PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...| Cannabis sativa L. subsp. indica può essere considerata una pianta mellifera, poiché i fiori producono polline e nettare che le api possono raccogliere. Tuttavia, nella pratica, la resa in nettare è generalmente bassa rispetto a piante come trifoglio o acacia, quindi il miele di cannabis è piuttosto raro.
Le caratteristiche del miele di Cannabis sativa subsp. indica sono le seguenti:
Colore: da ambra chiaro a dorato scuro, talvolta con sfumature verdognole se derivato da raccolti intensi di fiori freschi.
Sapore: dolce con un retrogusto erbaceo, leggermente speziato, e note che ricordano foglie e fiori di cannabis; il sapore può risultare più intenso se il miele è concentrato.
Aroma: aromatico e vegetale, con sentori terrosi, erbacei e resinose, tipici della pianta; può avere lievi note floreali.
Consistenza: generalmente fluido, con cristallizzazione lenta, media, fine e uniforme.
Proprietà nutrizionali: zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), minerali, piccole quantità di cannabinoidi in tracce (non psicoattive nella maggior parte dei casi), e composti fenolici con attività antiossidante.
Usi tradizionali: apprezzato come miele aromatico, dolcificante naturale e in tisane o preparazioni gourmet, soprattutto per il suo sapore caratteristico. |
USO ALIMENTARE...| L’uso culinario di Cannabis sativa L. subsp. indica, se considerato in modo corretto, sicuro e conforme alle normative, è limitato e ben distinto tra parti non psicoattive e preparazioni tradizionali o controllate. Di seguito una sintesi chiara e scientificamente corretta.
Uso culinario ammesso e sicuro
Semi di cannabis
È l’unico uso culinario universalmente accettato e legale.
Consumati interi, decorticati o macinati
Utilizzati in:
pane, prodotti da forno, barrette
insalate e piatti freddi
bevande vegetali
Privi di cannabinoidi psicoattivi
Elevato valore nutrizionale:
proteine ad alto valore biologico
acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 in rapporto fisiologico
vitamine e minerali
Olio alimentare di semi
Estratto a freddo dai semi
Uso:
condimento a crudo
ingrediente nutrizionale
Non adatto alla cottura ad alte temperature
Nessun effetto psicotropo
Uso culinario tradizionale o storico (non standardizzato)
Foglie e infiorescenze
Storicamente impiegate in alcune culture asiatiche e medio-orientali:
come spezia
in preparazioni dolci o bevande rituali
Questi usi:
non rientrano nella cucina comune moderna
non sono standardizzati
possono comportare effetti farmacologici
Oggi non considerati uso culinario propriamente detto, ma etnobotanico o rituale
Uso culinario moderno con limitazioni
Preparazioni alimentari con estratti
Esistono prodotti alimentari contenenti cannabinoidi solo:
in contesti regolamentati
con dosaggi controllati
Classificati come:
alimenti funzionali regolamentati
oppure prodotti medicali
Non rientrano nella cucina domestica tradizionale |
Vedi anche Ricette con erbe officinali e
Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU LA CANAPA...
| LA CANAPA
Il seme di canapa è l'alimento vegetale con il più alto valore nutrizionale.In primo luogo ha un contenuto di proteine pari al 20-25 % : l'elevato contenuto di edestina, insieme con l'altra proteina globulare, l'albumina, fa in modo che tali proteine contengano tutti e nove gli amminoacidi essenziali in una combinazione proteica unica in tutto il mondo vegetale; fornendo così al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline: anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili.
Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata costituita, per il 70-75%, da una miscela di acidi grassi polinsaturi quali l'acido linoleico, l'acido linolenico ed il gammalinolenico (insostituibile, quest'ultimo, nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l'attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi).Secondo il medico nutrizionista Udo Erasmus - una vera autorità internazionale nel campo dei grassi e degli oli alimentari - quello di canapa è l'olio vegetale più bilanciato, grazie all'elevato contenuto ed al rapporto ottimale dei due acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6.Di grande rilievo anche il tenore dei carboidrati che gli conferiscono un valore energetico elevato (516 Kcal per 100 g).
Buona è anche la percentuale di fibra grezza e di sali minerali, tra cui prevalgono il ferro ed il fosforo.
Considerevole anche la dotazione di vitamine A,E,PP,C, e del gruppo B, con l'esclusione della B 12.
[Tratto da: Fattidicanapa http://www.fattidicanapa.it/derivati/olio%20di%20canapa.htm] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Origine del nome “indica”
Il termine indica deriva dall’India, area in cui piante di cannabis con effetto psicoattivo marcato erano note e utilizzate già in epoca vedica. Lamarck fu tra i primi botanici europei a distinguere queste forme per la loro maggiore produzione di resina rispetto alle popolazioni europee.
La Cannabis sativa e la Cannabis sativa ssp. Indica sono piante simili sia nella botanica che nella azione farmacologica, sebbene vi siano differenze chimiche nei relativi principi attivi. In definitiva, anche se entrambe vengono utilizzate a scopo voluttuario, pare che la Cannabis sativa ssp. Indica abbia effetti stupefacenti molto più decisi della Cannabis sativa L. nostrana.
Dal punto di vista botanico vengono considerate due varietà della stessa specie e, da alcuni autori, invece, una specie collettiva con due specie elementari. A complicare ulteriormente la sistematica e la farmacologia di questo genere ci pensa infine la Cannabis sativa ssp. sativa chiamata comunemente anch'essa Marijuana, Mary Jane, Grass, Hashish, Hemp, Pot.
La suddivisione tra indica e sativa è oggi considerata in gran parte storico-culturale. Le moderne analisi genetiche mostrano che la differenziazione reale è più legata a chemotipi (profilo dei cannabinoidi e terpeni) che a vere sottospecie botaniche.
Pianta sacra e medicinale nell’India antica
Nella tradizione induista la cannabis era associata al dio Shiva. Preparazioni a base di cannabis venivano usate in contesti rituali, ascetici e terapeutici, considerate capaci di favorire introspezione, resistenza alla fatica e distacco dal dolore.
Presenza nelle prime farmacopee occidentali
Nel XIX secolo estratti di Cannabis indica comparivano nelle farmacopee europee e nordamericane come sedativi, analgesici e antispastici. Medici come William O’Shaughnessy ne introdussero l’uso in Occidente dopo osservazioni cliniche in India.
Problemi di standardizzazione storica
Uno dei motivi dell’abbandono medico della cannabis tra fine Ottocento e inizio Novecento fu la forte variabilità di efficacia, dovuta a:
differenze tra piante
degradazione dei principi attivi
assenza di dosaggi standard
Questo problema è stato risolto solo in epoca recente con estratti standardizzati e molecole isolate.
Resina come criterio distintivo
Tradizionalmente, le forme “indica” erano riconosciute per:
crescita più compatta
foglie più larghe
maggiore produzione di resina
Queste caratteristiche le rendevano preferite per preparazioni medicinali e rituali.
Ruolo nella scoperta del sistema endocannabinoide
Lo studio dei fitocannabinoidi presenti soprattutto nelle forme tradizionalmente chiamate indica ha portato, nel XX secolo, alla scoperta del sistema endocannabinoide umano, uno dei contributi più rilevanti della cannabis alla biologia moderna.
Curiosità tassonomica
Secondo la classificazione di Small & Cronquist, indica è formalmente una sottospecie di Cannabis sativa. Tuttavia, questa classificazione non è universalmente accettata e coesiste con modelli alternativi (una sola specie, due o tre specie).
Uso medico più antico della scrittura moderna
Tracce di uso terapeutico della cannabis in Asia centrale e meridionale precedono molte delle prime testimonianze scritte di altre piante officinali, rendendola una delle piante medicinali più antiche conosciute dall’uomo.
Simbolo di conflitto tra medicina e politica
Poche piante come la cannabis incarnano il conflitto tra:
uso medico tradizionale
evidenze scientifiche moderne
regolamentazione legale
Questo ha rallentato la ricerca per decenni, creando un caso unico nella storia della farmacologia vegetale. |
Ricerche di articoli scientifici su Cannabis sativa L. subsp. indica (Lam.) E. Small & Cronquist
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