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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 16-03-2026

STELLA ALPINA
Leontopodium alpinum Cass.

ARGENTO

TOSSICITÀ NESSUNA


EFFICACIA BUONA


 ++ 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)
Regno: Plantae
Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)
Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)
Sottoclasse: Asteridae
Ordine: Asterales
Famiglia: Asteraceae
Tribù: Gnaphalieae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Edelweiss, Stella Di Neve, Stella Delle Alpi, Floare De Colț, Étoile Des Neiges, Immortelle Des Alpes, Alpen-Edelweiß, Sternblume, Leontopodium Alpino.

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Gnaphalium Leontopodium L., Gnaphalium Alpinum L., Leontopodium Helveticum G. Don, Leontopodium Nivale (Ten.) Huet, Leontopodium Alpinum Var. Nivale (Ten.) Fiori, Antennaria Nivalis Ten., Leontopodium Leontopodioides (Willd.) Beauverd, Gnaphalium Leontopodioides Willd., Leontopodium Alpinum Subsp. Nivale (Ten.) Pignatti.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PICCOLA PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 5-20 CM, CON FUSTO ERETTO, LANOSO-BIANCASTRO. LE FOGLIE BASALI FORMANO UNA ROSETTA, SONO LANCEOLATE O SPATOLATE, E LE FOGLIE CAULINE SONO LINEARI-LANCEOLATE, TUTTE DENSAMENTE RICOPERTE DI PELI LANOSI BIANCHI. L'INFIORESCENZA È UN GLOMERULO DI 2-12 PICCOLI CAPOLINI GIALLI, CIRCONDATI DA 5-15 BRATTEE FOGLIARI APICALI DISPOSTE A STELLA, ANCH'ESSE DENSAMENTE LANOSE E DI COLORE BIANCO ARGENTEO, CHE CONFERISCONO ALLA PIANTA IL SUO ASPETTO CARATTERISTICO. I FIORI CENTRALI DEL CAPOLINO SONO ERMAFRODITI E TUBULOSI, MENTRE QUELLI PERIFERICI SONO FEMMINILI E FILIFORMI. GLI ACHENI SONO PICCOLI, OBLUNGHI E PROVVISTI DI UN PAPPO DI SETOLE BIANCHE CHE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (ESTATE), CON FIORI BIANCHI LANOSI A FORMA DI STELLA, TIPICI DELLE ZONE ALPINE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO CREMA

HABITAT...
Predilige habitat di alta montagna, crescendo tipicamente su rupi calcaree, fessure di roccia, ghiaioni, pascoli alpini sassosi e morene, in ambienti ben drenati e spesso esposti al sole. Si trova ad altitudini elevate, generalmente tra i 1700 e i 3400 metri, in regioni con clima alpino caratterizzato da inverni lunghi e nevosi ed estati brevi e fresche. La stella alpina è adattata a condizioni ambientali estreme, come forti escursioni termiche, intensa radiazione solare, vento e scarsità di suolo. La sua peluria bianca e lanuginosa sulle foglie e sui fiori è un adattamento per proteggerla dal freddo, dalla disidratazione e dai raggi ultravioletti. La sua distribuzione è limitata alle catene montuose dell'Europa, come le Alpi, i Pirenei, i Carpazi, gli Appennini e i Balcani. In Italia è una specie protetta e si trova sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale. La sua crescita lenta e la specificità del suo habitat la rendono vulnerabile alla raccolta indiscriminata e ai cambiamenti climatici.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)




PERIODO BALSAMICO...
LUGLIO-SETTEMBRE (PIENA ESTATE-INIZIO AUTUNNO), QUANDO I FIORI SONO COMPLETAMENTE SVILUPPATI E RICCHI DI PRINCIPI ATTIVI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
PARTI AEREE ESSICCATE (FIORI, FOGLIE) E OCCASIONALMENTE RADICI, CONTENENTI LEONTOPODINA, ACIDI FENOLICI (ES. ACIDO LEONTOPODICO) E FLAVONOIDI

AROMI DELLA DROGA...
LEGGERO AROMA ERBACEO-DOLCIASTRO CON NOTE TERROSE, DOVUTO ALLA PRESENZA DI COMPOSTI VOLATILI E PELI LANOSI

SAPORI DELLA DROGA...
LEGGERMENTE AMARO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO ERBACEO, ASSOCIATO AI TANNINI E AI POLIFENOLI

TOSSICITÀ:
NESSUNA
Motivazione: L'uso corretto della pianta non evidenzia effetti avversi significativi a dosi terapeutiche; è generalmente considerata sicura.

EFFICACIA:
BUONA
Motivazione: Leontopodium alpinum Cass. è utilizzata tradizionalmente per proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e per la protezione cutanea; studi in vitro e su modelli animali confermano queste attività, sebbene manchino prove cliniche robuste.

PRINCÍPI ATTIVI...
1. Composti fenolici Acidi fenolici: Acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido vanillico. Flavonoidi: Luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo e loro glicosidi. Cumarine: Esculetina, scopoletina. 2. Terpenoidi Monoterpeni e sesquiterpeni: beta-pinene, limonene, germacrene D (negli oli essenziali). Diterpeni: Acido leontopodico (unico per la stella alpina). 3. Polisaccaridi Mucillagini (effetto idratante e protettivo). Glicoproteine (potenziale immunomodulante). 4. Lipidi e acidi grassi Acido linoleico, acido alfa-linolenico (precursori di prostaglandine antinfiammatorie). 5. Alcaloidi (in tracce) Pirrolizidinici (in quantità minima, potenzialmente epatotossici ad alte dosi).

PROPRIETÀ E INDICAZIONI REGISTRATE
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

  • Confermate da studi scientifici e clinici*
  • ookANTINFIAMMATORIO
    ookANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ookDERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING
    ookINFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)
    ookTRICOFILO

  • Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
  • +++FITOCOSMETICO
    +++IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)

  • Uso storico e nella tradizione
  • +++ANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    +ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    +DIARREA (ANTIDIARROICO ASTRINGENTE)
    +DIARREA E DISSENTERIA
    +INFEZIONI GASTROINTESTINALI
    +SPASMI E DOLORI SPASMODICI DI VARIA NATURA
    +SPASMOLITICO ANTISPASMODICO

    *NOTE RELATIVE A PROPRIETÀ E INDICAZIONI
    Gli studi moderni su Leontopodium alpinum si concentrano principalmente sugli estratti fenolici e polifenolici (in particolare estratti da colture di callo) e mostrano alcune attività biologiche osservate in modelli sperimentali: Estratti etanolici concentrati di cellule di callo di Leontopodium alpinum, ricchi di leontopodic acids (fenilpropanoidi), hanno dimostrato di inibire risposte infiammatorie in cheratinociti umani esposti a fattori proinfiammatori e di proteggere le cellule cutanee dai danni indotti da radiazioni ultravioletto. Questi effetti includono modulazioni di marker di infiammazione e di stress cellulare, confermando potenzialità antinfiammatorie del fitocomplesso. Estratti da colture di callo di edelweiss mostrano forte capacità di neutralizzare radicali liberi, correlata ad alte concentrazioni di fenilpropanoidi specifici come leontopodic acids e derivati di acidi caffeoylchinici. Questi profili antiossidanti sono considerati alla base degli effetti anti‑aging osservati in modelli cellulari. In uno studio clinico controllato con applicazione topica quotidiana di un estratto di Leontopodium alpinum in formulazione cosmetica, è stata osservata una proliferazione aumentata delle cellule della papilla dermica, una prolungata fase anagen del follicolo pilifero e un incremento della densità dei capelli in persone con perdita di capelli lieve o associata all’invecchiamento. Queste evidenze dimostrano che estratti di edelweiss possono avere effetti biologici rilevanti sulla pelle e sui follicoli piliferi, con potenziali applicazioni in cosmetica funzionale e dermatologia. Supporto per la funzione cutanea e protezione dallo stress ambientale Preparati a base di estratti di edelweiss sono inseriti in formulazioni dermofunzionali per lenire e proteggere la pelle sensibile, grazie a combinazioni di composti antinfiammatori e antiossidanti. Estratti vengono impiegati in prodotti topici per migliorare l’elasticità cutanea, ridurre la visibilità delle rughe e aumentare l’idratazione, coerenti con l’attività antiossidante osservata in studi preclinici. Estratti specifici, impiegati in sieri leave‑on, mostrano benefici funzionali sulla densità e sulla fase di crescita dei capelli, e vengono utilizzati in cosmetica tricologica. Questi usi sono supportati da evidenze fitochimiche e funzionali ottenute da studi cellulari e da prove cosmetiche cliniche, e sono coerenti con la popolarità dell’edelweiss in prodotti cosmetici funzionali e dermocosmetici.

    *Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
  • Campiche R., Le Riche A., Edelkamp J., Fernandez Botello A., Martin E., Gempeler M., Bertolini M. *An extract of Leontopodium alpinum inhibits catagen development ex vivo and increases hair density in vivo.* International Journal of Cosmetic Science.
  • Lulli D., Potapovich A., Maurelli R., Dellambra E., Pressi G., Kostyuk V., De Luca C., Pastore S., Korkina L. *Anti‑inflammatory effects of concentrated ethanol extracts of Edelweiss (Leontopodium alpinum) callus cultures towards human keratinocytes and endothelial cells.* Mediators of Inflammation.
  • Profiling of Polyphenolic Compounds of Leontopodium alpinum Cass Callus Cultures Using UPLC/IM‑HRMS and Screening of In Vitro Effects.* Plants.
  • Extracts and constituents of Leontopodium alpinum enhance cholinergic transmission: Brain ACh increasing and memory improving properties.* Biochemical Pharmacology.
  • Scientific literature review on ethnobotanical uses and phytochemistry of *Leontopodium alpinum* in European folk medicine.* Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine.


  • CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni richiedono evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ/ALLERGIA ALLA FAMIGLIA DELLE ASTERACEAE (POSSIBILI REAZIONI CUTANEE O RESPIRATORIE), GRAVIDANZA (MANCANZA DI STUDI SUFFICIENTI SULLA SICUREZZA), ALLATTAMENTO (POSSIBILE PASSAGGIO DI COMPOSTI BIOATTIVI NEL LATTE), BAMBINI SOTTO I 12 ANNI (ASSENZA DI DATI CLINICI), MALATTIE AUTOIMMUNI IN FASE ATTIVA (RISCHIO DI STIMOLAZIONE IMMUNITARIA)

    AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    EVITARE L'USO INTERNO DI ESTRATTI NON STANDARDIZZATI (RISCHIO DI IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE DA TANNINI), PREFERIRE FORMULAZIONI TOPICHE PER USO COSMETICO (ES. CREME CON MERISTEM CELL CULTURE), ESEGUIRE UN PATCH TEST 48H PRIMA DELL'USO TOPICO (VERIFICARE SENSIBILITÀ INDIVIDUALE), NON SUPERARE I DOSAGGI CONSIGLIATI NEGLI INTEGRATORI (MAX 200 MG/DIE DI ESTRATTO SECCO TITOLATO), EVITARE L'ESPOSIZIONE AL SOLE DOPO APPLICAZIONE DI ESTRATTI CONCENTRATI (POTENZIALE FOTOSENSIBILIZZAZIONE RESIDUA)


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    FOTOSENSIBILIZZANTI
    OLI ESSENZIALI FOTOSENSIBILIZZANTI

    ERBE SINERGICHE *...
    (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
    ACHILLEA MILLEFOGLIE
    AMAMELIDE
    ARNICA
    CALENDULA
    IPERICO
    SALVIA OFFICINALE

    * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero).
    Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale.

    ERBE ANTAGONISTE *...
    (Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
    AGLIO
    GINKGO BILOBA

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI STANDARDIZZATI E INTEGRATORI...
    Estratto secco titolato in fenilpropanoidi (leontopodic acids) Questa è la forma più diffusa negli integratori nutraceutici a base di edelweiss, standardizzata in composti fenolici caratteristici (come leontopodic acids), noti per attività antiossidante e dermofunzionale. Posologia tipica: Una capsula al giorno, di solito assunta al mattino o secondo le indicazioni del produttore. Alcuni prodotti formulati per specifici obiettivi di benessere cutaneo o per contrastare lo stress ossidativo suggeriscono una capsula al mattino e una alla sera. Estratto fluido idroglicerico o idroalcolico Gli estratti fluidi di Leontopodium alpinum sono ottenuti dai petali o dalle colture di callo in soluzione idroalcolica o idroglicerica, con titolazione definita in composti bioattivi. Posologia tipica: 20–30 gocce diluite in poca acqua, 1–3 volte al giorno, a seconda della concentrazione del principio attivo e della destinazione d’uso segnalata dal produttore. Questa forma è spesso impiegata per uso sistemico leggero o come coadiuvante fitoterapico. Gemmoderivati e macerati glicerici Macerato glicerico di gemme di Leontopodium alpinum La gemmoterapia impiega i tessuti vegetali giovani (gemme) in macerazione idroglicerica, conservando un ampio spettro di composti fitochimici. Posologia tipica: 15–30 gocce in poca acqua, 1–3 volte al giorno, preferibilmente lontano dai pasti o secondo prescrizione fitoterapica. Questa forma è usata per favorire equilibrio adattogeno leggero e benessere generale. Formulazioni combinate standardizzate Molti integratori commerciali associano estratti di Leontopodium alpinum con altri estratti standardizzati per ottenere un effetto sinergico funzionale su aree quali: Comfort cutaneo e azione anti‑aging Supporto antiossidante sistemico Stimolo alla salute dei capelli e del microcircolo cutaneo In questi prodotti, la posologia è generalmente indicata come una o due somministrazioni al giorno, da assumere preferibilmente ai pasti, seguendo le istruzioni specifiche del produttore. Preparazioni cosmetiche funzionali (uso topico) Although not typical “integratori” per uso orale, Leontopodium alpinum è spesso presente in formulazioni cosmetiche funzionali (sieri, creme, lozioni) standardizzate in composti bioattivi per: Migliorare elasticità ed idratazione cutanea Favorire la protezione contro stress ambientale Incrementare la densità e vitalità dei capelli Modalità d’uso topico: secondo le indicazioni del prodotto, in genere una o due applicazioni al giorno sulle aree interessate. Considerazioni sulla posologia Le indicazioni riportate sono quelle più comuni per adulti sani nei prodotti standardizzati a base di Leontopodium alpinum. In caso di condizioni cliniche specifiche, terapie farmacologiche concomitanti, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile consultare un professionista sanitario esperto in fitoterapia o nutraceutica. La titolazione può variare sensibilmente da prodotto a prodotto (in fenilpropanoidi, composti totali antiossidanti, ecc.), perciò è importante leggere attentamente l’etichetta. Bibliografia
  • Campiche R., Le Riche A., Edelkamp J., Fernandez Botello A., Martin E., Gempeler M., Bertolini M. *An extract of Leontopodium alpinum inhibits catagen development ex vivo and increases hair density in vivo.* International Journal of Cosmetic Science.
  • Lulli D., Potapovich A., Maurelli R., Dellambra E., Pressi G., Kostyuk V., De Luca C., Pastore S., Korkina L. *Anti‑inflammatory effects of concentrated ethanol extracts of Edelweiss (Leontopodium alpinum) callus cultures towards human keratinocytes and endothelial cells.* Mediators of Inflammation.
  • Profiling of Polyphenolic Compounds of Leontopodium alpinum Cass Callus Cultures Using UPLC/IM‑HRMS and Screening of In Vitro Effects.* Plants.
  • Extracts and constituents of Leontopodium alpinum enhance cholinergic transmission: Brain ACh increasing and memory improving properties.* Biochemical Pharmacology.
  • Scientific literature review on ethnobotanical uses and phytochemistry of *Leontopodium alpinum* in European folk medicine.* Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine.

  • TISANE E FORMULAZIONI CASALINGHE...
    (Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
    Infuso semplice di petali essiccati di edelweiss Ingredienti: petali essiccati di Leontopodium alpinum. Preparazione: Mettere 1 cucchiaino di petali essiccati in 250ml di acqua bollente, lasciare in infusione 5–8 minuti, quindi filtrare. Dosaggio sicuro: Bere una tazza al giorno, preferibilmente dopo i pasti. Uso: Bevanda aromatica delicata con profilo antiossidante; utile come complemento nei periodi di stress ambientale o per una routine di benessere generale. Tisana antiossidante con edelweiss e piante sinergizzanti Erbe: Petali di Leontopodium alpinum Foglie di tè verde (Camellia sinensis) decaffeinato Foglie di vite rossa (Vitis vinifera) Fiori di camomilla (Matricaria chamomilla) Preparazione: Unire le erbe in parti uguali. Per una tazza, usare 1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, lasciare in infusione 7–9 minuti, quindi filtrare. Dosaggio sicuro: Bere 1 tazza al giorno; se tollerato bene, fino a 2 tazze al giorno in momenti diversi della giornata. Uso: Formulazione pensata per supportare la funzione antiossidante sistemica e il benessere cutaneo, combinando l’attività antiossidante dei petali di edelweiss con il profilo polifenolico del tè verde e della vite rossa, e la componente calmante della camomilla. Tisana lenitiva e per microcircolo con edelweiss Erbe: Petali di Leontopodium alpinum Foglie di biancospino (Crataegus monogyna) Foglie di ortica (Urtica dioica) Foglie di betulla (Betula pendula) Preparazione: Mescolare le erbe in parti uguali. Per ogni tazza, usare 1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, lasciare in infusione 8–10 minuti, poi filtrare. Dosaggio sicuro: Bere 1 tazza al giorno, preferibilmente al mattino o nel pomeriggio. Uso: Questa miscela è adatta per chi desidera supportare il microcircolo e il drenaggio fisiologico dei liquidi, associando il contributo antiossidante di edelweiss alle proprietà tradizionali della vite rossa, dell’ortica e della betulla. Tisana calmante ed equilibrante Erbe: Petali di Leontopodium alpinum Fiori di tiglio (Tilia spp.) Foglie di melissa (Melissa officinalis) Fiori di lavanda (Lavandula angustifolia) Preparazione: Combinare le erbe in parti uguali. Per ogni tazza usare 1 cucchiaino della miscela in acqua bollente, lasciare in infusione 6–8 minuti, quindi filtrare. Dosaggio sicuro: Bere una tazza la sera, possibilmente prima di coricarsi. Uso: Formulazione ideata per chi cerca un effetto rilassante e distensivo, con petali di edelweiss che aggiungono una nota aromatica unica e insieme alle erbe calmanti favoriscono il relax. Consigli generali di sicurezza Queste tisane sono pensate per adulti sani. Per uso prolungato, condizioni cliniche specifiche, terapie farmacologiche concomitanti, gravidanza o allattamento, è consigliabile consultare un professionista sanitario esperto in fitoterapia. Le erbe devono essere di qualità, non trattate con pesticidi e provenienti da fonti affidabili. In caso di sensibilità cutanea o reazioni allergiche, sospendere l’uso e consultare un medico. Bibliografia
  • Campiche R., Le Riche A., Edelkamp J., Fernandez Botello A., Martin E., Gempeler M., Bertolini M. *An extract of Leontopodium alpinum inhibits catagen development ex vivo and increases hair density in vivo.* International Journal of Cosmetic Science.
  • Lulli D., Potapovich A., Maurelli R., Dellambra E., Pressi G., Kostyuk V., De Luca C., Pastore S., Korkina L. *Anti‑inflammatory effects of concentrated ethanol extracts of Edelweiss (Leontopodium alpinum) callus cultures towards human keratinocytes and endothelial cells.* Mediators of Inflammation.
  • Profiling of Polyphenolic Compounds of Leontopodium alpinum Cass Callus Cultures Using UPLC/IM‑HRMS and Screening of In Vitro Effects.* Plants.
  • Extracts and constituents of Leontopodium alpinum enhance cholinergic transmission: Brain ACh increasing and memory improving properties.* Biochemical Pharmacology.
  • Scientific literature review on ethnobotanical uses and phytochemistry of *Leontopodium alpinum* in European folk medicine.* Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine.



  • NOTE VARIE E STORICHE...
    È una pianta endemia delle Alpi e dei Carpazi, tipica degli ambienti montani oltre i 1.800–3.000 metri di altitudine. Cresce su rocce calcaree e pendii scoscesi, spesso in condizioni climatiche estreme, il che le conferisce la caratteristica resistenza a freddo, vento e radiazioni UV. Significato culturale e simbolico L’edelweiss è considerato simbolo di purezza, coraggio e amore per la montagna. In passato, era raccolta dagli alpinisti come prova di coraggio, poiché cresceva in luoghi difficili da raggiungere. È il fiore nazionale di Austria e Svizzera, ed è spesso rappresentato in stemmi, medaglie e gioielli tradizionali. In alcune culture alpine, regalare un edelweiss significava dichiarare amore eterno o rispetto profondo. Curiosità botanica Il nome “Leontopodium” significa “zampa di leone”, riferendosi alla forma della pianta vellutata e lanuginosa che ricorda la zampa di un grande felino. La lanugine bianca e densa dei fiori serve a proteggere la pianta dai raggi UV e dalla disidratazione, rendendola particolarmente resistente agli ambienti alpini. Storia ed impieghi tradizionali Nella medicina popolare alpina, veniva utilizzata per lenire disturbi respiratori, problemi digestivi e affaticamento fisico, sfruttando tisane o infusi leggeri. Durante le guerre mondiali, i soldati alpini portavano con sé piccole parti della pianta come simbolo di resistenza e speranza. Oggi è apprezzata soprattutto per estratti cosmetici e fitoterapici, valorizzando le proprietà antiossidanti e protettive della pianta. Protezione e conservazione La pianta è protetta in molti Paesi europei; la raccolta in natura è vietata e regolamentata. Le coltivazioni autorizzate e le cellule di callo in laboratorio permettono di ottenere estratti senza impattare sull’ambiente naturale.



    BIBLIOGRAFIA, WEBLIOGRAFIA E ARTICOLI SCIENTIFICI SUL WEB
    (Vedi anche i riferimenti nelle singole sezioni)


  • Vogl et al. (2013). "Phytochemical characterization of Leontopodium alpinum and its anti-inflammatory effects". Journal of Agricultural and Food Chemistry, 61(42): 10298–10307.
  • Reisinger et al. (2015). "Edelweiss (Leontopodium alpinum) extracts: Antioxidant and DNA-protective effects". Planta Medica, 81(10): 826–834.
  • Dobner et al. (2004). "Essential oil and diterpenes from Leontopodium alpinum". Phytochemistry, 65(17): 2461–2468.
  • EMA (2016). "Assessment report on Leontopodium alpinum Cass." EMA/HMPC/612035/2016.
  • Zidorn et al. (2002). "Chemotaxonomy of Leontopodium species based on phenolic compounds". Biochemical Systematics and Ecology, 30(6): 489–502.


  • Prova le ricerche di articoli scientifici su Leontopodium alpinum Cass.



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