TOSSICITÀ:
RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: La tossicità dipende principalmente dalla concentrazione e dalla modalità d’uso dell’olio essenziale ricco in chetoni monoterpenici, inclusi derivati del tujone e della canfora. Alle dosi fitoterapiche tradizionali la pianta presenta generalmente tossicità limitata, mentre l’impiego concentrato dell’olio essenziale o dosaggi elevati può aumentare il rischio di neurotossicità, irritazione gastrointestinale e reazioni avverse correlate ai monoterpeni neuroattivi. I dati tossicologici diretti specifici sulla specie rimangono comunque limitati.
EFFICACIA: ? DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Artemisia abrotanum presenta principalmente dati etnobotanici, studi fitochimici, in vitro e limitati studi farmacologici sperimentali relativi soprattutto all’olio essenziale e ai composti aromatici. Non sono disponibili studi clinici controllati robusti o revisioni sistematiche specifiche sulla specie che confermino efficacia terapeutica clinicamente rilevante. Gli usi tradizionali come digestivo aromatico, carminativo e vermifugo risultano storicamente documentati ma non adeguatamente confermati da evidenze cliniche moderne.
PRINCÍPI ATTIVI
Oli essenziali: cineolo, canfora, borneolo, tujone, acetato di bornile, canfene, pinene, limonene, sabinene, mircene, terpineolo, cariofillene
Monoterpeni: cineolo, canfora, borneolo, pinene, limonene, sabinene, mircene, terpineolo, canfene
Sesquiterpeni: cariofillene, germacrene, bisabolene
Lattoni sesquiterpenici: absintina, anabsintina, matricina
Flavonoidi: quercetina, rutina, kaempferolo, luteolina, apigenina
Acidi fenolici: acido clorogenico, acido caffeico, acido rosmarinico
Composti amari: absintina, anabsintina
Cumarine: scopoletina, umbelliferone
Tannini: tannini condensati, tannini idrolizzabili
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo
Resine: resine aromatiche terpeniche
Poliacetileni: derivati poliacetilenici aromatici
Acidi organici: acido malico, acido succinico
Vitamine: vitamina C
Minerali: potassio, calcio, magnesio
DETTAGLI DI FITOTERAPIA
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti a confermare indicazioni terapeutiche validate per Artemisia abrotanum L. nell’uomo.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica e antifungina documentata in vitro principalmente per l’olio essenziale e le frazioni ricche in monoterpeni aromatici quali cineolo, canfora e borneolo. Gli studi mostrano attività verso diversi microrganismi batterici e fungini, ma senza conferme cliniche specifiche.
Attività antiossidante osservata in vitro in estratti ricchi in flavonoidi e composti fenolici. Le evidenze derivano prevalentemente da saggi biochimici sperimentali.
Attività antinfiammatoria sperimentale riportata in modelli in vitro e in alcuni studi farmacologici animali correlata ai composti terpenici e flavonoidici della specie. I dati disponibili risultano limitati e non standardizzati.
Attività digestiva aromatica, stomachica e carminativa supportata principalmente da uso fitoterapico tradizionale coerente con la presenza di composti amari ed oli essenziali aromatici. Mancano conferme cliniche moderne specifiche.
Attività vermifuga e antiparassitaria riportata nella tradizione erboristica e supportata solo parzialmente da dati sperimentali preliminari in vitro. Le evidenze cliniche risultano assenti.
Possibile attività repellente per insetti documentata da studi fitochimici e sperimentali sugli oli essenziali aromatici della specie.
Uso storico e nella tradizione
Artemisia abrotanum è stata tradizionalmente utilizzata nelle medicine popolari europee come digestivo aromatico, stomachico, carminativo e tonico amaro.
La specie è stata storicamente impiegata per disturbi gastrointestinali lievi, meteorismo e digestione lenta.
Nella tradizione etnobotanica europea sono documentati usi come vermifugo, antiparassitario e repellente per insetti.
Preparazioni aromatiche della pianta sono state utilizzate anche come coadiuvanti balsamici e nelle affezioni respiratorie lievi.
L’impiego esterno tradizionale comprende applicazioni aromatiche e frizioni erbali locali, ma senza validazione clinica moderna.
PROPRIETÀ E INDICAZIONI
(Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico)
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
++ ANTIMICOTICO ANTIFUNGINO (MICOSI)
++ ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
++ ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
+ ANTINFIAMMATORIO
+ REPELLENTE INSETTI
!! PARASSITI INTERNI (VERMI - NEMATODI)
!! PARASSITI INTESTINALI (PROTOZOI, GIARDIA, ECC.)
Uso storico e nella tradizione
++ AMARO TONICO
++ CARMINATIVO ANTIFERMENTATIVO
++ DIGESTIVO EUPEPTICO AROMATICO
++ DISPEPSIA O CATTIVA DIGESTIONE
++ METEORISMO FLATULENZA E FERMENTAZIONI INTESTINALI
+ ALITOSI
+ ALOPECIA O AREA E DEBOLEZZA DEI CAPELLI
+ ANTIELMINTICO E PARASSITI INTERNI
+ AROMATIZZANTE
+ COLAGOGO
+ COLERETICO
+ EMMENAGOGO
+ INSUFFICIENZA EPATOBILIARE E INTOSSICAZIONE DEL FEGATO
AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)L’olio essenziale di artemisia abrotanum può contenere quantità variabili di tujone e chetoni monoterpenici neuroattivi. Studi fitochimici e farmacologici indicano potenziale rischio neurotossico a dosaggi elevati o in caso di uso prolungato.
le composizioni chimiche dell’olio essenziale risultano altamente variabili in funzione di chemotipo, origine geografica e parte utilizzata della pianta; la standardizzazione farmacologica della specie risulta limitata. Evidenza fitochimica e farmacognostica.
possibili irritazioni gastrointestinali e nausea sono riportate nella pratica fitoterapica tradizionale soprattutto con preparazioni concentrate o ad alto contenuto di olio essenziale. Evidenza etnofarmacologica e osservazionale.
l’uso prolungato di preparazioni concentrate contenenti derivati del tujone richiede cautela per possibile accumulo neuroattivo teoricamente plausibile sulla base dei dati farmacologici relativi ai chetoni monoterpenici. Le evidenze cliniche specifiche sulla specie rimangono limitate.
l’impiego in gravidanza e allattamento non dispone di adeguati dati clinici specifici sulla sicurezza. La cautela deriva dalla plausibilità farmacologica correlata ai composti aromatici neuroattivi presenti nell’olio essenziale.
CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)Ipersensibilità documentata o allergia verso artemisia abrotanum o altre specie della famiglia asteraceae con possibili reazioni allergiche crociate riportate nella pratica fitoterapica e farmacologica.
controindicazione all’uso dell’olio essenziale concentrato in soggetti con anamnesi di disturbi convulsivi o epilessia per la presenza di composti monoterpenici neuroattivi inclusi derivati del tujone e della canfora.
INCOMPATIBILITÀ
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)| Alcol e preparazioni alcoliche ad alta gradazione |
| Anticonvulsivanti |
| Antiepilettici |
| Barbiturici |
| Benzodiazepine |
| Depressivi del snc |
| Epatotossici |
| Farmaci epatometabolizzati (cyp450) |
| Farmaci metabolizzati dal cyp2c9 |
| Farmaci metabolizzati dal cyp3a4 |
| Inibitori del cyp |
| Miorilassanti |
| Neurolettici |
| Neurotossici |
| Oli essenziali ad alto contenuto di chetoni o fenoli |
| Oli essenziali contenenti tujone (assenzio, salvia) |
| Psicofarmaci |
| Psicotropi |
| Sedativi del snc |
| Stimolanti del snc |
| Tintura di assenzio |
| Tinture alcooliche |
ORGANI UMANI COINVOLTI DALL'AZIONE FITOTERAPICA
| APPARATO DIGERENTE |
| BOCCA |
| CAVO ORO-FARINGEO |
| CELLULE |
| CERVELLO E CORTECCIA CEREBRALE |
| CISTIFELLEA E VIE BILIARI |
| CUOIO CAPELLUTO |
| CUORE |
| DENTI |
| FEGATO |
| FEGATO E VIE BILIARI |
| INTESTINO |
| ORGANI DIGESTIVI |
| ORGANI E-O TESSUTI DI VARI DISTRETTI CORPOREI |
| ORGANI EMUNTORI |
| ORGANI GUSTATIVI |
| POLMONI |
| RENI |
| SISTEMA CIRCOLATORIO |
| SISTEMA IMMUNITARIO |
| SISTEMA NERVOSO CENTRALE O SNC |
| SISTEMA NERVOSO ENTERICO |
| STOMACO |
| TESSUTO CUTANEO |
| UTERO |
| UTERO E OVAIE |
ESTRATTI
(Estratti standardizzati, integratori e omeopatici basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)Estratti di Artemisia Abrotanum L. (ABROTANO)
Estratto secco idroalcolico di Artemisia abrotanum L.
Preparazione ottenuta dalle parti aeree fiorite o dalle foglie mediante estrazione idroalcolica. Utilizzata tradizionalmente come amaro aromatico, digestivo e carminativo. Non risultano standardizzazioni farmacopoeiche universalmente accettate specifiche per la specie. I preparati fitoterapici disponibili riportano generalmente rapporti droga/estratto compresi fra 4:1 e 8:1.
Le dosi tradizionalmente utilizzate negli integratori risultano generalmente comprese fra 200 mg e 800 mg/die suddivisi in due somministrazioni.
Tintura madre di Artemisia abrotanum L.
Preparazione idroalcolica ottenuta da pianta fresca o essiccata, impiegata soprattutto nella tradizione fitoterapica europea come stomachico aromatico e coadiuvante digestivo.
Le posologie tradizionali riportate nelle preparazioni commerciali risultano generalmente comprese fra 10 e 30 gocce diluite in acqua fino a tre volte al giorno.
La composizione fitochimica può risultare variabile in funzione del chemotipo e del contenuto di olio essenziale.
Estratto fluido
Preparazione concentrata idroalcolica ottenuta dalle sommità aeree.
L’impiego tradizionale riguarda soprattutto formulazioni digestive e aromatiche.
Le dosi tradizionali documentate risultano generalmente comprese fra 0,5 ml e 2 ml al giorno suddivisi in più assunzioni.
Olio essenziale di Artemisia abrotanum L.
Ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle parti aeree.
Contiene principalmente cineolo, canfora, borneolo e derivati del tujone con notevole variabilità fitochimica.
Non esistono standardizzazioni terapeutiche clinicamente validate per il contenuto ottimale dei principi attivi.
L’uso fitoterapico orale dell’olio essenziale risulta limitato dalla potenziale neurotossicità dei chetoni monoterpenici; le preparazioni aromatiche impiegano quantità molto basse e controllate.
Capsule o compresse fitoterapiche
Preparazioni contenenti polvere micronizzata o estratto secco di Artemisia abrotanum.
Utilizzate soprattutto come coadiuvanti digestivi aromatici.
I dosaggi presenti nei prodotti commerciali risultano generalmente compresi fra 250 mg e 500 mg per unità posologica.
Preparazioni omeopatiche
Sono documentate preparazioni omeopatiche di Artemisia abrotanum generalmente ottenute dalla pianta fresca.
Le diluizioni maggiormente riportate comprendono D3-D12 e CH4-CH30.
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste specifiche che confermino efficacia terapeutica delle preparazioni omeopatiche della specie.
TISANE
(Tisane, composizioni e preparazioni basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)Infuso digestivo aromatico tradizionale
Preparare un infuso con 1 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Foeniculum vulgare e 1 g di Melissa officinalis in 200 ml di acqua calda per circa 8-10 minuti. Assumere dopo i pasti principali come preparazione tradizionalmente impiegata per dispepsia, fermentazioni intestinali e digestione lenta.
Tisana amaro-tonica stomachica
Utilizzare 0,5 g di Artemisia abrotanum associati a 1 g di Matricaria chamomilla e 0,5 g di Mentha × piperita in 200 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per circa 10 minuti. Assumere una volta al giorno prima del pasto principale come preparazione aromatica digestiva.
Infuso carminativo e antiflatulento
Preparare una miscela con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Pimpinella anisum e 1 g di Carum carvi in 250 ml di acqua calda. Filtrare dopo 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per meteorismo e tensione addominale.
Formulazione epatobiliare tradizionale
Preparare un infuso con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Cynara scolymus e 1 g di Taraxacum officinale in 250 ml di acqua calda. Assumere dopo filtrazione una volta al giorno dopo il pasto principale. Impiego tradizionale come supporto digestivo amaro e coleretico.
Infuso aromatico balsamico
Preparare un infuso con 0,5 g di Artemisia abrotanum, 1 g di Thymus vulgaris e 1 g di Althaea officinalis in 200 ml di acqua calda. Lasciare riposare per circa 10 minuti e assumere tiepido. Preparazione tradizionalmente utilizzata nelle affezioni respiratorie lievi e nelle irritazioni delle vie aeree superiori.
Preparazione tricologica tradizionale per uso esterno
Preparare un decotto leggero con 2 g di Artemisia abrotanum e 2 g di Rosmarinus officinalis in 250 ml di acqua per circa 5 minuti. Dopo raffreddamento utilizzare per frizioni locali del cuoio capelluto nella tradizione erboristica cosmetica.
ANNOTAZIONI E RICERCHE
NOTE VARIE E STORICHE
Storia e Folclore
Erba dei Proverbi: Nel linguaggio vittoriano dei fiori, l'Abrotano simboleggiava la "assenza" o il "costante rimpianto". Era usato in mazzietti per esprimere un sentimento di amarezza in amore.
Protettore Misterioso: Nel Medioevo, era considerata una potente erba magica. Si credeva che, coltivata in giardino o appesa sopra la porta di casa, tenesse lontani gli spiriti maligni e proteggesse dal malocchio.
Elisir di Lunga Vita: Gli antichi erboristi lo chiamavano "erba vita" per le sue presunte proprietà ringiovanenti. Un bagno preparato con il suo decotto era ritenuto in grado di preservare la giovinezza.
Rimedio Universale: Nel XVII secolo, il famoso erborista Nicholas Culpeper lo raccomandava per una vastissima gamma di disturbi, dalla caduta dei capelli alla prevenzione della peste, fino all'espulsione dei vermi intestinali.
Curiosità e Usi Insoliti
Repellente Naturale: L'aroma intenso e canforato non è gradito alle tarme. I suoi rametti essiccati erano tradizionalmente messi negli armadi per proteggere la lana, un uso molto più comune e sicuro di quello medicinale interno.
Spezia Controversa: In alcune regioni d'Europa, le giovani foglie venivano usate in piccolissime quantità per aromatizzare dolci, budini e salse, sfruttando il suo retrogusto di limone e vaniglia. Questa pratica è oggi sconsigliata a causa della tossicità potenziale in caso di dosaggio errato.
Un Nome che Inganna: Il nome comune "Erba Limona" può trarre in inganno, poiché l'aroma è un complesso misto di limone, canfora e resina, non un semplice profumo di agrumi.
Pianta della Discordia Botanica: La sua classificazione e la distinzione tra le varie specie di Artemisia è stata a lungo fonte di confusione tra botanici e erboristi, a causa della sua grande variabilità morfologica.