USO ALIMENTARE...| Il frutto essiccato di Piper cubeba L., noto come pepe cubebe o pepe di Giava, è utilizzato come spezia aromatica caratterizzata da un profilo organolettico complesso, con note balsamiche, resinose, leggermente amarognole e con un fondo speziato che ricorda una combinazione tra pepe nero, pimento e eucalipto.
In ambito culinario tradizionale il pepe cubebe è stato impiegato in Europa soprattutto nel periodo medievale e rinascimentale, quando faceva parte di miscele speziate utilizzate per carni, salse e vini speziati; successivamente il suo uso è diminuito con la diffusione del pepe nero, più economico e facilmente reperibile.
Nelle cucine del Sud-Est asiatico e dell’Indonesia il cubebe mantiene un ruolo più stabile, dove viene utilizzato per aromatizzare piatti a base di carne, riso e preparazioni speziate complesse; viene spesso incorporato in miscele di spezie insieme ad altri ingredienti aromatici, contribuendo con una nota fresca e penetrante.
Dal punto di vista tecnologico-alimentare, il pepe cubebe può essere impiegato intero oppure macinato; l’uso intero è preferibile nelle preparazioni a lunga cottura per preservare i composti volatili, mentre la macinazione libera rapidamente l’aroma ma ne accelera anche la perdita per volatilizzazione.
Trova applicazione anche nella preparazione di liquori e distillati, dove le sue note resinose e leggermente canforate contribuiscono alla complessità aromatica, in particolare in prodotti speziati o digestivi.
In gastronomia contemporanea viene talvolta riscoperto in ambito gourmet per la creazione di piatti innovativi, dessert speziati e abbinamenti con cioccolato o agrumi, dove la componente balsamica del cubebe offre un contrasto aromatico distintivo.
L’intensità aromatica richiede un dosaggio moderato, poiché quantità elevate possono risultare dominanti e introdurre una componente amarognola marcata, influenzando negativamente l’equilibrio sensoriale del piatto. |
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Ricette vegetariane
APPROFONDIMENTO SU PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI...
| PIANTE PER LE DISFUNZIONI SESSUALI
Ma cos'è un afrodisiaco?...
A questa domanda, secondo una ricerca condotta in Francia nel 1990, la maggior parte degli uomini ha risposto che le sostanze afrodisiache servono ad aumentare la perfomance sessuale, mentre per la maggior parte delle donne servono ad aumentare il desiderio. Qualcuno infine pensa che aumentino il piacere. Anche se differenti, ciò che accomuna queste risposte è la ricerca del plus jouir. La pianta ideale per il suo potere afrodisiaco sarebbe quindi quella in grado di favorire il ciclo dell'amore: desiderio, seduzione e realizzazione del piacere. Il desiderio, ad esempio, è risvegliato in noi attraverso i sensi, e l'olfatto indubbiamente gioca un ruolo molto importante. Molte sostanze, da sempre considerate come afrodisiache, lo sono innanzitutto per il loro odore: pepe, tabacco, vaniglia, ylang-ylang, zenzero, zafferano, vetiver, cannella, geranio.
Fra le piante che sono considerate afrodisiache per eccellenza meritano di essere segnalate: Eleuterococco, Damiana, Ginseng, Catuaba, Suma, Epimedium, Salvia, Rosmarino, Santoreggia, Menta, Guaranà, Tribolo, Zenzero, ecc.
Per l'azione antiastenica, infine, si ricordano: alghe (Fucus, Laminarie), bevande eccitanti (Caffè, Tè, Mate), bevande toniche come la Rosa cherokee, cereali, frutta fresca, frutta secca, verdure (Carota, Cicoria, Crescione, Spinaci) ecc. La fitoterapia pertanto, anche se non in chiave miracolistica, può offrire un valido ausilio, con un miglioramento notevole dei sintomi, soprattutto se inserita in una strategia di trattamento più generale. Le piante da sole infatti non sono in grado di migliorare la sessualità di una coppia che ha occultato la propria seduzione o che, comunque, non riesce più a comunicare: per entrare nel ciclo del piacere, infatti, bisogna poter comunicare".
Ma ora classifichiamo le piante afrodisiache in:
a) afrodisiaci spinali sacrali, quando stimolano il centro parasimpatico sacrale che controlla il meccanismo dell'erezione (Damiana, Ginseng, Yohimbehe, Noce vomica);
b) afrodisiaci riflessogeni genito-urinari, quando agiscono con azione irritante delle vie urinarie e genitali che, per riflesso, esercitano una esaltazione del centro dell'erezione (Echinacea);
c) afrodisiaci encefalici o psicogeni, quando agiscono sui centri nervosi encafalici provocando lo stimolo dell'appetito sessuale (gli eccitanti del sistema nervoso centrale).
Gli anafrodisiaci che, invece, calmano un appetito sessuale troppo intenso ed eccessivo, sintomo anch'esso di squilibrio della sfera sessuale, sono: Salice bianco, Ninfea, Luppolo e Lattuga virosa.
[Tratto da:
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
[A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
[Marzio Pedretti "L'erborista moderno"] |
NOTE VARIE E STORICHE...| Piper cubeba L., noto come pepe di Cubebe o pepe a coda, è originario dell’Indonesia e ha avuto un ruolo importante nel commercio delle spezie durante il Medioevo, quando veniva esportato in Europa attraverso le rotte arabe e veneziane.
Nel periodo medievale era utilizzato non solo come spezia ma anche come rimedio medicinale, in particolare per disturbi urinari e respiratori, ed era considerato una sostanza preziosa, talvolta soggetta a restrizioni commerciali per controllarne il valore economico.
Il caratteristico peduncolo persistente del frutto, simile a una piccola coda, ha dato origine al nome comune “pepe a coda” e rappresenta un elemento distintivo rispetto ad altre specie del genere Piper.
Nel Rinascimento il cubebe era impiegato anche in preparazioni farmaceutiche europee, ma il suo uso declinò progressivamente con la diffusione di altre spezie e con l’evoluzione della farmacologia moderna.
In alcune culture asiatiche è stato utilizzato anche come componente di miscele aromatiche e come agente conservante grazie alle sue proprietà antimicrobiche empiricamente osservate.
Storicamente, il cubebe è stato oggetto di adulterazioni commerciali e sostituzioni con altre specie meno pregiate, fenomeno documentato nelle farmacopee antiche e che ha contribuito alla necessità di controlli botanici più rigorosi nelle droghe vegetali. |
Ricerche di articoli scientifici su Piper Cubeba L.
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