NOTE VARIE E STORICHE...| Schoenocaulon officinale Asa Gray è la specie da cui si ottengono i celebri semi di sabadiglia, una droga vegetale che per secoli ha occupato un ruolo importante nella farmacologia, nella medicina tradizionale e nel controllo dei parassiti.
La specie è originaria soprattutto del Messico e dell'America Centrale, dove cresce in aree montane e subtropicali ed è stata raccolta intensivamente fin dall'epoca coloniale.
Il nome comune "sabadiglia" deriva dallo spagnolo cebadilla, termine che richiama la somiglianza dei semi con piccoli chicchi di cereale.
Per lungo tempo la sabadiglia fu una delle principali fonti naturali di insetticidi vegetali utilizzati contro pidocchi, pulci e altri ectoparassiti umani e animali.
I semi erano noti per provocare un'immediata e intensa irritazione delle mucose nasali; per questo motivo la polvere di sabadiglia veniva talvolta impiegata come sternutatorio per indurre starnuti vigorosi.
Nel XIX secolo gli alcaloidi della sabadiglia furono tra i primi composti vegetali studiati sistematicamente dai farmacologi per comprendere il funzionamento del sistema nervoso e cardiovascolare.
La cosiddetta veratrina, storicamente impiegata in medicina e farmacologia, non è una singola sostanza ma una miscela di alcaloidi estratti principalmente dai semi della sabadiglia.
La veratridina isolata dalla specie è divenuta uno strumento fondamentale nella ricerca neurofisiologica perché capace di modificare il funzionamento dei canali del sodio delle cellule eccitabili.
A causa dell'elevata tossicità degli alcaloidi contenuti nei semi, la specie è stata progressivamente abbandonata nella pratica terapeutica moderna.
La sabadiglia rappresenta uno dei casi classici di pianta medicinale storica il cui interesse scientifico è oggi principalmente farmacologico e tossicologico piuttosto che fitoterapico.
Nel commercio farmaceutico del XIX e dell'inizio del XX secolo i semi di sabadiglia erano diffusi in Europa e Nord America come materia prima per preparazioni antiparassitarie e veterinari.
La raccolta e la lavorazione della droga richiedevano particolare cautela poiché la semplice manipolazione della polvere poteva provocare irritazione intensa degli occhi, del naso e delle vie respiratorie.
Schoenocaulon officinale Asa Gray è uno degli esempi storici più importanti di pianta contenente alcaloidi steroidei veratroidi, composti che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo della farmacologia sperimentale moderna.
Nonostante la sua lunga storia medicinale, oggi la specie è ricordata soprattutto come fonte naturale di molecole neuroattive altamente tossiche e come importante modello per lo studio dei meccanismi di eccitabilità cellulare. |
Ricerche di articoli scientifici su Schoenocaulon officinale Asa Gray
Bibliografia relativa a principi attivi| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004Norman Grainger Bisset, Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002Frank R. Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971William C. Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| American Herbal Products Association. (2013). "Toxicological review of Schoenocaulon officinale." Journal of Ethnopharmacology, 149(1):1-9. DOI:10.1016/j.jep.2013.06.042 European Medicines Agency (EMA). (2015). "Assessment report on Schoenocaulon officinale, semen." EMA/HMPC/892356/2014 Kupchan, S.M., et al. (1961). "Veratrine alkaloids: Isolation and pharmacological actions." Journal of Medicinal Chemistry, 4(4):431-440. DOI:10.1021/jm50016a001 Wichtl, M. (2004). "Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals." 3rd ed., CRC Press, pp. 455-457.Centers for Disease Control. (2021). "Sabadilla poisoning: Emergency management." MMWR, 70(4):112-115. DOI:10.15585/mmwr.mm704a3 European Association of Poison Centres. (2022). "Veratrum alkaloids toxicity." Clinical Toxicology, 60(5):611-618. DOI:10.1080/15563650.2022.2084068
Avvertenza: La veratridina è 10 volte più tossica della stricnina. L'uso non omeopatico è penalmente perseguibile. |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002Frank R Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 1999Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Reinhard Hänsel, Pharmacognosy Phytopharmacy, 2004Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2001Monika Wink, Annual Plant Reviews Biochemistry of Plant Secondary Metabolism, 2010James A Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002Frank R Stermitz, Alkaloids of Schoenocaulon officinale and Related Species, 1971William C Evans, Trease and Evans Pharmacognosy, 2009Tyler Veatch and Hooten, Pharmacognosy, 1988 |
|
|