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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 14-05-2026 |
TAMARINDO |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Viridiplantae Clade Streptophyta Clade Embryophyta Clade Tracheophyta Clade Spermatophyta Clade Angiospermae Clade Mesangiospermae Clade Eudicotyledones Clade Superrosidae Clade Rosidae Ordine Fabales Famiglia Fabaceae Sottofamiglia Detarioideae Tribù Amherstieae Genere Tamarindus Specie Tamarindus indica |
Famiglia: Fabaceae |
| Tamar hendi, Rogò, Amilka, Ho wang tsi, Palxuchuc, Tamarind tree, Tamarinier, Tamarindebaum |
| Cavaraea Elegans Speg., Tamarindus Erythraeus Mattei, Tamarindus Indica Var. Emarginata Chiov., Tamarindus Indica Var. Occidentalis (Gaertn.) Taub., 1894, Tamarindus Occidentalis Gaertn., Tamarindus Officinalis Hook., Tamarindus Somalensis Mattei, Tamarindus Umbrosa Salisb. |
| ALBERO SEMPREVERDE A CRESCITA LENTA, ALTO FINO A 25 METRI, CON AMPIA CHIOMA E TRONCO ROBUSTO. LE FOGLIE SONO PARIPENNATE, ALTERNE, CON 10-18 FOGLIOLINE OPPOSTE, ELLITTICHE-OBLUNGHE, DI COLORE VERDE CHIARO. I FIORI SONO PICCOLI, ERMAFRODITI, IRREGOLARI, RIUNITI IN RACEMI PENDULI ASCELLARI, DI COLORE GIALLO CON VENATURE ROSSE O ARANCIONI. IL CALICE HA QUATTRO SEPALI LANCEOLATI, LA COROLLA TRE PETALI SUPERIORI E DUE RIDOTTI O ASSENTI. GLI STAMI SONO TRE FERTILI E QUATTRO STAMINODI. L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CHE MATURA IN UN LEGUME INDEISCENTE, ALLUNGATO, CURVO, CON GUSCIO FRAGILE E POLPA ACIDULA E APPICCICOSA CHE CIRCONDA I SEMI BRUNO-LUCIDI E APPIATTITI. LA FIORITURA AVVIENE IN PRIMAVERA-ESTATE E I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA SUCCESSIVA. |
| PRIMAVERA-ESTATE (APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO), CON PICCOLI FIORI GIALLI-ARANCIO STRIATI DI ROSSO-BRUNO, RIUNITI IN RACEMI PENDULI |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| ________ FUCHSIA |
| ________ FUCHSIA CHIARO |
| ________ GIALLO CHIARISSIMO |
| ________ GIALLO MARRONE |
| Predilige habitat di boschi aperti, savane e boscaglie a bassa altitudine, spesso associato a termitai. Cresce bene in aree semi-aride e praterie alberate, ma si può trovare anche lungo corsi d'acqua. Non penetra nelle foreste pluviali. È adattato a un'ampia gamma di condizioni climatiche e di suolo, ma preferisce suoli alluvionali profondi e ben drenati. Tolera la siccità e il vento, compresa l'aria salmastra delle zone costiere e i climi monsonici con una stagione secca distinta. La sua distribuzione attuale è ampiamente tropicale e subtropicale, originario probabilmente dell'Africa tropicale, ma coltivato e naturalizzato in molte parti dell'Asia e delle Americhe. Si trova fino a 1500 metri di altitudine e predilige temperature medie annue tra 20 e 33°C e precipitazioni annue tra 350 e 2700 mm. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| I FRUTTI MATURANO NELLA STAGIONE SECCA (DA FEBBRAIO AD APRILE NELLE ZONE TROPICALI), QUANDO LA POLPA RAGGIUNGE LA MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| POLPA DEI FRUTTI ESSICCATA (TAMARINDORUM FRUCTUS), RICCA DI ACIDI ORGANICI (ACIDO TARTARICO, MALICO), PECTINE E MUCILLAGINI, UTILIZZATA COME LASSATIVO E ANTIOSSIDANTE |
| DOLCE-FRUTTATO CON NOTE DI MELASSA E LIEVE ACIDITÀ, DOVUTO AGLI ACIDI ORGANICI E COMPOSTI VOLATILI |
| DOLCE-ACIDULO INTENSO, CON RETROGUSTO LEGGERMENTE ASTRINGENTE, CARATTERISTICO DELL'ACIDO TARTARICO E DEGLI ZUCCHERI NATURALI |
| TOSSICITÀ: BASSISSIMA |
| Motivazione: I dati tossicologici disponibili sulla polpa alimentare e sugli estratti comunemente utilizzati indicano una buona tollerabilità alle dosi tradizionali e nutraceutiche. Gli effetti indesiderati documentati sono generalmente lievi e comprendono disturbi gastrointestinali osmotici o lassativi in caso di assunzione elevata. Non risultano evidenze di tossicità sistemica significativa nell’uso corretto della specie. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Sono disponibili studi clinici limitati e revisioni su specifici preparati di Tamarindus indica L., soprattutto relativi a effetti lassativi, ipolipidemizzanti, antiossidanti e metabolici della polpa e degli estratti dei semi, ma le evidenze cliniche risultano eterogenee, spesso preliminari e non sufficienti per confermare un’attività terapeutica generale dell’intera specie. Esistono inoltre numerosi dati in vivo e in vitro coerenti con l’uso fitoterapico tradizionale. |
| Acidi Organici: acido tartarico, acido malico, acido citrico, acido succinico, acido acetico, acido ossalico Carboidrati E Polisaccaridi: pectine, arabinogalattani, xilani, glucani, cellulosa, emicellulose, arabinosio, xilosio, glucosio, fruttosio Polifenoli: procianidine, epicatechina, catechina, acido gallico, acido protocatecuico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido clorogenico, tannini condensati Flavonoidi: orientina, isoorientina, vitexina, isovitexina, luteolina, apigenina, quercetina, rutina, naringenina, kaempferolo Tannini: tannino catechico, tannini idrolizzabili, tannini condensati, gallotannini Minerali E Oligoelementi: potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro, sodio, zinco, rame, manganese Aminoacidi: lisina, leucina, valina, fenilalanina, treonina, isoleucina, metionina, triptofano Lipidi E Acidi Grassi: acido linoleico, acido oleico, acido palmitico, acido stearico, acido arachidico Vitamine: vitamina C acido ascorbico, vitamina A carotenoidi, vitamina B1 tiamina, vitamina B2 riboflavina, vitamina B3 niacina Terpeni E Fitosteroli: beta-sitosterolo, campesterolo, stigmasterolo, limonene, geraniolo Pigmenti E Carotenoidi: beta-carotene, luteina, zeaxantina Saponine: saponine triterpeniche Alcaloidi: hordenina in tracce, composti azotati minori Mucillagini: polisaccaridi mucillaginosi acidi Proteine Bioattive: inibitori enzimatici proteici, albumine vegetali, globuline |
Bibliografia |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) L’ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI RICHIEDE CAUTELA POICHÉ STUDI SPERIMENTALI IN VIVO E ALCUNI DATI CLINICI PRELIMINARI INDICANO POSSIBILI EFFETTI ADDITIVI SULLA RIDUZIONE DELLA GLICEMIA. L’ASSOCIAZIONE CON ACIDO ACETILSALICILICO E ALTRI FARMACI AD ASSORBIMENTO GASTROINTESTINALE RAPIDO RICHIEDE PRUDENZA. STUDI FARMACOCINETICI SPERIMENTALI HANNO SUGGERITO UN POSSIBILE AUMENTO DELLA BIODISPONIBILITÀ DI ALCUNI FARMACI IN PRESENZA DI TAMARINDO, PROBABILMENTE CORRELATO AGLI ACIDI ORGANICI E ALL’EFFETTO SUL TRANSITO INTESTINALE. L’USO PROLUNGATO DI ELEVATE QUANTITÀ DELLA POLPA PUÒ FAVORIRE DISTURBI GASTROINTESTINALI OSMOTICI, DIARREA, METEORISMO O DISCOMFORT ADDOMINALE. L’EVIDENZA DERIVA DA OSSERVAZIONI NUTRIZIONALI E FARMACOLOGICHE COERENTI CON LA COMPOSIZIONE RICCA IN ACIDI ORGANICI E FIBRE FERMENTESCIBILI. I DATI RELATIVI A GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO PER ESTRATTI CONCENTRATI O PREPARAZIONI FITOTERAPICHE STANDARDIZZATE RISULTANO INSUFFICIENTI; LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PREVALENTEMENTE IL CONSUMO ALIMENTARE TRADIZIONALE. LE PREPARAZIONI COMMERCIALI POSSONO PRESENTARE VARIABILITÀ QUALITATIVA SIGNIFICATIVA; SONO DOCUMENTATI CASI DI CONTAMINAZIONE DA METALLI PESANTI O CONTAMINANTI MICROBIOLOGICI IN PRODOTTI NUTRACEUTICI NON ADEGUATAMENTE CONTROLLATI. L’EVIDENZA DERIVA DA ANALISI DI SICUREZZA ALIMENTARE E CONTROLLI DI QUALITÀ SU PRODOTTI VEGETALI IMPORTATI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A TAMARINDUS INDICA L. O AI SUOI DERIVATI ALIMENTARI RAPPRESENTA UNA CONTROINDICAZIONE SUPPORTATA DA SEGNALAZIONI CLINICHE DI REAZIONI ALLERGICHE RARE MA DESCRITTE NELLA LETTERATURA MEDICA E NUTRIZIONALE. L’USO DI PREPARAZIONI AD ALTA CONCENTRAZIONE CON EFFETTO LASSATIVO È CONTROINDICATO IN PRESENZA DI DIARREA ATTIVA, SINDROMI DISSENTERICHE O PATOLOGIE INTESTINALI OSTRUTTIVE, SULLA BASE DI DATI FARMACOLOGICI RELATIVI ALL’ELEVATO CONTENUTO DI ACIDI ORGANICI E COMPONENTI OSMOTICHE DELLA POLPA. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI |
| ANTICOAGULANTI |
| ASPIRINA |
| ASSUNZIONE CONTEMPORANEA DI ALTRI FARMACI |
| FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO) |
| INSULINA |
| IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI |
| LASSATIVI FORTI O PURGANTI |
| LASSATIVI OSMOTICI |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di TAMARINDO basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco del frutto titolato in polifenoli totali espresso come acido gallico o procianidine. Gli estratti utilizzati negli studi metabolici e antiossidanti sono generalmente standardizzati al 20-40% di polifenoli totali. Posologia abituale negli integratori: 300-1000 mg al giorno suddivisi in una o due assunzioni. Negli studi clinici sul metabolismo lipidico sono stati impiegati preparati equivalenti a circa 15-20 g di polpa al giorno oppure bevande concentrate con apporto polifenolico standardizzato. Estratto acquoso della polpa del frutto. Utilizzato soprattutto per attività lassativa osmotica blanda e modulazione digestiva. Le preparazioni concentrate commerciali corrispondono generalmente a rapporti estrattivi 4:1 o 10:1. Posologia tradizionale e integrativa equivalente a 5-20 g di polpa essiccata al giorno, modulata secondo tollerabilità intestinale. Estratto idroalcolico delle foglie titolato in flavonoidi e composti fenolici. Impiegato prevalentemente in formulazioni sperimentali ad attività antinfiammatoria, epatoprotettiva e antiossidante. Gli studi preclinici utilizzano estratti standardizzati variabili senza consenso internazionale sul titolo minimo efficace. Nei prodotti nutraceutici la posologia abituale varia tra 250 e 800 mg al giorno. Estratto dei semi di Tamarindus indica standardizzato in polisaccaridi o procianidine oligomeriche. Utilizzato soprattutto in integratori articolari e antiossidanti. Alcuni preparati commerciali impiegano estratti concentrati 5:1 o 10:1 con titolazioni in procianidine comprese tra il 30% e il 60%. Posologia usuale negli integratori: 100-500 mg al giorno. Polvere micronizzata della polpa del frutto. Utilizzata come integratore alimentare e nutraceutico per supporto digestivo e metabolico. Dosaggi comunemente impiegati: 2-10 g al giorno in capsule o bustine. Sciroppi concentrati di Tamarindus indica. Utilizzati soprattutto come coadiuvanti della regolarità intestinale e nelle preparazioni digestive. Il contenuto in polpa varia considerevolmente; le dosi tradizionali corrispondono generalmente a 10-30 mL al giorno. Succhi concentrati standardizzati o bevande nutraceutiche a base di polpa di tamarindo. Nei protocolli clinici sperimentali sul metabolismo lipidico sono stati utilizzati apporti quotidiani di circa 600 mL di bevanda contenente polpa standardizzata. Preparazioni omeopatiche di Tamarindus indica. Disponibili principalmente in diluizioni dalla D3 alla D30 o equivalenti centesimali. L’impiego è limitato all’ambito omeopatico tradizionale e non supportato da evidenze cliniche specifiche di efficacia fitoterapica. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di TAMARINDO basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso digestivo e carminativo con tamarindo e finocchio. Utilizzare 5 g di polpa essiccata di Tamarindus indica, 2 g di semi di Foeniculum vulgare e 1 g di foglie di Melissa officinalis in 250 mL di acqua calda lasciando in infusione per 10-15 minuti. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti principali. La formulazione è impiegata tradizionalmente per dispepsia lieve, meteorismo e digestione rallentata. Decotto lassativo blando con tamarindo e malva. Utilizzare 10 g di polpa di Tamarindus indica e 3 g di foglie di Malva sylvestris in 300 mL di acqua. Bollire per 10 minuti e filtrare. Assumere preferibilmente la sera. La combinazione è orientata alla regolarizzazione intestinale con ridotto rischio irritativo rispetto ai lassativi stimolanti. Infuso antiossidante con tamarindo e ibisco. Preparare con 6 g di polpa di Tamarindus indica e 2 g di calici di Hibiscus sabdariffa in 250 mL di acqua a circa 90 °C per 15 minuti. Assumere una o due volte al giorno. La formulazione è utilizzata come supporto nutraceutico nei disturbi metabolici lievi e nello stress ossidativo. Preparazione reidratante tradizionale con tamarindo e zenzero. Utilizzare 8 g di polpa di Tamarindus indica, 1 g di Zingiber officinale e 250-300 mL di acqua. La preparazione può essere consumata fredda o tiepida. Utilizzata tradizionalmente come bevanda dissetante e digestiva. Infuso epatobiliare con tamarindo e carciofo. Utilizzare 5 g di Tamarindus indica e 2 g di foglie di Cynara cardunculus subsp. scolymus in 250 mL di acqua calda per 15 minuti. Assumere una volta al giorno dopo il pasto principale. L’associazione deriva da dati fitoterapici e sperimentali relativi al supporto digestivo ed epatobiliare. Formulazione erboristica metabolica con tamarindo, cannella e gymnema. Associare polpa essiccata di Tamarindus indica 5 g, corteccia di Cinnamomum verum 1 g e foglie di Gymnema sylvestre 1 g in infusione in 300 mL di acqua per 15 minuti. Assumere una volta al giorno durante il pasto. L’impiego deve essere prudente nei soggetti in terapia ipoglicemizzante. Decotto delicato per transito intestinale con tamarindo e prugna secca. Utilizzare 8 g di polpa di Tamarindus indica e 15 g di Prunus domestica disidratata in 350 mL di acqua. Bollire per 10 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere la sera in caso di stipsi occasionale lieve. Infuso antinfiammatorio gastrointestinale con tamarindo e camomilla. Utilizzare 5 g di Tamarindus indica e 2 g di Matricaria chamomilla in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Utilizzato tradizionalmente per irritazioni digestive lievi e discomfort gastrointestinale. |
| Vini, elisir, amari, tinture di TAMARINDO
Bevanda fermentata di tamarindo (vino di tamarindo) Descrizione È una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione della polpa di tamarindo, naturalmente ricca di acidi organici e zuccheri. È conosciuta in diverse aree come tamarind wine o bevanda fermentata di tamarindo. Preparazione tradizionale (sintesi) La polpa di tamarindo viene sciolta in acqua Si aggiunge una fonte zuccherina (zucchero di canna o miele) per favorire la fermentazione Il liquido viene lasciato fermentare con lieviti naturali o selezionati Dopo la fermentazione primaria, la bevanda viene travasata, chiarificata e lasciata maturare per alcune settimane o mesi Il risultato è una bevanda con gradazione alcolica moderata, gusto agrodolce, rinfrescante e leggermente fruttato. Uso Bevanda da consumo occasionale Tradizionalmente utilizzata come digestivo leggero Talvolta impiegata come bevanda rinfrescante in climi caldi Liquore di tamarindo Descrizione Preparazione alcolica ottenuta per macerazione della polpa di tamarindo in alcol alimentare o distillati neutri, spesso aromatizzata con spezie. Preparazione tradizionale (sintesi) Polpa di tamarindo posta in macerazione in alcol o rum Eventuale aggiunta di spezie come zenzero, cannella o chiodi di garofano Macerazione di alcune settimane Filtrazione e aggiunta di sciroppo zuccherino per bilanciare l’acidità Uso Digestivo a fine pasto Utilizzato anche in cocktail tradizionali Consumo moderato per il carattere zuccherino e acido Preparazioni alcoliche tradizionali regionali In India e Sud-Est asiatico esistono bevande fermentate locali a base di tamarindo, spesso prodotte in ambito domestico Nei Caraibi e in America Centrale il tamarindo è utilizzato per liquori, punch alcolici e bevande fermentate aromatizzate In Africa occidentale il frutto entra in preparazioni fermentate artigianali a uso alimentare e rituale Considerazioni d’uso Le preparazioni alcoliche di tamarindo hanno uso alimentare e tradizionale, non terapeutico Il consumo deve essere moderato L’acidità naturale può risultare non adatta a soggetti con gastrite o reflusso Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
PIANTA MELLIFERA PRIMARIA o MONOFLORALE...
USO ALIMENTARE...
Vedi anche Ricette con erbe officinali e Ricette vegetariane APPROFONDIMENTO SU FRUTTA ACIDULA...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Tamarindus indica L. |