APPROFONDIMENTO SU PIANTE RICCHE IN TANNINI...
| PIANTE RICCHE IN TANNINI
Le piante con alto contenuto in tannini come Bistorta, Ratania, Tormentilla, Amamelide, Pungitopo, Quercia, Myrica, ecc. hanno proprietà antisettiche, antivirale, vasocostrittrice e analgesica locale.
Una fonte ricca di tannini da cui si estrae l'acido tannico sono le "galle" formate da alcune specie di insetti (Cynips gallae-tinctoriae Olivier) su rametti di alcune querce del Medio oriente. I tannini in genere svolgono un'attività antiinfiammatoria sulle mucose e sono indicate in modo particolare per l'uso topico in gargarismi, sciacqui, semicupi e lavande contro forme diarroiche, ragadi, emorroidi, fistole e flogosi del cavo orofaringeo. Tuttavia in alte dosi o per periodi prolungati possono determinare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito.
Gli effetti tossici dell'acido tannico comprendono il danno letale al fegato (causato dall'acido digallico presente come impurità) quando è usato in clisteri o su scottature.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Krameria lappacea è originaria del Sud America, in particolare del Perù e della Bolivia, dove cresce in zone semi-aride e coste montane.
La radice di ratania è stata raccolta e utilizzata tradizionalmente dagli indigeni sudamericani per le sue proprietà astringenti, emostatiche e digestive.
Il nome “ratania” deriva da “rata”, termine andino che indica la radice astringente.
Appartiene alla famiglia Krameriaceae, un piccolo gruppo di piante con radici ricche di tannini e lignani.
La radice era utilizzata come medicinale orale: masticata o in decotti per trattare sanguinamento gengivale, infiammazioni della bocca, diarrea e disturbi gastrointestinali lievi.
In Europa, la ratania fu introdotta nel XVIII secolo come pianta medicinale officinale, impiegata soprattutto come astringente per la bocca e per uso gastrointestinale.
La ratania era considerata una “radice da nobili”, spesso inclusa in preparazioni farmaceutiche classiche e in tinture alcoliche, data la sua efficacia astringente e la facilità di conservazione.
La radice di ratania è ricca di tannini (fino al 16–20% del peso secco) e lignani con attività antibatterica e astringente.
La radice secca si presenta di colore rossastro o bruno-rossiccio, caratterizzata da odore aromatico e sapore fortemente astringente.
Il suo alto contenuto di tannini la rendeva preziosa anche per la concia e la colorazione dei tessuti in alcune applicazioni storiche.
La pianta ha fiori piccoli e poco appariscenti, con un meccanismo di impollinazione specializzato: produce oli floreali raccolti da api specializzate (non nettare zuccherino), e non genera un miele monofloreale per le api da miele tradizionali.
La pianta è perenne e legnosa, con portamento cespuglioso e adattata a suoli poveri e aridi.
La ratania ha una lunga tradizione medicinale e simbolica: simboleggiava integrità e forza delle mucose in ambito erboristico.
La radice è stata talvolta utilizzata anche come colorante naturale, grazie al suo pigmento rosso intenso estratto in tinture o macerazioni in alcool o vino.
Studi moderni hanno confermato attività antibatterica, antinfiammatoria e astringente degli estratti di ratania.
Viene impiegata in tisane, tinture, integratori e preparazioni topiche per gengive e mucose irritate.
La ricerca scientifica esplora anche la presenza di composti lignanici con potenziale citotossico e antinfiammatorio. |
Ricerche di articoli scientifici su Krameria lappacea (Dombey) H.M.Burdet & B.B.Simpson
Bibliografia relativa a principi attivi| European Medicines Agency, Assessment Report on Krameria lappacea Root, 2013World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, Krameriae Radix, 2002Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Norman R. Farnsworth, Biological and Phytochemical Screening of Plants, 1966M. Ganzera, I. Muhammad, Khan I. A., Quantitative HPLC Analysis of Major Polyphenols in Krameria lappacea, 2003A. Schötz, M. Ganzera, Lignans and Neolignans from Krameria lappacea Roots, 2004Sabine Glasl, Monika Kastner, Hans Stuppner, Comparative Metabolic Profiling of Krameria Species, 2007Ute Wölfle, Christoph Seelinger, Jürgen Schempp, Topical Application of Krameria Root Extracts in Inflammatory Conditions, 2014ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Krameriae Radix, edizioni aggiornateTrease and Evans, Pharmacognosy, 2009 |
Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni| European Medicines Agency, Assessment Report on Krameria lappacea Root and Krameria triandra Root, 2012World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals: A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 1994Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988Kurt Hostettmann, Strategy for the Biological and Chemical Evaluation of Plant Extracts, 1998Josef Hager, Hagers Enzyklopädie der Arzneistoffe und Drogen, 2006Ivan M. Savickiene, Pharmacological Properties of Tannin-Containing Medicinal Plants, 2002 |
Bibliografia relativa a estratti e integratori| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004Norman R. Farnsworth, NAPRALERT Database and Ethnomedical Information on Krameria Species, vari anniHildebert Wagner, Plant Drug Analysis A Thin Layer Chromatography Atlas, 1996Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018Claudia Gallo, Herbal Medicines for Oral Mucosal and Periodontal Conditions, Journal of Ethnopharmacology, 2008R. Hänsel, K. Keller, H. Rimpler, G. Schneider, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992Bernd Mayer, Medicinal Plants in Oral Health and Periodontal Therapy, Phytotherapy Research, 2013 |
Bibliografia relativa a tisane e composizioni| World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004M. Heinrich, J. Barnes, S. Gibbons, E. Williamson, Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018R. Hänsel, K. Keller, H. Rimpler, G. Schneider, Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, 1992Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009Bernd Mayer, Medicinal Plants in Oral Health and Periodontal Therapy, Phytotherapy Research, 2013Claudia Gallo, Herbal Medicines for Oral Mucosal and Periodontal Conditions, Journal of Ethnopharmacology, 2008Norman R. Farnsworth, NAPRALERT Database and Ethnomedical Information on Krameria Species, vari anniKerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013 |
Bibliografia relativa a preparazioni alcoliche| Tinctura Krameriae (U.S.P.) — preparazione e uso tradizionale della tintura di ratania. Preparazioni erboristiche con Krameria lappacea e loro applicazioni tradizionali. Analisi fitochimica e attività dei composti della radice di ratania. Uso di infuso e tintura di Krameria lappacea in fitoterapia orale. Proprietà dei tannini della radice di ratania e loro applicazioni nella medicina popolare. Storia dell’impiego di Krameria lappacea nei vini portoghesi e uso culinario tradizionale. Linee guida sulle tinture alcoliche di piante astringenti in erboristeria classica. |
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