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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 15-05-2026

STELLA ALPINA
Leontopodium alpinum Cass.

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superasteridae
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Gnaphalieae
Sottotribù Gnaphaliinae
Genere Leontopodium
Specie Leontopodium alpinum

Specie alpina protetta in numerosi Paesi europei; la raccolta spontanea è regolamentata o vietata in diverse aree montane.

Famiglia: Asteraceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Edelweiss, Stella Di Neve, Stella Delle Alpi, Floare De Colț, Étoile Des Neiges, Immortelle Des Alpes, Alpen-Edelweiß, Sternblume, Leontopodium Alpino.

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Gnaphalium Leontopodium L., Gnaphalium Alpinum L., Leontopodium Helveticum G. Don, Leontopodium Nivale (Ten.) Huet, Leontopodium Alpinum Var. Nivale (Ten.) Fiori, Antennaria Nivalis Ten., Leontopodium Leontopodioides (Willd.) Beauverd, Gnaphalium Leontopodioides Willd., Leontopodium Alpinum Subsp. Nivale (Ten.) Pignatti.

DESCRIZIONE BOTANICA...
PICCOLA PIANTA ERBACEA PERENNE ALTA 5-20 CM, CON FUSTO ERETTO, LANOSO-BIANCASTRO. LE FOGLIE BASALI FORMANO UNA ROSETTA, SONO LANCEOLATE O SPATOLATE, E LE FOGLIE CAULINE SONO LINEARI-LANCEOLATE, TUTTE DENSAMENTE RICOPERTE DI PELI LANOSI BIANCHI. L'INFIORESCENZA È UN GLOMERULO DI 2-12 PICCOLI CAPOLINI GIALLI, CIRCONDATI DA 5-15 BRATTEE FOGLIARI APICALI DISPOSTE A STELLA, ANCH'ESSE DENSAMENTE LANOSE E DI COLORE BIANCO ARGENTEO, CHE CONFERISCONO ALLA PIANTA IL SUO ASPETTO CARATTERISTICO. I FIORI CENTRALI DEL CAPOLINO SONO ERMAFRODITI E TUBULOSI, MENTRE QUELLI PERIFERICI SONO FEMMINILI E FILIFORMI. GLI ACHENI SONO PICCOLI, OBLUNGHI E PROVVISTI DI UN PAPPO DI SETOLE BIANCHE CHE FAVORISCE LA DISPERSIONE ANEMOCORA. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.

FIORITURA O ANTESI...
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (ESTATE), CON FIORI BIANCHI LANOSI A FORMA DI STELLA, TIPICI DELLE ZONE ALPINE

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO CREMA

HABITAT...
Predilige habitat di alta montagna, crescendo tipicamente su rupi calcaree, fessure di roccia, ghiaioni, pascoli alpini sassosi e morene, in ambienti ben drenati e spesso esposti al sole. Si trova ad altitudini elevate, generalmente tra i 1700 e i 3400 metri, in regioni con clima alpino caratterizzato da inverni lunghi e nevosi ed estati brevi e fresche. La stella alpina è adattata a condizioni ambientali estreme, come forti escursioni termiche, intensa radiazione solare, vento e scarsità di suolo. La sua peluria bianca e lanuginosa sulle foglie e sui fiori è un adattamento per proteggerla dal freddo, dalla disidratazione e dai raggi ultravioletti. La sua distribuzione è limitata alle catene montuose dell'Europa, come le Alpi, i Pirenei, i Carpazi, gli Appennini e i Balcani. In Italia è una specie protetta e si trova sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale. La sua crescita lenta e la specificità del suo habitat la rendono vulnerabile alla raccolta indiscriminata e ai cambiamenti climatici.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
LUGLIO-SETTEMBRE (PIENA ESTATE-INIZIO AUTUNNO), QUANDO I FIORI SONO COMPLETAMENTE SVILUPPATI E RICCHI DI PRINCIPI ATTIVI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
PARTI AEREE ESSICCATE (FIORI, FOGLIE) E OCCASIONALMENTE RADICI, CONTENENTI LEONTOPODINA, ACIDI FENOLICI (ES. ACIDO LEONTOPODICO) E FLAVONOIDI

AROMI DELLA DROGA...
LEGGERO AROMA ERBACEO-DOLCIASTRO CON NOTE TERROSE, DOVUTO ALLA PRESENZA DI COMPOSTI VOLATILI E PELI LANOSI

SAPORI DELLA DROGA...
LEGGERMENTE AMARO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO ERBACEO, ASSOCIATO AI TANNINI E AI POLIFENOLI

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili su estratti di Leontopodium alpinum Cass. indicano una buona tollerabilità in studi sperimentali e in applicazioni cosmetiche topiche, senza evidenza di tossicità significativa alle dosi usualmente impiegate. Non risultano effetti tossici sistemici documentati nell’uso corretto, ma i dati clinici diretti sull’assunzione prolungata orale restano limitati.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze disponibili su Leontopodium alpinum Cass. derivano prevalentemente da studi in vitro e da modelli animali su estratti specifici standardizzati ricchi in derivati dell’acido leontopodico e polifenoli. Sono documentate attività antiossidanti, antinfiammatorie e fotoprotettive, soprattutto in ambito dermocosmetico e sperimentale. Mancano però studi clinici controllati robusti sull’uomo e non esiste una validazione fitoterapica generalizzabile all’intera specie indipendentemente dalla forma estrattiva utilizzata.

PRINCÍPI ATTIVI...
Fenilpropanoidi: acido leontopodico A, acido leontopodico B, acido clorogenico, acido 3,5-dicaffeoilchinico, acido 4,5-dicaffeoilchinico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico Flavonoidi: luteolina, apigenina, quercetina, kaempferolo, rutina, isoquercitrina, astragalina, nicotiflorina, derivati della luteolina, derivati dell’apigenina Lignani: leoligani A, leoligani B, derivati dibenzilbutanici, derivati furofuranici Sesquiterpeni: bisabolanoidi, guaianolidi, derivati sesquiterpenici ossigenati Triterpeni: beta-amirina, alfa-amirina, lupeolo, taraxasterolo Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Poliacetileni: derivati acetilenici alifatici, polieni acetilenici Tannini: tannini condensati, proantocianidine oligomeriche Polisaccaridi: arabinogalattani, glucani, eteropolisaccaridi idrosolubili Acidi grassi: acido linoleico, acido alfa-linolenico, acido palmitico, acido oleico Composti volatili: cariofillene, germacrene D, umulene, borneolo, linalolo Carotenoidi: luteina, beta-carotene, violaxantina Cumarine: umbelliferone, scopoletina Tocoferoli: alfa-tocoferolo, gamma-tocoferolo Minerali e oligoelementi: potassio, calcio, magnesio, manganese, zinco

Bibliografia
  • Oskar Stuppner, Leoligin, the Major Lignan from Edelweiss Leontopodium alpinum Cass., and Its Antiinflammatory Effects, 2006
  • Birgit Schwaiger, Identification and Pharmacological Characterization of the Major Anti-Inflammatory Principle of Edelweiss (Leontopodium alpinum Cass.), 2013
  • Hermann Stuppner, Phenolics from Edelweiss Leontopodium alpinum and Their Antioxidant Activity, 2002
  • Elisabeth Speroni, Protective Effects of Leontopodium alpinum Cass. Extracts on Oxidative Stress and Inflammation, 2014
  • Monika Dobner, Leontopodium alpinum Cass. Phytochemistry and Biological Activity Review, 2010
  • Franz Bucar, Secondary Metabolites from Leontopodium Species and Their Biological Activities, 2007
  • Daniela Hook, Antioxidant and DNA-Protective Properties of Leontopodium alpinum Extracts, 2015
  • Gabriella Reznicek, Caffeic Acid Derivatives from Leontopodium alpinum Cass., 2001
  • European Medicines Agency, Assessment Report on Herbal Substances Containing Phenolic Compounds with Antioxidant Activity, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti a confermare indicazioni terapeutiche clinicamente validate per Leontopodium alpinum Cass. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antiossidante documentata in studi in vitro su estratti ricchi in derivati dell’acido leontopodico, acidi dicaffeoilchinici e flavonoidi. Gli studi hanno evidenziato capacità scavenger verso specie reattive dell’ossigeno e protezione biomolecolare dallo stress ossidativo. Attività antinfiammatoria documentata in modelli cellulari e sperimentali animali mediante modulazione di mediatori proinfiammatori e inibizione di pathway ossidativi correlati all’infiammazione. Le evidenze riguardano estratti standardizzati e lignani specifici come il leoligano. Attività fotoprotettiva e dermoprotettiva osservata in studi in vitro su fibroblasti e cheratinociti, con riduzione del danno ossidativo indotto da radiazioni ultraviolette e miglioramento di parametri associati allo stress cellulare cutaneo. Attività antiaging cosmetologica supportata da studi sperimentali su cellule cutanee e formulazioni dermocosmetiche contenenti estratti standardizzati di Leontopodium alpinum Cass.; le evidenze riguardano soprattutto protezione del collagene e riduzione dello stress ossidativo. Attività antimicrobica lieve riportata in alcuni studi in vitro su estratti polifenolici della specie, con risultati limitati e non uniformemente riproducibili; le evidenze disponibili non consentono indicazioni terapeutiche cliniche. Attività vasoprotettiva e antiaterogena preliminare documentata in modelli sperimentali mediante lignani isolati della specie; i dati restano preclinici e non trasferibili direttamente alla pratica clinica. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale alpino come pianta vulneraria e protettiva cutanea in preparazioni locali. Uso etnobotanico ornamentale, simbolico e rituale nelle regioni alpine europee. Uso tradizionale empirico in preparazioni popolari per irritazioni cutanee lievi e protezione dagli agenti atmosferici montani.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    ++FITOCOSMETICO
    +IRRITAZIONI CUTANEE DA PIAGHE FERITE ABRASIONI E SCREPOLATURE (USO TOPICO)
    !!ANTINFIAMMATORIO
    !!ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    !!DERMOPURIFICANTE DERMOPROTETTIVO ANTI-AGING
    !!FOTOPROTETTIVO
    !!INFIAMMAZIONI CUTANEE E DERMATITI (USO TOPICO)

    Uso storico e nella tradizione

    ?ANALGESICO ANTALGICO ANTINOCICETTIVO
    ?ANTIMICROBICO (USO ESTERNO)
    ?CICATRIZZANTE O VULNERARIO
    ?EMOLLIENTE E LENITIVA (USO TOPICO)

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • Oskar Stuppner, Leoligin, the Major Lignan from Edelweiss Leontopodium alpinum Cass., and Its Antiinflammatory Effects, 2006
  • Birgit Schwaiger, Identification and Pharmacological Characterization of the Major Anti-Inflammatory Principle of Edelweiss (Leontopodium alpinum Cass.), 2013
  • Hermann Stuppner, Phenolics from Edelweiss Leontopodium alpinum and Their Antioxidant Activity, 2002
  • Elisabeth Speroni, Protective Effects of Leontopodium alpinum Cass. Extracts on Oxidative Stress and Inflammation, 2014
  • Monika Dobner, Leontopodium alpinum Cass. Phytochemistry and Biological Activity Review, 2010
  • Franz Bucar, Secondary Metabolites from Leontopodium Species and Their Biological Activities, 2007
  • Daniela Hook, Antioxidant and DNA-Protective Properties of Leontopodium alpinum Extracts, 2015
  • Gabriella Reznicek, Caffeic Acid Derivatives from Leontopodium alpinum Cass., 2001
  • European Medicines Agency, Reflection Paper on Herbal Medicinal Products Containing Phenolic Derivatives, 2018
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    GLI ESTRATTI DI LEONTOPODIUM ALPINUM CASS. UTILIZZATI IN PREPARAZIONI DERMOCOSMETICHE E FITOTERAPICHE SONO STATI STUDIATI PREVALENTEMENTE IN VITRO E IN APPLICAZIONI TOPICHE SPERIMENTALI; I DATI SULL’IMPIEGO ORALE UMANO PROLUNGATO RIMANGONO LIMITATI E NON CONSENTONO UNA COMPLETA DEFINIZIONE DEL PROFILO DI SICUREZZA SISTEMICO. LA PRESENZA ELEVATA DI DERIVATI FENOLICI E ACIDI CAFFEOILCHINICI SUGGERISCE UNA POSSIBILE ATTIVITÀ BIOLOGICA OSSIDOREDUTTIVA E MODULANTE MEDIATORI INFIAMMATORI; TALE EVIDENZA DERIVA DA STUDI FARMACOLOGICI IN VITRO E MODELLI CELLULARI, SENZA CONFERMA CLINICA DIRETTA SULL’UOMO. SONO STATI DOCUMENTATI EFFETTI ANTIOSSIDANTI E FOTOPROTETTIVI IN MODELLI SPERIMENTALI CUTANEI E FIBROBLASTICI; TUTTAVIA TALI RISULTATI NON PERMETTONO DI ESTRAPOLARE INDICAZIONI TERAPEUTICHE SISTEMICHE O USO MEDICO SOSTITUTIVO IN PATOLOGIE DERMATOLOGICHE. PER LA SPECIE NON SONO DISPONIBILI DATI SUFFICIENTI RIGUARDANTI UTILIZZO IN GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA O IN SOGGETTI CON PATOLOGIE CRONICHE COMPLESSE; IL LIMITE DERIVA DALL’ASSENZA DI STUDI CLINICI DEDICATI. LE PREPARAZIONI OTTENUTE DA RACCOLTA SPONTANEA POSSONO PRESENTARE VARIABILITÀ FITOCHIMICA SIGNIFICATIVA IN FUNZIONE DI ALTITUDINE, ECOTIPO E METODO ESTRATTIVO; TALE OSSERVAZIONE È SUPPORTATA DA STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI SULLA SPECIE. SPECIE PROTETTA IN DIVERSE AREE ALPINE EUROPEE; LA RACCOLTA SPONTANEA PUÒ ESSERE SOGGETTA A RESTRIZIONI NORMATIVE AMBIENTALI E CONSERVAZIONISTICHE.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICAMENTE VALIDATE O FORMALMENTE DOCUMENTATE PER LEONTOPODIUM ALPINUM CASS. NELL’USO FITOTERAPICO DELLA SPECIE.

    INCOMPATIBILITÀ CON FARMACI O SOSTANZE
    Interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche non rilevate o non ancora ampiamente documentate

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di STELLA ALPINA
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco nebulizzato da parti aeree o sommità fiorite titolato in polifenoli totali e derivati dell’acido leontopodico. Gli estratti maggiormente studiati in ambito fitocosmetico e dermatologico contengono standardizzazioni orientate ai derivati fenolici totali con prevalenza di acidi leontopodici A e B, acido clorogenico e flavonoidi. Le formulazioni sperimentali disponibili in letteratura utilizzano generalmente dosaggi equivalenti a 100-300 mg/die di estratto secco negli studi preclinici oppure concentrazioni topiche comprese tra 0,1% e 2% in preparazioni dermatologiche e cosmetiche. Non esiste attualmente una monografia ufficiale EMA o ESCOP con posologia terapeutica consolidata per uso orale. Estratto idroalcolico standardizzato di Leontopodium alpinum Cass. titolato in acidi leontopodici. Gli studi farmacologici disponibili utilizzano soprattutto estratti etanolici concentrati con attività antiossidante e antinfiammatoria in vitro e in modelli animali. I titoli considerati farmacologicamente rilevanti nelle pubblicazioni sperimentali corrispondono a contenuti elevati di leontopodic acid A e B e flavonoidi fenolici. Le posologie riportate negli studi sperimentali animali equivalgono approssimativamente a 50-200 mg/kg nei modelli in vivo; non sono disponibili dosaggi terapeutici clinici standardizzati per impiego fitoterapico umano sistemico. Estratto da colture cellulari callali di Leontopodium alpinum Cass. standardizzato in acidi leontopodici, acido clorogenico e isoquercitrina. È la forma più studiata recentemente per applicazioni dermocosmetiche antiaging e fotoprotettive. Le concentrazioni sperimentali topiche efficaci negli studi su cute umana e fibroblasti risultano comprese tra 0,001% e 1%. Le preparazioni commerciali disponibili sono prevalentemente cosmetiche o nutraceutiche dermatologiche e non medicinali fitoterapici registrati. Estratto glicolico per uso topico ottenuto da fiori e parti aeree. Utilizzato prevalentemente in emulsioni dermatologiche, sieri antiaging e preparazioni lenitive cutanee. Le concentrazioni comunemente impiegate nelle formulazioni cosmetiche sono comprese tra 0,5% e 5%, con finalità antiossidante, fotoprotettiva e dermoprotettiva supportata soprattutto da dati in vitro e da studi cosmetologici sperimentali. Tintura madre omeopatica di Leontopodium alpinum Cass. Preparazione disponibile in ambito omeopatico classico a partire da pianta fresca o sommità fiorite secondo farmacopee omeopatiche nazionali. Le diluizioni più reperibili comprendono D1-D6, TM, 5CH, 7CH, 9CH e 30CH. Non sono disponibili evidenze cliniche controllate che ne confermino efficacia terapeutica specifica. La posologia varia secondo l’indirizzo omeopatico adottato.
  • WK Cho, Anti-Aging Effects of Leontopodium alpinum Callus Culture Extract through Transcriptome Profiling, Oxidative Stress Relief and Skin Barrier Improvement, 2020
  • L Daniela, Anti-Inflammatory Effects of Concentrated Ethanol Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. Callus Cultures towards Human Keratinocytes and Endothelial Cells, 2012
  • E Speroni, In Vivo Efficacy of Different Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. in Animal Models, 2006
  • Xianyao Meng, Effects and Mechanism of the Leontopodium alpinum Callus Culture Extract on Blue Light Damage in Human Foreskin Fibroblasts, 2023
  • NT Hanh, Leontopodium Species: Phytochemistry, Biosynthesis, Pharmacology and Applications, 2025
  • EM Mitoi, Bioactivity of Secondary Metabolites and Extracts from the Genus Leontopodium, 2025

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di STELLA ALPINA
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso tradizionale alpino ad azione antiossidante e dermoprotettiva con Leontopodium alpinum Cass., Camellia sinensis L. e Rosa canina L. Preparazione con 0,5-1 g di sommità fiorite essiccate di Leontopodium alpinum, 1,5 g di tè verde e 1 g di cinorrodi per 200 ml di acqua a 85-90 °C per 8-10 minuti. Assunzione consigliata una o due volte al giorno. L’associazione è basata su sinergia polifenolica e attività antiossidante documentata in vitro. Tisana fitocosmetica e lenitiva con Leontopodium alpinum Cass., Calendula officinalis L. e Malva sylvestris L. Preparazione con 1 g di Leontopodium alpinum, 1 g di fiori di calendula e 1 g di foglie o fiori di malva in 250 ml di acqua calda lasciata in infusione per 10 minuti. Utilizzabile una o due volte al giorno oppure come impacco cutaneo esterno. La formulazione si basa su attività lenitive e antinfiammatorie documentate per uso topico e dermatologico. Decotto leggero remineralizzante e tonico con Leontopodium alpinum Cass., Urtica dioica L. ed Equisetum arvense L. Preparazione con 0,5 g di Leontopodium alpinum, 1 g di ortica e 1 g di equiseto in 300 ml di acqua, facendo sobbollire per circa 5 minuti e lasciando riposare altri 10 minuti. Assunzione consigliata una volta al giorno per periodi limitati. L’associazione è utilizzata in ambito tradizionale montano e fitocosmetico per supporto cutaneo e trofismo annessiale. Formulazione erboristica per uso topico con Leontopodium alpinum Cass., Aloe vera Burm.f. e Hamamelis virginiana L. Preparazione semiliquida o gelificata contenente estratto glicolico di Leontopodium alpinum allo 0,5-1%, gel di Aloe vera al 20-30% ed estratto di Hamamelis virginiana al 5-10%. Applicazione una o due volte al giorno su cute irritata o esposta a stress ambientale. La combinazione è supportata da dati cosmetologici e farmacologici relativi alla protezione ossidativa e al mantenimento della barriera cutanea. Infuso aromatico balsamico di tradizione alpina con Leontopodium alpinum Cass., Thymus vulgaris L. e Althaea officinalis L. Preparazione con 0,5 g di Leontopodium alpinum, 1 g di timo e 1 g di altea per 250 ml di acqua in infusione per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente una o due volte al giorno per benessere delle vie respiratorie superiori. Le evidenze disponibili sono limitate prevalentemente a dati etnobotanici e preclinici. Preparazione nutraceutica antiossidante con estratto secco di Leontopodium alpinum Cass., Vitis vinifera L. e Vaccinium myrtillus L. Formulazione con estratto secco standardizzato di Leontopodium alpinum equivalente a 100-200 mg/die associato a proantocianidine da vinaccioli e antociani da mirtillo. Utilizzata in ambito dermonutraceutico e antiaging sulla base di evidenze sperimentali relative alla protezione ossidativa cellulare.
  • WK Cho, Anti-Aging Effects of Leontopodium alpinum Callus Culture Extract through Transcriptome Profiling, Oxidative Stress Relief and Skin Barrier Improvement, 2020
  • L Daniela, Anti-Inflammatory Effects of Concentrated Ethanol Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. Callus Cultures towards Human Keratinocytes and Endothelial Cells, 2012
  • E Speroni, In Vivo Efficacy of Different Extracts of Edelweiss Leontopodium alpinum Cass. in Animal Models, 2006
  • NT Hanh, Leontopodium Species: Phytochemistry, Biosynthesis, Pharmacology and Applications, 2025
  • EM Mitoi, Bioactivity of Secondary Metabolites and Extracts from the Genus Leontopodium, 2025
  • Monika Ganzera, Determination of Major Phenolic Compounds in Leontopodium alpinum Cass. by Capillary Electrophoresis, 2008

  • ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    NOTE VARIE E STORICHE...
    È una pianta endemia delle Alpi e dei Carpazi, tipica degli ambienti montani oltre i 1.800–3.000 metri di altitudine. Cresce su rocce calcaree e pendii scoscesi, spesso in condizioni climatiche estreme, il che le conferisce la caratteristica resistenza a freddo, vento e radiazioni UV. Significato culturale e simbolico L’edelweiss è considerato simbolo di purezza, coraggio e amore per la montagna. In passato, era raccolta dagli alpinisti come prova di coraggio, poiché cresceva in luoghi difficili da raggiungere. È il fiore nazionale di Austria e Svizzera, ed è spesso rappresentato in stemmi, medaglie e gioielli tradizionali. In alcune culture alpine, regalare un edelweiss significava dichiarare amore eterno o rispetto profondo. Curiosità botanica Il nome “Leontopodium” significa “zampa di leone”, riferendosi alla forma della pianta vellutata e lanuginosa che ricorda la zampa di un grande felino. La lanugine bianca e densa dei fiori serve a proteggere la pianta dai raggi UV e dalla disidratazione, rendendola particolarmente resistente agli ambienti alpini. Storia ed impieghi tradizionali Nella medicina popolare alpina, veniva utilizzata per lenire disturbi respiratori, problemi digestivi e affaticamento fisico, sfruttando tisane o infusi leggeri. Durante le guerre mondiali, i soldati alpini portavano con sé piccole parti della pianta come simbolo di resistenza e speranza. Oggi è apprezzata soprattutto per estratti cosmetici e fitoterapici, valorizzando le proprietà antiossidanti e protettive della pianta. Protezione e conservazione La pianta è protetta in molti Paesi europei; la raccolta in natura è vietata e regolamentata. Le coltivazioni autorizzate e le cellule di callo in laboratorio permettono di ottenere estratti senza impattare sull’ambiente naturale.


    Ricerche di articoli scientifici su Leontopodium alpinum Cass.

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