PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Il miele derivante prevalentemente da Heracleum sphondylium, quando presente in aree con elevata densità della specie, è descritto come chiaro o leggermente ambrato, con tendenza a tonalità giallo paglierino. La cristallizzazione può essere relativamente rapida, in funzione del contenuto zuccherino e delle condizioni ambientali.
Dal punto di vista aromatico presenta caratteristiche delicate ma distintive, con note erbacee, leggermente speziate e talvolta vagamente anisate o aromatiche, coerenti con il profilo dei composti volatili presenti nella pianta.
Il sapore è generalmente dolce con una componente aromatica moderata e una leggera persistenza vegetale, senza l’intensità tipica dei mieli monoflora più noti. La complessità organolettica può variare significativamente in funzione della composizione botanica del territorio, rendendo frequente la presenza in mieli millefiori piuttosto che in produzioni monoflora pure.
Dal punto di vista produttivo, la specie contribuisce più frequentemente a mieli poliflora in ambienti prativi e montani, dove la sua fioritura coincide con altre specie nettarifere, limitando la possibilità di ottenere mieli uniflorali distinti e standardizzati. |
USO ALIMENTARE...| Heracleum sphondylium è stata tradizionalmente utilizzata come pianta alimentare spontanea in diverse regioni europee, soprattutto nelle aree montane e rurali, dove veniva raccolta come verdura stagionale.
I giovani germogli e le foglie tenere vengono consumati previa cottura, generalmente lessati o saltati, per ridurre la presenza di composti irritanti e migliorare la digeribilità. Il sapore è aromatico e leggermente speziato, con note che ricordano altre Apiaceae selvatiche.
I piccioli fogliari possono essere utilizzati in modo simile al sedano o al rabarbaro, dopo adeguata preparazione, e trovano impiego in zuppe, minestre o piatti rustici tradizionali. In alcune culture locali venivano anche conservati o fermentati.
I semi, ricchi di composti aromatici, sono stati impiegati come spezia o aromatizzante per bevande e preparazioni alcoliche tradizionali, conferendo note speziate e leggermente resinose.
È documentato anche l’uso delle parti giovani in preparazioni simili a pesti o erbe cotte miste, in associazione con altre piante spontanee commestibili, soprattutto nella cucina contadina.
L’utilizzo alimentare richiede attenzione nella raccolta e nella preparazione, poiché la pianta contiene furanocumarine che possono causare reazioni cutanee in caso di contatto con la linfa fresca e successiva esposizione alla luce solare, motivo per cui è preferibile manipolarla con cautela e consumarla solo dopo adeguata lavorazione. |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU PIANTE CON FUROCUMARINE...
| PIANTE CON FUROCUMARINE
Le sostanze furocumariniche, note anche come psoraleni, sono caratterizzate da un'azione fotosensibilizzante per la quale determinano eritema, abbronzamento o pigmentazione cutanea dopo l'esposizione ai raggi solari. Per questo sono utili in terapia. Se usate con luce ultravioletta a bassa frequenza, sono efficaci nel trattamento di psoriasi, vitiligo e micosi fungine. Pare che possano indurre il cancro della pelle ma le opinioni del mondo scientifico non sono concordi. Di sicuro le furocumarine possono portare a un alterazione del DNA cellulare, pertanto è bene non esporsi alla luce solare dopo essere venuti in contatto o aver usato sulla cute estratti delle piante contenenti questi principi attivi. + assolutamente sconsigliato l'uso cosmetico e abbronzante di essenze di agrumi, Lime e Bergamotto, che, nel migliore dei casi, possono provocare facilmente ustioni gravi della pelle (pare che l'olio di Arancio dolce, invece, non abbia attività fototossica). Altre piante ad azione fototossica sono: Appio, Spondilio, Ruta, Sedano selvatico, Iperico (vedere i riferimenti bibliografici).
[Tratto da: Benigni-Capra-Cattorini "Piante medicinali"]
[Chimica Farmacologia e Terapia"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Heracleum sphondylium prende il nome dal genere Heracleum in riferimento a Eracle, a causa delle dimensioni robuste e dell’aspetto vigoroso della pianta, ritenuta simbolicamente associata alla forza dell’eroe nella tradizione classica.
Nella storia europea è stata utilizzata come pianta alimentare spontanea, soprattutto nelle regioni nordiche e alpine, dove i giovani germogli e le foglie venivano consumati dopo cottura, analogamente ad altre Apiaceae selvatiche.
Le popolazioni slave consideravano una leccornia la parte interna del fusto della pianta. Privato della corteccia e essiccato al sole, ne fanno farina dolciastra, succo zuccherino e bevande tipo birra. A livello popolare è considerata un afrodisiaco.
La specie ha acquisito notorietà anche per i fenomeni di fitofotodermatite, osservati fin dall’antichità empiricamente, quando il contatto con la linfa seguito da esposizione al sole causava irritazioni cutanee, fenomeno poi spiegato scientificamente con la presenza di furanocumarine.
In ambito etnobotanico è stata impiegata come pianta aromatica e digestiva, in particolare nelle tradizioni rurali europee, dove semi e radici venivano utilizzati per aromatizzare preparazioni alimentari o bevande.
Un aspetto curioso riguarda la sua somiglianza con altre specie del genere Heracleum, alcune delle quali, come Heracleum mantegazzianum, sono altamente invasive e più pericolose dal punto di vista tossicologico, portando spesso a confusione nella raccolta spontanea.
La pianta ha anche un ruolo ecologico rilevante, fungendo da importante fonte di nettare per numerosi insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità degli ecosistemi prativi e montani. |
Ricerche di articoli scientifici su Heracleum sphondylium L.
Bibliografia relativa a principi attivi| Anna K. Jędrzejko, Elżbieta Kowalska, Phytochemical Profile and Biological Activity of Heracleum sphondylium L., Molecules, 2023.Ryszard Olszewski, Anna K. Jędrzejko, Chemical Composition of Essential Oils from Heracleum sphondylium L., Natural Product Research, 2021.M. N. Duke, James A. Duke, Duke's Handbook of Medicinal Plants of Europe, CRC Press, 2002.Gerhard Eisenbrand, Werner Metzler, Ralf Teschke, Herbs and Herbal Products: Chemistry and Pharmacology, Wiley-VCH, 2020.R. M. van Wyk, Ben-Erik Van Wyk, Michael Wink, Medicinal Plants of the World, Second Edition, CABI, 2017.M. I. Chizzola, Composition of Essential Oils from Heracleum Species: A Review, Journal of Essential Oil Research, 2010.Paola Angelini, Roberto Venanzoni, Essential Oil and Furanocoumarin Composition in Heracleum sphondylium L., Natural Product Communications, 2013.F. Berenbaum, Coumarins and Furanocoumarins in the Apiaceae: Phytochemistry and Biological Significance, Biochemical Systematics and Ecology, 1983. |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| Paweł Kafarski, Barbara Thiem, Herbaceous Apiaceae Species as a Source of Health-Promoting Phytochemicals, Journal of Ethnopharmacology, 2021.Mohammad Asgarpanah, Neda Kazemivash, Phytochemistry, Pharmacology and Medicinal Properties of Heracleum persicum Desf. ex Fischer: A Review, Journal of Medicinal Plants Research, 2013. (Contiene un confronto fitochimico con dati specificamente riportati anche per Heracleum sphondylium).Ivan Sajfrtová, Kateřina Sovová, Marta Opletalová, Chemical Composition and Antioxidant Activity of Essential Oils and Extracts from Heracleum sphondylium L., Natural Product Research, 2010.Eva Čížková, Pavel Drašar, Phytochemical Constituents and Biological Activities of the Genus Heracleum, Phytochemistry Reviews, 2019.R. F. Barnes, Dermatitis Associated with Heracleum sphondylium: Phototoxic Effects of Furanocoumarins, Contact Dermatitis, 1986.Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004. |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004.European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019.Ivan Sajfrtová, Kateřina Sovová, Marta Opletalová, Chemical Composition and Antioxidant Activity of Essential Oils and Extracts from Heracleum sphondylium L., Natural Product Research, 2010.Eva Čížková, Pavel Drašar, Phytochemical Constituents and Biological Activities of the Genus Heracleum, Phytochemistry Reviews, 2019.Paweł Kafarski, Barbara Thiem, Herbaceous Apiaceae Species as a Source of Health-Promoting Phytochemicals, Journal of Ethnopharmacology, 2021.European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, 11th Edition, 2023. |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs: The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019.European Medicines Agency, Assessment Reports and Herbal Monographs, 2024.Ivan Sajfrtová, Kateřina Sovová, Marta Opletalová, Chemical Composition and Antioxidant Activity of Essential Oils and Extracts from Heracleum sphondylium L., Natural Product Research, 2010.Eva Čížková, Pavel Drašar, Phytochemical Constituents and Biological Activities of the Genus Heracleum, Phytochemistry Reviews, 2019.Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004.European Pharmacopoeia Commission, European Pharmacopoeia, 11th Edition, 2023. |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| Senejoux F., Demougeot C., Cuciureanu M., Miron A., Cuciureanu R., Berthelot A., Girard-Thernier C., Vasorelaxant effects and mechanisms of action of Heracleum sphondylium L. in rat thoracic aorta, 2013 Porrello A., Merra R., Badalamenti N., Bruno M., Chemical composition of essential oil from Heracleum sphondylium L. subsp. sphondylium, 2024 Shtratnikova V.Y., Bogdanov V.P., Logacheva M.D., Furanocoumarins in two European species of Heracleum, 2025 Bruneton J., Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999 Wichtl M., Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004 European Medicines Agency, Herbal monographs and assessment reports, 2013 |
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