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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 16-03-2026

TAMARINDO
Tamarindus indica L.

ARGENTO

TOSSICITÀ BASSA


EFFICACIA BUONA


 ++ 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA (Cronquist)...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Ordine: Fabales
Famiglia: Fabaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Tamar hendi, Rogò, Amilka, Ho wang tsi, Palxuchuc, Tamarind tree, Tamarinier, Tamarindebaum

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Cavaraea Elegans Speg., Tamarindus Erythraeus Mattei, Tamarindus Indica Var. Emarginata Chiov., Tamarindus Indica Var. Occidentalis (Gaertn.) Taub., 1894, Tamarindus Occidentalis Gaertn., Tamarindus Officinalis Hook., Tamarindus Somalensis Mattei, Tamarindus Umbrosa Salisb.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO SEMPREVERDE A CRESCITA LENTA, ALTO FINO A 25 METRI, CON AMPIA CHIOMA E TRONCO ROBUSTO. LE FOGLIE SONO PARIPENNATE, ALTERNE, CON 10-18 FOGLIOLINE OPPOSTE, ELLITTICHE-OBLUNGHE, DI COLORE VERDE CHIARO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, IRREGOLARI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ASCELLARI, DI COLORE GIALLO CON VENATURE ROSSE O ARANCIONI. IL CALICE HA QUATTRO SEPALI LANCEOLATI, LA COROLLA TRE PETALI SUPERIORI E DUE RIDOTTI O ASSENTI. GLI STAMI SONO TRE FERTILI E QUATTRO STAMINODI. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CHE MATURA IN UN LEGUME INDEISCENTE, ALLUNGATO, CURVO, CON GUSCIO FRAGILE E POLPA ACIDULA E APPICCICOSA CHE CIRCONDA I SEMI BRUNO-LUCIDI E APPIATTITI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA-ESTATE E I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA SUCCESSIVA.

FIORITURA O ANTESI...
PRIMAVERA-ESTATE (APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO), CON PICCOLI FIORI GIALLI-ARANCIO STRIATI DI ROSSO-BRUNO, RIUNITI IN RACEMI PENDULI

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ FUCHSIA
________ FUCHSIA CHIARO
________ GIALLO CHIARISSIMO
________ GIALLO MARRONE

HABITAT...
Predilige habitat di boschi aperti, savane e boscaglie a bassa altitudine, spesso associato a termitai. Cresce bene in aree semi-aride e praterie alberate, ma si può trovare anche lungo corsi d'acqua. Non penetra nelle foreste pluviali. È adattato a un'ampia gamma di condizioni climatiche e di suolo, ma preferisce suoli alluvionali profondi e ben drenati. Tolera la siccità e il vento, compresa l'aria salmastra delle zone costiere e i climi monsonici con una stagione secca distinta. La sua distribuzione attuale è ampiamente tropicale e subtropicale, originario probabilmente dell'Africa tropicale, ma coltivato e naturalizzato in molte parti dell'Asia e delle Americhe. Si trova fino a 1500 metri di altitudine e predilige temperature medie annue tra 20 e 33°C e precipitazioni annue tra 350 e 2700 mm.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA (DA FEBBRAIO AD APRILE NELLE ZONE TROPICALI), QUANDO LA POLPA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
POLPA DEI FRUTTI ESSICCATA (TAMARINDORUM FRUCTUS), RICCA DI ACIDI ORGANICI (ACIDO TARTARICO, MALICO), PECTINE E MUCILLAGINI, UTILIZZATA COME LASSATIVO E ANTIOSSIDANTE

AROMI DELLA DROGA...
DOLCE-FRUTTATO CON NOTE DI MELASSA E LIEVE ACIDITÀ, DOVUTO AGLI ACIDI ORGANICI E COMPOSTI VOLATILI

SAPORI DELLA DROGA...
DOLCE-ACIDULO INTENSO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CARATTERISTICO DELL'ACIDO TARTARICO E DEGLI ZUCCHERI NATURALI

TOSSICITÀ:
BASSA
Motivazione: L’uso corretto dei frutti o dei preparati standardizzati comporta disturbi lievi come crampi addominali o diarrea, previsti come parte dell’azione della pianta; non sono noti effetti secondari gravi a dosi terapeutiche.

EFFICACIA:
BUONA
Motivazione: Tamarindus indica L. presenta evidenze in vitro e in studi su animali che ne supportano proprietà lassative, antiossidanti e antimicrobiche; l’uso tradizionale come lassativo e digestivo è supportato dalla pratica fitoterapica, sebbene manchino studi clinici robusti sull’uomo.

PRINCÍPI ATTIVI...
1. Acidi organici (responsabili del sapore acidulo), Acido tartarico (principale componente acidificante), Acido citrico, Acido malico, Acido acetico 2. Polifenoli e flavonoidi (attività antiossidante), Epicatechina, Procianidine, Acido gallico, Quercetina, Apigenina, Naringenina 3. Polisaccaridi e fibre alimentari, Pectine (gelificanti naturali), Mucillagini (effetto lassativo e prebiotico) 4. Vitamine e minerali, Vitamina C (acido ascorbico), Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), Potassio, Magnesio, Fosforo, Ferro 5. Alcaloidi e composti secondari, Lupanone (triterpenoide), Oleanolo, beta-sitosterolo (fitosterolo con attività ipocolesterolemizzante) 6. Oli essenziali (tracce nei semi e nelle foglie), Limonene, Geraniolo, Cineolo

Bibliografia
  • Bhadoriya, S. S., et al. (2011). Tamarindus indica: Extent of explored potential. Pharmacognosy Reviews, 5(9), 73-81.
  • De Caluwé, E., et al. (2010). Tamarind (Tamarindus indica L.): A review of traditional uses, phytochemistry and pharmacology. Journal of Ethnopharmacology, 127(1), 7-21.
  • Havinga, R. M., et al. (2010). Tamarindus indica L. (Fabaceae): Patterns of use in traditional African medicine. Journal of Ethnopharmacology, 127(3), 505-518.
  • Komutarin, T., et al. (2004). Extract of the seed coat of Tamarindus indica inhibits nitric oxide production by murine macrophages in vitro and in vivo. Food and Chemical Toxicology, 42(4), 649-658.
  • Martinello, F., et al. (2006). Hypolipidemic and antioxidant effects of Tamarindus indica L. pulp extract in hypercholesterolemic hamsters. Food and Chemical Toxicology, 44(6), 810-818.

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ookLASSATIVO PURGANTE BLANDO
    +++DEPURATIVO DRENANTE
    +++MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO
    ++IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    ++IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    ++STITICHEZZA O STIPSI

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • ++ANTINFIAMMATORIO
    ++EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
    ++INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI INTESTINALI

  • Uso storico e nella tradizione
  • ookAROMATIZZANTE
    +++BEVANDA GRADEVOLE
    +++DISSETANTE
    ++LASSATIVO PURGANTE OSMOTICO ZUCCHERINO

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Funzionalità terapeutiche: Coadiuvante nel controllo della glicemia in soggetti con alterazioni metaboliche lievi. Supporto nella gestione di dislipidemie lievi, prevenzione cardiovascolare. Protezione cellulare, supporto nei processi infiammatori cronici a bassa intensità. Digestione lenta, meteorismo, sensazione di pesantezza post-prandiale. Supporto funzionale del fegato in regimi depurativi e alimentari controllati. Supporto in condizioni infiammatorie lievi dell’apparato gastrointestinale. La marmellata preparata dalla polpa dei frutti viene usata come lassativo leggero è indicato per bambini e persone debilitate.

    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
  • Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
  • Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
  • WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants
  • Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
  • Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda


  • CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ/ALLERGIA ALLE FABACEAE (LEGUMINOSE), GRAVIDANZA (MANCANZA DI STUDI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA), DIABETE SCOMPENSATO (PER CONTENUTO ZUCCHERINO NELLA POLPA), OCCLUSIONE INTESTINALE, DIARREA ACUTA, TERAPIE CON ANTICOAGULANTI (ES. WARFARIN) PER RISCHIO DI AUMENTO DELL'EFFETTO FARMACOLOGICO, INSUFFICIENZA RENALE GRAVE (ACCUMULO DI ACIDI ORGANICI), ULCERA GASTRODUODENALE ATTIVA (IRRITAZIONE DA ACIDI TARTARICO/MALICO)

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    MONITORARE LA GLICEMIA IN DIABETICI (POSSIBILE EFFETTO IPOGLICEMIZZANTE SINERGICO CON FARMACI), EVITARE DOSI ELEVATE DI POLPA SECCA (>50 G/DIE) PER RISCHIO DI DIARREA OSMOTICA, PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI PER USO TERAPEUTICO (ES. POLISACCARIDI DEI SEMI PER OFTALMOLOGIA), SOSPENDERE 2 SETTIMANE PRIMA DI INTERVENTI CHIRURGICI (RISCHIO EMORRAGICO), LIMITARE L'USO PROLUNGATO COME LASSATIVO (ALTERAZIONE EQUILIBRIO ELETTROLITICO), VERIFICARE INTERAZIONI CON FANS (ES. ASPIRINA/IBUPROFENE - AUMENTO ASSORBIMENTO). SI RICORDA CHE L´USO DI CONSERVE DI FRUTTA VA EVITATO NEI CASI DI NOTEVOLI FERMENTAZIONI INTESTINALI E NEI DIABETICI.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    DIURETICI
    GASTROPROTETTIVI O INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
    INSULINA
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
    POTASSIO (ALTA INEGRAZIONE)
    SALI DI FERRO

    ERBE SINERGICHE *...

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    AGRIMONIA
    AMAMELIDE
    FINOCCHIO (IN ALTE DOSI)
    POTENTILLA
    ROVERE
    ROVO
    SALVIA OFFICINALE
    ZENZERO (CON INTESTINO IRRITABILE)

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco standardizzato della polpa del frutto È la forma più comune in fitoterapia moderna, ottenuta dalla polpa essiccata e concentrata. Può essere standardizzata in acidi organici e polisaccaridi. Indicazioni d’uso: supporto della regolarità intestinale, digestione, metabolismo glucidico e lipidico. Posologia indicativa: 300–600 mg al giorno, in una o due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti principali se utilizzato per la regolarità intestinale. Estratto secco titolato in polifenoli Preparazione ottenuta da polpa o semi, concentrata in composti fenolici a funzione antiossidante. Indicazioni d’uso: supporto antiossidante e metabolico, protezione cellulare. Posologia indicativa: 250–500 mg al giorno, in una o due assunzioni, durante i pasti. Estratto fluido idroalcolico Preparazione tradizionale che conserva il fitocomplesso completo del frutto. Indicazioni d’uso: supporto digestivo, epatico e depurativo. Posologia indicativa: 20–40 gocce diluite in acqua, una o due volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti. Polvere micronizzata di polpa di tamarindo Forma integrale, non estratta, con mantenimento delle fibre solubili e degli acidi organici naturali. Indicazioni d’uso: regolazione dell’alvo, supporto digestivo, uso alimentare funzionale. Posologia indicativa: 2–5 g al giorno, sciolti in acqua o yogurt, preferibilmente al mattino. Sciroppo o concentrato di tamarindo Forma liquida adatta a soggetti sensibili o anziani, spesso utilizzata anche in ambito alimentare. Indicazioni d’uso: stipsi lieve, digestione lenta, effetto rinfrescante. Posologia indicativa: 10–20 ml al giorno, eventualmente suddivisi in due assunzioni. Estratto titolato dei semi Preparazione meno comune, standardizzata in polisaccaridi e polifenoli specifici. Indicazioni d’uso: supporto antiossidante e metabolico. Posologia indicativa: 200–400 mg al giorno, in unica somministrazione. Avvertenze generali Iniziare con dosaggi bassi per valutare la tollerabilità intestinale. Evitare l’uso prolungato ad alte dosi in soggetti con alvo sensibile o squilibri elettrolitici. In caso di diabete, terapia anticoagulante o gravidanza, utilizzare solo sotto controllo professionale. Bibliografia
  • Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
  • Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
  • Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
  • Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda
  • Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
  • WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso di polpa di tamarindo Preparazione tradizionale ottenuta dalla polpa essiccata del frutto, indicata per favorire la regolarità intestinale e la digestione. Preparazione: sciogliere una piccola quantità di polpa essiccata o concentrata in acqua calda, mescolando fino a completa dissoluzione. Dosaggio: una tazza al giorno, preferibilmente la sera o lontano dai pasti se utilizzata per la regolarità intestinale. Tamarindus indica + Foeniculum vulgare Associazione classica per migliorare la tollerabilità intestinale e sostenere la digestione. Preparazione: polpa di tamarindo e semi di finocchio in parti equilibrate, in infusione. Dosaggio: una o due tazze al giorno dopo i pasti principali. Tamarindus indica + Plantago ovata Formulazione indicata per la regolarizzazione dell’alvo con azione delicata e progressiva. Preparazione: polpa di tamarindo sciolta in acqua tiepida con aggiunta di cuticola di psillio. Dosaggio: una assunzione al giorno, preferibilmente alla sera, con abbondante acqua. Tamarindus indica + Zingiber officinale Indicata per supportare la digestione lenta e contrastare la sensazione di pesantezza addominale. Preparazione: infuso di zenzero fresco o essiccato con aggiunta di polpa di tamarindo a fine infusione. Dosaggio: una tazza al giorno dopo il pasto principale. Tamarindus indica + Matricaria chamomilla Combinazione adatta a soggetti con intestino sensibile, utile per favorire il comfort gastrointestinale. Preparazione: infuso di fiori di camomilla con aggiunta di tamarindo sciolto. Dosaggio: una o due tazze al giorno, anche alla sera. Tamarindus indica + Coriandrum sativum Formula tradizionale per sostenere la funzione digestiva e metabolica. Preparazione: infuso dei semi di coriandolo con aggiunta di polpa di tamarindo. Dosaggio: una tazza al giorno dopo il pasto. Indicazioni generali di sicurezza Iniziare con dosi basse per valutare la tollerabilità individuale Evitare l’uso prolungato ad alte dosi in soggetti con alvo sensibile Prestare attenzione in caso di terapia ipoglicemizzante o anticoagulante Assumere preferibilmente lontano da altri farmaci Bibliografia
  • Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
  • Evans W.C. – Trease and Evans Pharmacognosy
  • Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
  • Williamson E.M. – Major Herbs of Ayurveda
  • Mills S., Bone K. – Principles and Practice of Phytotherapy
  • WHO – Monographs on Selected Medicinal Plants

  • ELISIR AMARI VINI (alcolici)...
    Bevanda fermentata di tamarindo (vino di tamarindo) Descrizione È una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione della polpa di tamarindo, naturalmente ricca di acidi organici e zuccheri. È conosciuta in diverse aree come tamarind wine o bevanda fermentata di tamarindo. Preparazione tradizionale (sintesi) La polpa di tamarindo viene sciolta in acqua Si aggiunge una fonte zuccherina (zucchero di canna o miele) per favorire la fermentazione Il liquido viene lasciato fermentare con lieviti naturali o selezionati Dopo la fermentazione primaria, la bevanda viene travasata, chiarificata e lasciata maturare per alcune settimane o mesi Il risultato è una bevanda con gradazione alcolica moderata, gusto agrodolce, rinfrescante e leggermente fruttato. Uso Bevanda da consumo occasionale Tradizionalmente utilizzata come digestivo leggero Talvolta impiegata come bevanda rinfrescante in climi caldi Liquore di tamarindo Descrizione Preparazione alcolica ottenuta per macerazione della polpa di tamarindo in alcol alimentare o distillati neutri, spesso aromatizzata con spezie. Preparazione tradizionale (sintesi) Polpa di tamarindo posta in macerazione in alcol o rum Eventuale aggiunta di spezie come zenzero, cannella o chiodi di garofano Macerazione di alcune settimane Filtrazione e aggiunta di sciroppo zuccherino per bilanciare l’acidità Uso Digestivo a fine pasto Utilizzato anche in cocktail tradizionali Consumo moderato per il carattere zuccherino e acido Preparazioni alcoliche tradizionali regionali In India e Sud-Est asiatico esistono bevande fermentate locali a base di tamarindo, spesso prodotte in ambito domestico Nei Caraibi e in America Centrale il tamarindo è utilizzato per liquori, punch alcolici e bevande fermentate aromatizzate In Africa occidentale il frutto entra in preparazioni fermentate artigianali a uso alimentare e rituale Considerazioni d’uso Le preparazioni alcoliche di tamarindo hanno uso alimentare e tradizionale, non terapeutico Il consumo deve essere moderato L’acidità naturale può risultare non adatta a soggetti con gastrite o reflusso Bibliografia
  • Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
  • Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
  • Morton J.F. – Fruits of Warm Climates
  • McGee H. – On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen
  • Steinkraus K.H. – Handbook of Indigenous Fermented Foods
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA...
    Il miele deriva prevalentemente dal nettare dei fiori di Tamarindus indica. Può risultare monoflorale in zone con forte presenza della specie, più spesso è millefiori a dominanza di tamarindo. Colore scuro, talvolta con riflessi rossastri scurire con il tempo Intenso e caldo Note fruttate e leggermente caramellate Sfumature che ricordano frutta matura e melassa Sapore Dolce moderato, meno stucchevole rispetto ad altri mieli tropicali Retrogusto leggermente acidulo, caratteristico e distintivo Persistenza aromatica media-lunga Cristallizzazione Lenta o molto lenta Spesso rimane fluido a lungo per l’elevato contenuto in fruttosio Caratteristiche compositive Il miele di tamarindo presenta: Buona presenza di zuccheri semplici Contenuto interessante di composti fenolici Attività antiossidante moderata, tipica dei mieli scuri Acidità leggermente superiore alla media, in linea con il profilo botanico della pianta Usi tradizionali e alimentari Consumato come dolcificante naturale Impiegato nella cucina locale per salse agrodolci e marinature Utilizzato nella tradizione come lenitivo per la gola Apprezzato come miele da degustazione per il profilo aromatico particolare Disponibilità È un miele raro nei mercati europei, più diffuso: In India Sud-Est asiatico Africa orientale Caraibi Spesso commercializzato localmente o destinato all’autoconsumo. Nota distintiva Il miele di tamarindo è apprezzato per la sua firma gustativa acidula, che richiama in modo elegante il profilo del frutto, pur mantenendo la dolcezza tipica del miele. È considerato un prodotto di nicchia della apicoltura tropicale.

    USO ALIMENTARE...
    Polpa del frutto Caratteristiche La polpa matura è: Agrodolce, con acidità marcata Aromatica e fruttata Solubile in acqua È la parte più utilizzata in cucina. Usi principali Salse agrodolci per piatti di carne, pesce e verdure Base acida per zuppe e stufati Ingrediente chiave di chutney e condimenti Additivo naturale per bilanciare piatti grassi o speziati Cucina indiana e sud-asiatica Utilizzato in sambar, rasam e curry Presente in chutney, salse e zuppe Alternativa al limone o all’aceto come agente acidificante Cucina del Sud-Est asiatico Impiegato in zuppe, piatti di pesce e salse Componente fondamentale di piatti agrodolci Base per paste aromatiche Cucina africana Usato in zuppe tradizionali Bevande rinfrescanti a base di polpa diluita Abbinato a cereali e legumi Cucina latino-americana e caraibica Bevande dolci e rinfrescanti Salse, marinature e dessert Sciroppi e caramelle artigianali Bevande Succhi e sciroppi rinfrescanti Bevande fermentate tradizionali Base per cocktail e punch Utilizzato in bibite artigianali Dolci e dessert Caramelle, paste dolci e confetture Gelati e sorbetti Dolci tradizionali a base di zucchero e tamarindo Ripieni per pasticceria etnica Foglie e fiori Foglie giovani consumate come verdura in alcune regioni Utilizzate per insaporire zuppe e stufati Fiori talvolta aggiunti a preparazioni locali Semi I semi tostati sono consumati come snack Macinati per ottenere farine tradizionali Utilizzati come addensanti naturali dopo adeguata lavorazione Tamarindo come ingrediente funzionale Favorisce la palatabilità Migliora la digeribilità di piatti ricchi di grassi Equilibra spezie piccanti e sapori intensi Conferisce un profilo gustativo unico, difficile da sostituire Conservazione e forme commerciali Polpa fresca pressata Blocchi di polpa essiccata Concentrati e paste pronte Sciroppi e polveri Nota culinaria finale Il tamarindo è uno degli ingredienti più trasversali al mondo, capace di unire cucine lontane grazie alla sua acidità elegante e naturale, rendendolo insostituibile in numerose tradizioni gastronomiche.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU FRUTTA ACIDULA...
    FRUTTA ACIDULA La categoria della frutta acidula è ricca di acidi organici, in particolare di acido malico. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare ha azione alcalinizzante per l'organismo perché gli acidi deboli, con l'ossidazione, generano acido carbonico che, combinandosi con il Sodio e il Potassio nel sangue, forma carbonati e bicarbonati: questi aumentano la riserva alcalina dell'organismo, utile difesa occorrente a neutralizzare acidi diversi che possono formarsi in seguito a condizioni morbose. D'altra parte gli stessi acidi organici formano sali di vario tipo (es. ossalati) che possono essere di importanza rilevante in caso di calcolosi renale. [Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Nonostante l’epiteto indica, il tamarindo è originario dell’Africa tropicale orientale. Fu introdotto in India in epoca molto antica attraverso le rotte commerciali arabe, diventando così profondamente integrato nella cultura asiatica da essere considerato “autoctono”. Il nome “tamarindo” deriva dall’arabo tamr al-hind, che significa “dattero dell’India”, in riferimento alla polpa bruna e appiccicosa del frutto. Il tamarindo nel mondo antico Era noto ai medici arabi medievali, che lo descrivevano come frutto rinfrescante e digestivo Fu introdotto in Europa nel Medioevo come droga esotica da farmacia I testi di medicina galenica lo citano come rimedio “refrigerante” utile nei climi caldi Albero longevo e monumentale Il tamarindo è un albero estremamente longevo, capace di vivere oltre 150–200 anni. In India e Africa esistono esemplari monumentali venerati come alberi comunitari, spesso piantati nei villaggi come punto di ritrovo e ombra. Il legno è duro e resistente, ma l’albero viene raramente abbattuto per il suo valore culturale e alimentare. Simbolismo e credenze popolari In alcune regioni dell’India si crede che l’albero ospiti spiriti protettivi È spesso piantato vicino a templi e luoghi sacri In Africa è considerato simbolo di stabilità e continuità Nonostante alcune credenze negative legate agli spiriti, il tamarindo è tradizionalmente rispettato e protetto. Frutto “multifunzione” Una curiosità notevole è che tutte le parti della pianta sono utilizzate: Polpa del frutto per alimenti e bevande Semi per farine, addensanti e usi industriali Foglie giovani come verdura Corteccia e foglie nella medicina tradizionale Legno per utensili e oggetti artigianali È considerato un albero a spreco zero. Uso non solo alimentare In passato la polpa di tamarindo veniva usata: Per lucidare ottone e rame Come detergente naturale grazie all’acidità Come agente antiruggine artigianale Questi usi pratici sono documentati soprattutto in ambito domestico e artigianale. Tamarindo e navigazione Il tamarindo era presente sulle navi mercantili e militari nei secoli passati: La polpa essiccata si conservava a lungo Veniva consumata per rinfrescare e stimolare l’appetito Aiutava a migliorare la palatabilità dell’acqua stagnante In molte lingue africane e indiane il nome locale richiama il concetto di acidità piacevole Presenza nella cultura culinaria globale Il tamarindo è uno dei pochi ingredienti realmente globali: Base acida in molte cucine asiatiche Elemento chiave di salse celebri Usato sia in piatti dolci che salati Presente in bevande tradizionali di almeno tre continenti


    Ricerche di articoli scientifici su Tamarindus indica L.

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    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

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    Autore: erbeofficinali.org

    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)


    Altre Foto e Immagini di TAMARINDO