAMPICINA)
    INIBITORI DEL CYP
    METOTREXATE
    PARACETAMOLO
    SIMVASTATINA
    STATINE
    TACROLIMUS

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CANAPA ACQUATICA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco Non sono disponibili estratti secchi standardizzati di Eupatorium cannabinum L. per i quali siano stati definiti un titolo minimo efficace, un intervallo terapeutico validato e una posologia supportata da studi clinici controllati. La presenza di alcaloidi pirrolizidinici ha limitato lo sviluppo di preparazioni fitoterapiche moderne standardizzate. Estratto fluido Sono descritti in letteratura fitoterapica tradizionale estratti fluidi ottenuti dalle parti aeree fiorite della pianta. Tuttavia non sono disponibili titoli standardizzati universalmente accettati né posologie terapeutiche validate secondo gli attuali criteri della medicina basata sulle evidenze. Tintura madre fitoterapica Storicamente sono state utilizzate tinture ottenute dalle parti aeree della pianta per impieghi tradizionali digestivi, amari e depurativi. Non esistono attualmente titolazioni farmacologicamente validate né dosaggi terapeutici supportati da adeguati studi clinici. A causa della presenza di alcaloidi pirrolizidinici l'impiego è oggi generalmente sconsigliato. Preparazioni galeniche tradizionali Nella letteratura erboristica storica sono riportate preparazioni galeniche liquide e solide contenenti Eupatorium cannabinum L., ma non esistono formulazioni standardizzate moderne con rapporto beneficio-rischio favorevole dimostrato e con parametri di qualità, sicurezza ed efficacia adeguatamente definiti. Integratori standardizzati o titolati Non risultano disponibili integratori standardizzati o titolati riconosciuti da monografie ufficiali internazionali per i quali siano stati definiti titolo minimo efficace, marcatori fitochimici terapeuticamente validati e posologia clinicamente supportata. Preparazioni omeopatiche Sono disponibili preparazioni omeopatiche ottenute da Eupatorium cannabinum L., generalmente sotto forma di tintura madre omeopatica e successive diluizioni decimali e centesimali variabili a seconda della farmacopea e del produttore. Le preparazioni omeopatiche rappresentano attualmente uno dei principali impieghi commerciali della specie. Non sono tuttavia disponibili evidenze cliniche sufficienti che ne dimostrino l'efficacia terapeutica per specifiche indicazioni mediche secondo i criteri della medicina basata sulle prove.
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Pyrrolizidine Alkaloids, 2016
  • European Food Safety Authority, Scientific Opinion on Pyrrolizidine Alkaloids in Food and Feed, 2011
  • Eckart Eich, Soluble Pyrrolizidine Alkaloids in Eupatorium cannabinum and Their Toxicological Significance, Planta Medica, 1990
  • Peter P. Fu, Qing Zhao, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, Drug Metabolism Reviews, 2004
  • World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di CANAPA ACQUATICA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Non esistono tisane, decotti, infusi o formulazioni erboristiche a base di Eupatorium cannabinum L. per i quali siano disponibili dosaggi sicuri ed efficaci supportati da evidenze cliniche moderne. La presenza documentata di alcaloidi pirrolizidinici con potenziale epatotossico e genotossico non consente di raccomandare preparazioni acquose tradizionali della droga vegetale nell'ambito della fitoterapia evidence-based. Qualsiasi preparazione ottenuta dalle parti aeree della pianta, sia come monocomponente sia in associazione con altre erbe, non dispone di un rapporto beneficio-rischio favorevole dimostrato e non può essere raccomandata sulla base delle evidenze scientifiche attualmente disponibili.
  • European Medicines Agency, Public Statement on the Use of Herbal Medicinal Products Containing Pyrrolizidine Alkaloids, 2016
  • European Food Safety Authority, Scientific Opinion on Pyrrolizidine Alkaloids in Food and Feed, 2011
  • Eckart Eich, Soluble Pyrrolizidine Alkaloids in Eupatorium cannabinum and Their Toxicological Significance, Planta Medica, 1990
  • Peter P. Fu, Qing Zhao, Pyrrolizidine Alkaloids Genotoxicity Metabolism Enzymes Metabolic Activation and Mechanisms, Drug Metabolism Reviews, 2004
  • Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
  • Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2001
  • Michael Heinrich, Joanne Barnes, Simon Gibbons, Elizabeth M. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
  • Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
  • Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
  • World Health Organization, WHO Guidelines for Assessing Quality of Herbal Medicines with Reference to Contaminants and Residues, 2007

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Eupatorium cannabinum L. deve il nome specifico cannabinum alla marcata somiglianza delle sue foglie con quelle della canapa, pur non avendo alcuna relazione botanica stretta con Cannabis sativa e non contenendo cannabinoidi. Nella tradizione erboristica europea era conosciuta come "canapa acquatica" o "eupatorio" ed era considerata una delle principali piante depurative utilizzate nei cambi di stagione. La specie era già nota alla medicina greco-romana e viene frequentemente associata alla figura di Mitridate VI Eupatore, dal cui epiteto deriverebbe il nome del genere Eupatorium. Per secoli fu impiegata nella medicina popolare europea come rimedio per febbri, disturbi digestivi, affezioni epatiche e malattie della pelle. Nel XIX secolo compariva regolarmente nelle principali farmacopee e nei formulari erboristici europei come amaro tonico e diaforetico. La pianta cresce spontaneamente in gran parte dell'Europa lungo corsi d'acqua, fossati, zone umide e margini boschivi ricchi di nutrienti. I fiori, di colore rosa-porpora, costituiscono un'importante risorsa nettarifera per numerose specie di farfalle, api e altri insetti impollinatori. È considerata una delle piante spontanee europee più attrattive per le farfalle adulte, contribuendo in modo significativo alla biodiversità degli ambienti umidi. Nel corso del XX secolo il suo interesse fitoterapico è progressivamente diminuito a seguito della scoperta nella specie di alcaloidi pirrolizidinici con potenziale tossicologico. La rivalutazione tossicologica moderna ha portato molte autorità sanitarie e numerosi autori di farmacognosia a sconsigliarne l'impiego interno prolungato. Dal punto di vista fitochimico rappresenta uno dei casi classici in cui una lunga tradizione d'uso popolare è stata successivamente riesaminata alla luce delle conoscenze tossicologiche moderne. Nonostante la riduzione dell'impiego terapeutico, Eupatorium cannabinum continua a essere coltivata come pianta ornamentale naturalistica e come specie utile alla conservazione degli impollinatori. Le sue infiorescenze possono rimanere decorative per molte settimane e costituiscono una caratteristica distintiva dei paesaggi umidi europei dalla tarda estate fino all'inizio dell'autunno.


    Ricerche di articoli scientifici su Eupatorium cannabinum L.

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    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

    Img AI realizzata da erbeofficinali.org con ChatGPT
    Autore: erbeofficinali.org

    Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)
    Carl Axel Magnus Lindman (1856-1928)

    Per gentile concessione dell
    Autore: Maurizio Trenchi

    Public domain image for educational use. Courtesy ecoport.org
    Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA

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    Photo by NRM (Den virtuella floran).


    Altre Foto e Immagini di CANAPA ACQUATICA