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    Scheda completa della pianta medicinale

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QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 14-05-2026

TAMARINDO
Tamarindus indica L.

Medaglia d'argento

TOSSICITÀ BASSISSIMA


EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE


 !! 


LEGGERE LA SCHEDA IN TUTTE LE SUE SEZIONI PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE SULLE PRECAUZIONI D'USO


CLASSIFICAZIONE BOTANICA...
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Viridiplantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Spermatophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superrosidae
Clade Rosidae
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Detarioideae
Tribù Amherstieae
Genere Tamarindus
Specie Tamarindus indica

Famiglia: Fabaceae

SINONIMI DEL NOME VOLGARE...
Tamar hendi, Rogò, Amilka, Ho wang tsi, Palxuchuc, Tamarind tree, Tamarinier, Tamarindebaum

SINONIMI DEL NOME BOTANICO...
Cavaraea Elegans Speg., Tamarindus Erythraeus Mattei, Tamarindus Indica Var. Emarginata Chiov., Tamarindus Indica Var. Occidentalis (Gaertn.) Taub., 1894, Tamarindus Occidentalis Gaertn., Tamarindus Officinalis Hook., Tamarindus Somalensis Mattei, Tamarindus Umbrosa Salisb.

DESCRIZIONE BOTANICA...
ALBERO SEMPREVERDE A CRESCITA LENTA, ALTO FINO A 25 METRI, CON AMPIA CHIOMA E TRONCO ROBUSTO. LE FOGLIE SONO PARIPENNATE, ALTERNE, CON 10-18 FOGLIOLINE OPPOSTE, ELLITTICHE-OBLUNGHE, DI COLORE VERDE CHIARO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, IRREGOLARI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ASCELLARI, DI COLORE GIALLO CON VENATURE ROSSE O ARANCIONI. IL CALICE HA QUATTRO SEPALI LANCEOLATI, LA COROLLA TRE PETALI SUPERIORI E DUE RIDOTTI O ASSENTI. GLI STAMI SONO TRE FERTILI E QUATTRO STAMINODI. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CHE MATURA IN UN LEGUME INDEISCENTE, ALLUNGATO, CURVO, CON GUSCIO FRAGILE E POLPA ACIDULA E APPICCICOSA CHE CIRCONDA I SEMI BRUNO-LUCIDI E APPIATTITI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA-ESTATE E I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA SUCCESSIVA.

FIORITURA O ANTESI...
PRIMAVERA-ESTATE (APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO), CON PICCOLI FIORI GIALLI-ARANCIO STRIATI DI ROSSO-BRUNO, RIUNITI IN RACEMI PENDULI

COLORI OSSERVATI NEI FIORI

________ BIANCO
________ FUCHSIA
________ FUCHSIA CHIARO
________ GIALLO CHIARISSIMO
________ GIALLO MARRONE

HABITAT...
Predilige habitat di boschi aperti, savane e boscaglie a bassa altitudine, spesso associato a termitai. Cresce bene in aree semi-aride e praterie alberate, ma si può trovare anche lungo corsi d'acqua. Non penetra nelle foreste pluviali. È adattato a un'ampia gamma di condizioni climatiche e di suolo, ma preferisce suoli alluvionali profondi e ben drenati. Tolera la siccità e il vento, compresa l'aria salmastra delle zone costiere e i climi monsonici con una stagione secca distinta. La sua distribuzione attuale è ampiamente tropicale e subtropicale, originario probabilmente dell'Africa tropicale, ma coltivato e naturalizzato in molte parti dell'Asia e delle Americhe. Si trova fino a 1500 metri di altitudine e predilige temperature medie annue tra 20 e 33°C e precipitazioni annue tra 350 e 2700 mm.

DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE
© OpenStreetMap contributors, © OpenMapTiles, GBIF (CC BY-SA 2.0)

ANNUNCIO PUBBLICITARIO



PERIODO BALSAMICO...
I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA (DA FEBBRAIO AD APRILE NELLE ZONE TROPICALI), QUANDO LA POLPA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI

DROGA UTILIZZATA...
(Parti ricche in principi attivi)
POLPA DEI FRUTTI ESSICCATA (TAMARINDORUM FRUCTUS), RICCA DI ACIDI ORGANICI (ACIDO TARTARICO, MALICO), PECTINE E MUCILLAGINI, UTILIZZATA COME LASSATIVO E ANTIOSSIDANTE

AROMI DELLA DROGA...
DOLCE-FRUTTATO CON NOTE DI MELASSA E LIEVE ACIDITÀ, DOVUTO AGLI ACIDI ORGANICI E COMPOSTI VOLATILI

SAPORI DELLA DROGA...
DOLCE-ACIDULO INTENSO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CARATTERISTICO DELL'ACIDO TARTARICO E DEGLI ZUCCHERI NATURALI

TOSSICITÀ:
BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla polpa alimentare e sugli estratti comunemente utilizzati indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionali e nutraceutiche. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e comprendono disturbi gastrointestinali osmotici o lassativi in caso di assunzione elevata. Non risultano evidenze di tossicità sistemica significativa nell’uso corretto della specie.

EFFICACIA:
DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici limitati e revisioni su specifici preparati di Tamarindus indica L., soprattutto relativi a effetti lassativi, ipolipidemizzanti, antiossidanti e metabolici della polpa e degli estratti dei semi, ma le evidenze cliniche risultano eterogenee, spesso preliminari e non sufficienti per confermare un’attività terapeutica generale dell’intera specie. Esistono inoltre numerosi dati in vivo e in vitro coerenti con l’uso fitoterapico tradizionale.

PRINCÍPI ATTIVI...
Acidi Organici: acido tartarico, acido malico, acido citrico, acido succinico, acido acetico, acido ossalico Carboidrati E Polisaccaridi: pectine, arabinogalattani, xilani, glucani, cellulosa, emicellulose, arabinosio, xilosio, glucosio, fruttosio Polifenoli: procianidine, epicatechina, catechina, acido gallico, acido protocatecuico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido clorogenico, tannini condensati Flavonoidi: orientina, isoorientina, vitexina, isovitexina, luteolina, apigenina, quercetina, rutina, naringenina, kaempferolo Tannini: tannino catechico, tannini idrolizzabili, tannini condensati, gallotannini Minerali E Oligoelementi: potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, sodio, zinco, rame, manganese Aminoacidi: lisina, leucina, valina, fenilalanina, treonina, isoleucina, metionina, triptofano Lipidi E Acidi Grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico, acido arachidico Vitamine: vitamina C acido ascorbico, vitamina A carotenoidi, vitamina B1 tiamina, vitamina B2 riboflavina, vitamina B3 niacina Terpeni E Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo, limonene, geraniolo Pigmenti E Carotenoidi: beta-carotene, luteina, zeaxantina Saponine: saponine triterpeniche Alcaloidi: hordenina in tracce, composti azotati minori Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi acidi Proteine Bioattive: inibitori enzimatici proteici, albumine vegetali, globuline

Bibliografia
  • G. E. Trease, W. C. Evans, Pharmacognosy, 2009
  • Monica H. M. Razali, Tamarindus indica L.: Phytochemical Composition and Therapeutic Effects, 2020
  • S. De Caluwé, K. Halamová, P. Van Damme, Tamarindus indica L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2010
  • Muhammad H. Rahman, Tamarindus indica: Biology, Phytochemistry and Pharmacological Activities, 2018
  • Mohamed A. Abd El-Salam, Phytochemical Constituents and Biological Activities of Tamarindus indica, 2019
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • J. Bruneton, Pharmacognosie Phytochimie Plantes Médicinales, 2009
  • Chukwuma E. Okello, Nutritional and Medicinal Properties of Tamarindus indica Fruit Pulp, 2021
  • A. Kuru, Polyphenolic Profile and Antioxidant Activity of Tamarindus indica Extracts, 2016
  • H. Komutarin, Tamarind Seed Extract Exhibits Antioxidant Activity, 2004

  • PROPRIETÀ E INDICAZIONI (NOTE IMPORTANTI)

    Confermate da studi scientifici e clinici Sono disponibili evidenze cliniche controllate limitate ma coerenti riguardanti l’effetto lassativo osmotico della polpa di Tamarindus indica L., soprattutto in formulazioni alimentari o fitoterapiche ad alto contenuto di acidi organici e fibre. Gli studi clinici disponibili mostrano aumento della motilità intestinale e miglioramento della stipsi lieve occasionale. Alcuni studi clinici preliminari e studi osservazionali hanno riportato effetti ipoglicemizzanti moderati e miglioramento di parametri metabolici in soggetti con alterazioni glicemiche o sindrome metabolica; tuttavia i dati risultano eterogenei e non sufficienti per una conferma terapeutica generalizzata. Sono presenti studi clinici limitati riguardanti la riduzione di alcuni parametri lipidici plasmatici mediante preparazioni alimentari o estratti della polpa e dei semi, ma le evidenze rimangono preliminari e dipendenti dalla formulazione utilizzata. Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antiossidante documentata in numerosi studi in vitro e in vivo animale, attribuita principalmente a polifenoli, flavonoidi e procianidine presenti nella polpa e nei semi. Attività antinfiammatoria osservata in modelli animali e cellulari con riduzione di mediatori proinfiammatori e stress ossidativo; le evidenze cliniche dirette risultano insufficienti. Attività epatoprotettiva documentata in modelli animali sperimentali di tossicità epatica e steatosi, con effetti associati a riduzione della perossidazione lipidica e modulazione enzimatica. Attività antimicrobica e antibatterica evidenziata in vitro contro differenti ceppi batterici e fungini, prevalentemente mediante estratti dei semi, delle foglie e della corteccia; non esistono conferme cliniche terapeutiche. Attività gastroprotettiva e modulatrice della secrezione gastrica osservata in modelli animali sperimentali; i dati clinici risultano insufficienti. Attività immunomodulante e modulatrice dello stress ossidativo descritta in modelli sperimentali animali e cellulari, ma priva di validazione clinica conclusiva. Attività ipolipidemizzante e antiaterogena supportata da studi animali e osservazioni nutrizionali coerenti con il contenuto in fibre e polifenoli. Attività analgesica e antinocicettiva dimostrata in modelli animali con estratti della corteccia e delle foglie; mancano conferme cliniche. Attività cicatrizzante e dermoprotettiva osservata in studi sperimentali topici su modelli animali e cellulari. Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come lassativo alimentare e digestivo nelle medicine tradizionali africane, asiatiche e ayurvediche. Impiego etnobotanico nella gestione empirica di febbre, disturbi biliari, disturbi epatici e disordini gastrointestinali. Uso tradizionale della polpa come bevanda rinfrescante e rimineralizzante in condizioni di calore e disidratazione. Impiego tradizionale topico della corteccia e delle foglie per irritazioni cutanee, ferite e infiammazioni locali. Utilizzo popolare come coadiuvante nutrizionale in stati di affaticamento e convalescenza.


    Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.

    Confermate da studi scientifici e clinici

    ookLASSATIVO PURGANTE BLANDO
    ookSTITICHEZZA O STIPSI
    !!IPOGLICEMIZZANTE E MODULANTE GLICEMIA
    !!IPOLIPIDEMIZZANTE (IPERCOLESTEROLEMIA, IPERTRIGLICERIDEMIA, IPERLIPIDEMIA)
    !!MODULATORE METABOLISMO LIPIDICO E GLICEMICO

    Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata

    +++ANTIOSSIDANTE (PER STRESS OSSIDATIVO)
    ++ANTINFIAMMATORIO
    ++EPATOPROTETTORE ANTIEPATOTOSSICO DEL FEGATO
    ++GASTROPROTETTORE
    ++INFIAMMAZIONI E IRRITAZIONI INTESTINALI
    +ANTIMICROBICO ANTIBATTERICO ANTISETTICO
    +ANTIMUTAGENICO ANTIPROLIFERATIVO

    Uso storico e nella tradizione

    ?DEPURATIVO DRENANTE
    ?DIURETICO (OLIGURIA O RITENZIONE IDRICA)
    +++BEVANDA GRADEVOLE
    +++DISSETANTE
    ++AROMATIZZANTE
    ++LASSATIVO PURGANTE OSMOTICO ZUCCHERINO
    +DIGESTIVO EUPEPTICO STOMACHICO

    Bibliografia (proprietà e indicazioni)
  • S. De Caluwé, K. Halamová, P. Van Damme, Tamarindus indica L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2010
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
  • G. E. Trease, W. C. Evans, Pharmacognosy, 2009
  • J. Bruneton, Pharmacognosie Phytochimie Plantes Médicinales, 2009
  • Muhammad H. Rahman, Tamarindus indica: Biology, Phytochemistry and Pharmacological Activities, 2018
  • Monica H. M. Razali, Tamarindus indica L.: Phytochemical Composition and Therapeutic Effects, 2020
  • M. A. Abd El-Salam, Phytochemical Constituents and Biological Activities of Tamarindus indica, 2019
  • H. Komutarin, Tamarind Seed Extract Exhibits Antioxidant Activity, 2004
  • A. Kuru, Polyphenolic Profile and Antioxidant Activity of Tamarindus indica Extracts, 2016
  • Chukwuma E. Okello, Nutritional and Medicinal Properties of Tamarindus indica Fruit Pulp, 2021


  • AVVERTENZE (Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)

    L’ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI RICHIEDE CAUTELA POICHÉ STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E ALCUNI DATI CLINICI PRELIMINARI INDICANO POSSIBILI EFFETTI ADDITIVI SULLA RIDUZIONE DELLA GLICEMIA. L’ASSOCIAZIONE CON ACIDO ACETILSALICILICO E ALTRI FARMACI AD ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE RAPIDO RICHIEDE PRUDENZA. STUDI FARMACOCINETICI SPERIMENTALI HANNO SUGGERITO UN POSSIBILE AUMENTO DELLA BIODISPONIBILITÀ DI ALCUNI FARMACI IN PRESENZA DI TAMARINDO, PROBABILMENTE CORRELATO AGLI ACIDI ORGANICI E ALL’EFFETTO SUL TRANSITO INTESTINALE. L’USO PROLUNGATO DI ELEVATE QUANTITÀ DELLA POLPA PUÒ FAVORIRE DISTURBI GASTROINTESTINALI OSMOTICI, DIARREA, METEORISMO O DISCOMFORT ADDOMINALE. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI NUTRIZIONALI E FARMACOLOGICHE COERENTI CON LA COMPOSIZIONE RICCA IN ACIDI ORGANICI E FIBRE FERMENTESCIBILI. I DATI RELATIVI A GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ESTRATTI CONCENTRATI O PREPARAZIONI FITOTERAPICHE STANDARDIZZATE RISULTANO INSUFFICIENTI; LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE IL CONSUMO ALIMENTARE TRADIZIONALE. LE PREPARAZIONI COMMERCIALI POSSONO PRESENTARE VARIABILITÀ QUALITATIVA SIGNIFICATIVA; SONO DOCUMENTATI CASI DI CONTAMINAZIONE DA METALLI PESANTI O CONTAMINANTI MICROBIOLOGICI IN PRODOTTI NUTRACEUTICI NON ADEGUATAMENTE CONTROLLATI. L’EVIDENZA DERIVA DA ANALISI DI SICUREZZA ALIMENTARE E CONTROLLI DI QUALITÀ SU PRODOTTI VEGETALI IMPORTATI.

    CONTROINDICAZIONI (Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)

    IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A TAMARINDUS INDICA L. O AI SUOI DERIVATI ALIMENTARI RAPPRESENTA UNA CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE RARE MA DESCRITTE NELLA LETTERATURA MEDICA E NUTRIZIONALE. L’USO DI PREPARAZIONI AD ALTA CONCENTRAZIONE CON EFFETTO LASSATIVO È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI DIARREA ATTIVA, SINDROMI DISSENTERICHE O PATOLOGIE INTESTINALI OSTRUTTIVE, SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’ELEVATO CONTENUTO DI ACIDI ORGANICI E COMPONENTI OSMOTICHE DELLA POLPA.


    INCOMPATIBILITÀ...
    (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
    ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
    ANTICOAGULANTI
    ASPIRINA
    ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI
    FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
    INSULINA
    IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
    LASSATIVI FORTI O PURGANTI
    LASSATIVI OSMOTICI

    ORGANI UMANI...

    ESTRATTI...
    Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di TAMARINDO
    basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Estratto secco del frutto titolato in polifenoli totali espresso come acido gallico o procianidine. Gli estratti utilizzati negli studi metabolici e antiossidanti sono generalmente standardizzati al 20-40% di polifenoli totali. Posologia abituale negli integratori: 300-1000 mg al giorno suddivisi in una o due assunzioni. Negli studi clinici sul metabolismo lipidico sono stati impiegati preparati equivalenti a circa 15-20 g di polpa al giorno oppure bevande concentrate con apporto polifenolico standardizzato. Estratto acquoso della polpa del frutto. Utilizzato soprattutto per attività lassativa osmotica blanda e modulazione digestiva. Le preparazioni concentrate commerciali corrispondono generalmente a rapporti estrattivi 4:1 o 10:1. Posologia tradizionale e integrativa equivalente a 5-20 g di polpa essiccata al giorno, modulata secondo tollerabilità intestinale. Estratto idroalcolico delle foglie titolato in flavonoidi e composti fenolici. Impiegato prevalentemente in formulazioni sperimentali ad attività antinfiammatoria, epatoprotettiva e antiossidante. Gli studi preclinici utilizzano estratti standardizzati variabili senza consenso internazionale sul titolo minimo efficace. Nei prodotti nutraceutici la posologia abituale varia tra 250 e 800 mg al giorno. Estratto dei semi di Tamarindus indica standardizzato in polisaccaridi o procianidine oligomeriche. Utilizzato soprattutto in integratori articolari e antiossidanti. Alcuni preparati commerciali impiegano estratti concentrati 5:1 o 10:1 con titolazioni in procianidine comprese tra il 30% e il 60%. Posologia usuale negli integratori: 100-500 mg al giorno. Polvere micronizzata della polpa del frutto. Utilizzata come integratore alimentare e nutraceutico per supporto digestivo e metabolico. Dosaggi comunemente impiegati: 2-10 g al giorno in capsule o bustine. Sciroppi concentrati di Tamarindus indica. Utilizzati soprattutto come coadiuvanti della regolarità intestinale e nelle preparazioni digestive. Il contenuto in polpa varia considerevolmente; le dosi tradizionali corrispondono generalmente a 10-30 mL al giorno. Succhi concentrati standardizzati o bevande nutraceutiche a base di polpa di tamarindo. Nei protocolli clinici sperimentali sul metabolismo lipidico sono stati utilizzati apporti quotidiani di circa 600 mL di bevanda contenente polpa standardizzata. Preparazioni omeopatiche di Tamarindus indica. Disponibili principalmente in diluizioni dalla D3 alla D30 o equivalenti centesimali. L’impiego è limitato all’ambito omeopatico tradizionale e non supportato da evidenze cliniche specifiche di efficacia fitoterapica.
  • Asgary S., Kelishadi R., Rafieian-Kopaei M., Najafi S., Najafi M., Sahebkar A., Evaluation on the Effects of Tamarindus indica L. Fruit on Metabolic Syndrome and Lipid Profile, 2020
  • Iskandar I., Harahap Y., Batubara I., Six-Month Chronic Toxicity Study of Tamarind Pulp Tamarindus indica L. Water Extract, 2017
  • Sookying S., Phisalprapa P., Botanical Aspects, Phytochemicals, and Toxicity of Tamarindus indica L., 2022
  • Kiyimba T., Effect of Tamarind Tamarindus indica L. on the Lipid Profile in Adults with Hypertriglyceridemia, 2025
  • Sundaram M.S., Hemshekhar M., Santhosh M.S., Tamarind Seed Extract Ameliorates Adjuvant-Induced Arthritis via Regulating Matrix Metalloproteinases, Reactive Oxygen Species, and Proinflammatory Cytokines, 2015
  • Sinha B.P., Chatterjee S., Buragohain R., Efficacy Evaluation of Ethanolic Extract of Tamarindus indica L. Leaves as Possible Alternate Therapy in Septic Arthritis Model of Rabbit, 2019
  • Azman K.F., Amom Z., Azlan A., Antiobesity Effect of Tamarindus indica L. Pulp Extract in High Fat Diet-Induced Obese Rats, 2012
  • De Caluwé E., Halamová K., Van Damme P., Tamarindus indica L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2010
  • Kare A., Crosbie M., A Blend of Tamarind and Turmeric Extracts Improves Knee Function and Musculoskeletal Comfort, 2022
  • Uzukwu E.U., Shori A.B., Baba A.S., Phytochemistry and Medicinal Uses of Tamarindus indica as Source of Plant Nutrients, 2016

  • TISANE...
    Tisane, composizioni e preparazioni di TAMARINDO
    basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso
    Infuso digestivo e carminativo con tamarindo e finocchio. Utilizzare 5 g di polpa essiccata di Tamarindus indica, 2 g di semi di Foeniculum vulgare e 1 g di foglie di Melissa officinalis in 250 mL di acqua calda lasciando in infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti principali. La formulazione è impiegata tradizionalmente per dispepsia lieve, meteorismo e digestione rallentata. Decotto lassativo blando con tamarindo e malva. Utilizzare 10 g di polpa di Tamarindus indica e 3 g di foglie di Malva sylvestris in 300 mL di acqua. Bollire per 10 minuti e filtrare. Assumere preferibilmente la sera. La combinazione è orientata alla regolarizzazione intestinale con ridotto rischio irritativo rispetto ai lassativi stimolanti. Infuso antiossidante con tamarindo e ibisco. Preparare con 6 g di polpa di Tamarindus indica e 2 g di calici di Hibiscus sabdariffa in 250 mL di acqua a circa 90 °C per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. La formulazione è utilizzata come supporto nutraceutico nei disturbi metabolici lievi e nello stress ossidativo. Preparazione reidratante tradizionale con tamarindo e zenzero. Utilizzare 8 g di polpa di Tamarindus indica, 1 g di Zingiber officinale e 250-300 mL di acqua. La preparazione può essere consumata fredda o tiepida. Utilizzata tradizionalmente come bevanda dissetante e digestiva. Infuso epatobiliare con tamarindo e carciofo. Utilizzare 5 g di Tamarindus indica e 2 g di foglie di Cynara cardunculus subsp. scolymus in 250 mL di acqua calda per 15 minuti. Assumere una volta al giorno dopo il pasto principale. L’associazione deriva da dati fitoterapici e sperimentali relativi al supporto digestivo ed epatobiliare. Formulazione erboristica metabolica con tamarindo, cannella e gymnema. Associare polpa essiccata di Tamarindus indica 5 g, corteccia di Cinnamomum verum 1 g e foglie di Gymnema sylvestre 1 g in infusione in 300 mL di acqua per 15 minuti. Assumere una volta al giorno durante il pasto. L’impiego deve essere prudente nei soggetti in terapia ipoglicemizzante. Decotto delicato per transito intestinale con tamarindo e prugna secca. Utilizzare 8 g di polpa di Tamarindus indica e 15 g di Prunus domestica disidratata in 350 mL di acqua. Bollire per 10 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere la sera in caso di stipsi occasionale lieve. Infuso antinfiammatorio gastrointestinale con tamarindo e camomilla. Utilizzare 5 g di Tamarindus indica e 2 g di Matricaria chamomilla in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per irritazioni digestive lievi e discomfort gastrointestinale.
  • De Caluwé E., Halamová K., Van Damme P., Tamarindus indica L. A Review of Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology, 2010
  • Azman K.F., Amom Z., Azlan A., Antiobesity Effect of Tamarindus indica L. Pulp Extract in High Fat Diet-Induced Obese Rats, 2012
  • Sookying S., Phisalprapa P., Botanical Aspects, Phytochemicals, and Toxicity of Tamarindus indica L., 2022
  • Uzukwu E.U., Shori A.B., Baba A.S., Phytochemistry and Medicinal Uses of Tamarindus indica as Source of Plant Nutrients, 2016
  • Asgary S., Kelishadi R., Rafieian-Kopaei M., Najafi S., Najafi M., Sahebkar A., Evaluation on the Effects of Tamarindus indica L. Fruit on Metabolic Syndrome and Lipid Profile, 2020
  • World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
  • European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
  • Blumenthal M., Goldberg A., Brinckmann J., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000

  • PREPARATI ALCOLICI...
    Vini, elisir, amari, tinture di TAMARINDO
    Bevanda fermentata di tamarindo (vino di tamarindo) Descrizione È una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione della polpa di tamarindo, naturalmente ricca di acidi organici e zuccheri. È conosciuta in diverse aree come tamarind wine o bevanda fermentata di tamarindo. Preparazione tradizionale (sintesi) La polpa di tamarindo viene sciolta in acqua Si aggiunge una fonte zuccherina (zucchero di canna o miele) per favorire la fermentazione Il liquido viene lasciato fermentare con lieviti naturali o selezionati Dopo la fermentazione primaria, la bevanda viene travasata, chiarificata e lasciata maturare per alcune settimane o mesi Il risultato è una bevanda con gradazione alcolica moderata, gusto agrodolce, rinfrescante e leggermente fruttato. Uso Bevanda da consumo occasionale Tradizionalmente utilizzata come digestivo leggero Talvolta impiegata come bevanda rinfrescante in climi caldi Liquore di tamarindo Descrizione Preparazione alcolica ottenuta per macerazione della polpa di tamarindo in alcol alimentare o distillati neutri, spesso aromatizzata con spezie. Preparazione tradizionale (sintesi) Polpa di tamarindo posta in macerazione in alcol o rum Eventuale aggiunta di spezie come zenzero, cannella o chiodi di garofano Macerazione di alcune settimane Filtrazione e aggiunta di sciroppo zuccherino per bilanciare l’acidità Uso Digestivo a fine pasto Utilizzato anche in cocktail tradizionali Consumo moderato per il carattere zuccherino e acido Preparazioni alcoliche tradizionali regionali In India e Sud-Est asiatico esistono bevande fermentate locali a base di tamarindo, spesso prodotte in ambito domestico Nei Caraibi e in America Centrale il tamarindo è utilizzato per liquori, punch alcolici e bevande fermentate aromatizzate In Africa occidentale il frutto entra in preparazioni fermentate artigianali a uso alimentare e rituale Considerazioni d’uso Le preparazioni alcoliche di tamarindo hanno uso alimentare e tradizionale, non terapeutico Il consumo deve essere moderato L’acidità naturale può risultare non adatta a soggetti con gastrite o reflusso Bibliografia
  • Bruneton J. – Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants
  • Khare C.P. – Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary
  • Morton J.F. – Fruits of Warm Climates
  • McGee H. – On Food and Cooking: The Science and Lore of the Kitchen
  • Steinkraus K.H. – Handbook of Indigenous Fermented Foods
  • Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol

    ANNUNCIO PUBBLICITARIO


    PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
    Il miele deriva prevalentemente dal nettare dei fiori di Tamarindus indica. Può risultare monoflorale in zone con forte presenza della specie, più spesso è millefiori a dominanza di tamarindo. Colore scuro, talvolta con riflessi rossastri scurire con il tempo Intenso e caldo Note fruttate e leggermente caramellate Sfumature che ricordano frutta matura e melassa Sapore Dolce moderato, meno stucchevole rispetto ad altri mieli tropicali Retrogusto leggermente acidulo, caratteristico e distintivo Persistenza aromatica media-lunga Cristallizzazione Lenta o molto lenta Spesso rimane fluido a lungo per l’elevato contenuto in fruttosio Caratteristiche compositive Il miele di tamarindo presenta: Buona presenza di zuccheri semplici Contenuto interessante di composti fenolici Attività antiossidante moderata, tipica dei mieli scuri Acidità leggermente superiore alla media, in linea con il profilo botanico della pianta Usi tradizionali e alimentari Consumato come dolcificante naturale Impiegato nella cucina locale per salse agrodolci e marinature Utilizzato nella tradizione come lenitivo per la gola Apprezzato come miele da degustazione per il profilo aromatico particolare Disponibilità È un miele raro nei mercati europei, più diffuso: In India Sud-Est asiatico Africa orientale Caraibi Spesso commercializzato localmente o destinato all’autoconsumo. Nota distintiva Il miele di tamarindo è apprezzato per la sua firma gustativa acidula, che richiama in modo elegante il profilo del frutto, pur mantenendo la dolcezza tipica del miele. È considerato un prodotto di nicchia della apicoltura tropicale.

    USO ALIMENTARE...
    Polpa del frutto Caratteristiche La polpa matura è: Agrodolce, con acidità marcata Aromatica e fruttata Solubile in acqua È la parte più utilizzata in cucina. Usi principali Salse agrodolci per piatti di carne, pesce e verdure Base acida per zuppe e stufati Ingrediente chiave di chutney e condimenti Additivo naturale per bilanciare piatti grassi o speziati Cucina indiana e sud-asiatica Utilizzato in sambar, rasam e curry Presente in chutney, salse e zuppe Alternativa al limone o all’aceto come agente acidificante Cucina del Sud-Est asiatico Impiegato in zuppe, piatti di pesce e salse Componente fondamentale di piatti agrodolci Base per paste aromatiche Cucina africana Usato in zuppe tradizionali Bevande rinfrescanti a base di polpa diluita Abbinato a cereali e legumi Cucina latino-americana e caraibica Bevande dolci e rinfrescanti Salse, marinature e dessert Sciroppi e caramelle artigianali Bevande Succhi e sciroppi rinfrescanti Bevande fermentate tradizionali Base per cocktail e punch Utilizzato in bibite artigianali Dolci e dessert Caramelle, paste dolci e confetture Gelati e sorbetti Dolci tradizionali a base di zucchero e tamarindo Ripieni per pasticceria etnica Foglie e fiori Foglie giovani consumate come verdura in alcune regioni Utilizzate per insaporire zuppe e stufati Fiori talvolta aggiunti a preparazioni locali Semi I semi tostati sono consumati come snack Macinati per ottenere farine tradizionali Utilizzati come addensanti naturali dopo adeguata lavorazione Tamarindo come ingrediente funzionale Favorisce la palatabilità Migliora la digeribilità di piatti ricchi di grassi Equilibra spezie piccanti e sapori intensi Conferisce un profilo gustativo unico, difficile da sostituire Conservazione e forme commerciali Polpa fresca pressata Blocchi di polpa essiccata Concentrati e paste pronte Sciroppi e polveri Nota culinaria finale Il tamarindo è uno degli ingredienti più trasversali al mondo, capace di unire cucine lontane grazie alla sua acidità elegante e naturale, rendendolo insostituibile in numerose tradizioni gastronomiche.

    Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane


    APPROFONDIMENTO SU FRUTTA ACIDULA...
    FRUTTA ACIDULA La categoria della frutta acidula è ricca di acidi organici, in particolare di acido malico. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare ha azione alcalinizzante per l'organismo perché gli acidi deboli, con l'ossidazione, generano acido carbonico che, combinandosi con il Sodio e il Potassio nel sangue, forma carbonati e bicarbonati: questi aumentano la riserva alcalina dell'organismo, utile difesa occorrente a neutralizzare acidi diversi che possono formarsi in seguito a condizioni morbose. D'altra parte gli stessi acidi organici formano sali di vario tipo (es. ossalati) che possono essere di importanza rilevante in caso di calcolosi renale. [Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]


    NOTE VARIE E STORICHE...
    Nonostante l’epiteto indica, il tamarindo è originario dell’Africa tropicale orientale. Fu introdotto in India in epoca molto antica attraverso le rotte commerciali arabe, diventando così profondamente integrato nella cultura asiatica da essere considerato “autoctono”. Il nome “tamarindo” deriva dall’arabo tamr al-hind, che significa “dattero dell’India”, in riferimento alla polpa bruna e appiccicosa del frutto. Il tamarindo nel mondo antico Era noto ai medici arabi medievali, che lo descrivevano come frutto rinfrescante e digestivo Fu introdotto in Europa nel Medioevo come droga esotica da farmacia I testi di medicina galenica lo citano come rimedio “refrigerante” utile nei climi caldi Albero longevo e monumentale Il tamarindo è un albero estremamente longevo, capace di vivere oltre 150–200 anni. In India e Africa esistono esemplari monumentali venerati come alberi comunitari, spesso piantati nei villaggi come punto di ritrovo e ombra. Il legno è duro e resistente, ma l’albero viene raramente abbattuto per il suo valore culturale e alimentare. Simbolismo e credenze popolari In alcune regioni dell’India si crede che l’albero ospiti spiriti protettivi È spesso piantato vicino a templi e luoghi sacri In Africa è considerato simbolo di stabilità e continuità Nonostante alcune credenze negative legate agli spiriti, il tamarindo è tradizionalmente rispettato e protetto. Frutto “multifunzione” Una curiosità notevole è che tutte le parti della pianta sono utilizzate: Polpa del frutto per alimenti e bevande Semi per farine, addensanti e usi industriali Foglie giovani come verdura Corteccia e foglie nella medicina tradizionale Legno per utensili e oggetti artigianali È considerato un albero a spreco zero. Uso non solo alimentare In passato la polpa di tamarindo veniva usata: Per lucidare ottone e rame Come detergente naturale grazie all’acidità Come agente antiruggine artigianale Questi usi pratici sono documentati soprattutto in ambito domestico e artigianale. Tamarindo e navigazione Il tamarindo era presente sulle navi mercantili e militari nei secoli passati: La polpa essiccata si conservava a lungo Veniva consumata per rinfrescare e stimolare l’appetito Aiutava a migliorare la palatabilità dell’acqua stagnante In molte lingue africane e indiane il nome locale richiama il concetto di acidità piacevole Presenza nella cultura culinaria globale Il tamarindo è uno dei pochi ingredienti realmente globali: Base acida in molte cucine asiatiche Elemento chiave di salse celebri Usato sia in piatti dolci che salati Presente in bevande tradizionali di almeno tre continenti


    Ricerche di articoli scientifici su Tamarindus indica L.

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    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
    Hermann Adolph Köhler (1834-1879)


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