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| QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET - aggiornamento 20-05-2026 |
CIMICIFUGA |
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| Dominio Eukaryota Regno Plantae Clade Angiospermae Clade Eudicotyledones Clade Ranunculanae Ordine Ranunculales Famiglia Ranunculaceae Sottofamiglia Ranunculoideae Tribù Actaeeae Genere Actaea Specie Actaea racemosa |
Famiglia: Ranunculaceae |
| Black Snackeroot, Black bugbane, Black cohosh, Sqaw root, Rattleroot, Actée à grappes, Herbe aux punaises, Macrotys, Traubensilberkerze, Wanzenkraut |
| Actaea Gyrostachya Wender., Actaea Monogyna Walter, Actaea Orthostachya Wender., Actaea Ramosa, Botrophis Actaeoides Raf., Botrophis Actaeoides Raf. Ex Fisch. & C.A.Mey., Botrophis Pumila Raf., Botrophis Serpentaria Raf., Cimicifuga Americana Muhl., Cimicifuga Racemosa (L.) Nutt., Cimicifuga Serpentaria Pursh, Cimicifuga Serpentaria Var. Orthostachya Wender., Macrotrys Actaeoides Raf., Macrotrys Racemosa (L.) Sweet, Megotrys Serpentaria Raf., Thalictrodes Racemosa (L.) Kuntze |
| PIANTA ERBACEA PERENNE CHE RAGGIUNGE ALTEZZE DI 1-2 METRI. PRESENTA FUSTI ERETTI, ROBUSTI E NON RAMIFICATI, CON GRANDI FOGLIE COMPOSTE, TRIPENNATE O BITERNATE, CON SEGMENTI OVATI O ROMBOIDALI, DENTATI E ACUMINATI. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI O BIANCO-VERDASTRI, PRIVI DI PETALI EVIDENTI E CON NUMEROSI STAMI BIANCHI PROMINENTI, RIUNITI IN LUNGHE SPIGHE O RACEMI TERMINALI CHE POSSONO RAGGIUNGERE I 15-30 CM DI LUNGHEZZA, CREANDO UN ASPETTO VAPOROSO. I FRUTTI SONO FOLLICOLI SECCHI E OBLUNGHI CHE CONTENGONO NUMEROSI SEMI. LA RADICE È UN RIZOMA LEGNOSO E NODOSO. |
| ESTATE (GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON LUNGHE SPIGHE BIANCHE PROFUMATE |
| COLORI OSSERVATI NEI FIORI |
| ________ BIANCO |
| Originaria del Nord America orientale. Cresce tipicamente in boschi umidi e ombrosi, sottoboschi di foreste decidue, radure boschive, lungo i margini dei boschi e occasionalmente in praterie umide. Predilige terreni ricchi di humus, ben drenati e con una buona umidità costante. Si trova comunemente in un'ampia fascia che si estende dal Canada sudorientale fino alla Georgia e a ovest fino al Missouri e all'Arkansas. |
| DISTRIBUZIONE IN BASE ALLE OSSERVAZIONI UMANE |
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| FINE ESTATE (AGOSTO-SETTEMBRE), QUANDO I RIZOMI HANNO MASSIMA CONCENTRAZIONE DI PRINCIPI ATTIVI |
| (Parti ricche in principi attivi) |
| RIZOMA E RADICI ESSICCATI |
| LEGGERMENTE AMARO, CON NOTE TERROSE E LIEVE AROMA RESINOSO |
| AMARO, ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO PUNGENTE E LEGGERMENTE DOLCIASTRO |
| TOSSICITÀ: MEDIA |
| Motivazione: Actaea racemosa L. presenta un profilo tossicologico generalmente compatibile con l’uso fitoterapico controllato a breve termine, ma sono documentati casi clinici e segnalazioni farmacovigilanza di epatotossicità, inclusi aumenti degli enzimi epatici, epatite e rare insufficienze epatiche severe temporalmente associate all’uso della specie o di preparazioni commerciali contenenti Actaea racemosa L. Sono inoltre documentati disturbi gastrointestinali, cefalea, vertigini e reazioni cutanee. Il nesso causale epatotossico rimane in parte controverso per possibili adulterazioni, variabilità estrattiva e qualità dei prodotti, ma le evidenze disponibili giustificano una classificazione tossicologica prudenziale intermedia. |
| EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE |
| Motivazione: Actaea racemosa L. dispone di studi clinici controllati, revisioni sistematiche e monografie ufficiali relativi soprattutto all’impiego di specifici estratti standardizzati del rizoma nei sintomi vasomotori della menopausa. Tuttavia i risultati clinici risultano eterogenei, talvolta contrastanti e fortemente dipendenti dal tipo di estratto, standardizzazione, durata del trattamento e qualità metodologica degli studi. Le evidenze non consentono una conferma generalizzata dell’efficacia dell’intera specie indipendentemente dalla preparazione utilizzata. |
| Triterpeni Glicosidici Ciclolanostanici: acteina, 23-epi-acteina, cimicifugoside, cimiracemoside A, cimicifugoside H-1, cimigenolo, cimigenina, acetilacteolo, deossiacteina, cimifugoside, racemoside A, racemoside B, racemoside C Acidi Fenolici E Derivati Fenilpropanoidi: acido isoferulico, acido ferulico, acido caffeico, acido fukinolico, acido piscidico, acido cimicifugico A, acido cimicifugico B, acido cimicifugico F Flavonoidi: formononetina segnalata storicamente ma controversa, kaempferolo, quercetina, derivati flavonolici in tracce Tannini: tannini condensati, tannini gallici Resine E Composti Resinici: frazioni resinose triterpeniche, composti lipofili resinici Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo Acidi Organici: acido salicilico in tracce, acido malico, acido ossalico Alcaloidi E Composti Azotati: N-metilcitosina, tracce alcaloidiche non predominanti Saponine: saponine triterpeniche cicliche, saponine ciclolanostaniche Composti Volatili E Oli Essenziali: aldeidi aromatiche, composti fenolici volatili, derivati terpenici minori Amidi E Polisaccaridi: polisaccaridi strutturali, amido rizomatoso Minerali E Oligoelementi: calcio, magnesio, potassio, manganese, ferro |
Bibliografia |
| SORVEGLIANZA ALLE REAZIONI AVVERSE PIANTA SEGNALATA |
| AVVERTENZE
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati) SONO DOCUMENTATI CASI CLINICI E SEGNALAZIONI DI FARMACOVIGILANZA DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATA ALL’USO DI ACTAEA RACEMOSA L., COMPRENDENTI AUMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI, EPATITE, ITTERO E RARE INSUFFICIENZE EPATICHE SEVERE. IL NESSO CAUSALE DIRETTO RIMANE PARZIALMENTE CONTROVERSO PER POSSIBILE ADULTERAZIONE DI PRODOTTI COMMERCIALI E VARIABILITÀ QUALITATIVA DEGLI ESTRATTI, MA LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI SUPPORTANO UNA SPECIFICA CAUTELA EPATICA. EVIDENZA CLINICA OSSERVAZIONALE E FARMACOVIGILANZA. IN PRESENZA DI SINTOMI COMPATIBILI CON DANNO EPATICO QUALI ITTERO, URINE SCURE, NAUSEA PERSISTENTE, DOLORE ADDOMINALE O ASTENIA MARCATA È RACCOMANDATA LA SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL TRATTAMENTO. EVIDENZA DERIVANTE DA FARMACOVIGILANZA E MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI. L’EFFICACIA E IL PROFILO DI SICUREZZA RISULTANO FORTEMENTE DIPENDENTI DAL TIPO DI ESTRATTO UTILIZZATO, DALLA STANDARDIZZAZIONE E DALLA QUALITÀ DELLA PREPARAZIONE COMMERCIALE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOGNOSTICA DERIVANTE DALL’ETEROGENEITÀ DEGLI STUDI DISPONIBILI. SONO STATI RIPORTATI DISTURBI GASTROINTESTINALI, CEFALEA, VERTIGINI, RASH CUTANEI E REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ DURANTE L’IMPIEGO DELLA SPECIE. EVIDENZA CLINICA E FARMACOVIGILANZA. L’ATTIVITÀ ENDOCRINO-MODULANTE DELLA SPECIE NON È COMPLETAMENTE CHIARITA. STUDI SPERIMENTALI SUGGERISCONO POSSIBILI INTERAZIONI CON PATHWAYS SEROTONINERGICI, ESTROGENO-CORRELATI E NEUROENDOCRINI SENZA DIMOSTRAZIONE DEFINITIVA DI ATTIVITÀ ESTROGENICA DIRETTA CLINICAMENTE RILEVANTE. EVIDENZA SPERIMENTALE IN VITRO E IN VIVO. L’IMPIEGO IN PAZIENTI CON ANAMNESI DI NEOPLASIE ORMONO-SENSIBILI RICHIEDE CAUTELA CLINICA PER L’ASSENZA DI DATI CONCLUSIVI SUL PROFILO ENDOCRINO DELLA SPECIE. EVIDENZA PRUDENZIALE BASATA SU STUDI SPERIMENTALI E VALUTAZIONI REGOLATORIE. LA DURATA DEL TRATTAMENTO NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI VIENE GENERALMENTE LIMITATA A PERIODI DEFINITI IN ASSENZA DI SUPERVISIONE MEDICA A CAUSA DELLA LIMITATA DISPONIBILITÀ DI DATI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE. EVIDENZA REGOLATORIA E CLINICA LIMITATA. NONOSTANTE L’USO TRADIZIONALE CONSOLIDATO NEI DISTURBI MENOPAUSALI, LE EVIDENZE CLINICHE DISPONIBILI RISULTANO ETEROGENEE E TALVOLTA CONTRASTANTI TRA I DIVERSI ESTRATTI STUDIATI. EVIDENZA DERIVANTE DA REVISIONI SISTEMATICHE E STUDI CLINICI CONTROLLATI. |
| CONTROINDICAZIONI
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni) PREGRESSA PATOLOGIA EPATICA O DISTURBI EPATICI DOCUMENTATI. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLE SEGNALAZIONI CLINICHE E FARMACOVIGILANZA RELATIVE A CASI DI EPATOTOSSICITÀ ASSOCIATI ALL’USO DI ACTAEA RACEMOSA L. IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA AD ACTAEA RACEMOSA L. O AI COMPONENTI DELLA PREPARAZIONE FITOTERAPICA. GRAVIDANZA. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA DATI FARMACOLOGICI E DALL’USO TRADIZIONALE DELLA SPECIE COME MODULATORE UTERINO E DA EVIDENZE SPERIMENTALI RELATIVE A POSSIBILI EFFETTI SULL’ATTIVITÀ UTERINA. ALLATTAMENTO. MANCANO DATI CLINICI ADEGUATI DI SICUREZZA E L’USO VIENE GENERALMENTE CONTROINDICATO NELLE PRINCIPALI MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI. |
| (Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche) |
| ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE |
| CONTRACCETTIVI ORALI |
| EPATOTOSSICI |
| ESTROGENI |
| ESTROGENICI ED ESTROPROGESTINICI |
| FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450) |
| FARMACI ORMONALI (TAMOXIFENE, TERAPIE ESTROGENICHE) |
| FARMACI PER LA TUBERCOLOSI (ES. ISONIAZIDE) |
| MODULATORI ORMONALI |
| PARACETAMOLO |
| TAMOXIFENE |
| TERAPIE ORMONALI |
| (Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica) |
| AGNOCASTO |
| LUPPOLO |
| MELISSA |
| PASSIFLORA INCARNATA |
| SALVIA OFFICINALE |
| VALERIANA OFFICINALE |
| * Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento come per es. nel Tè (verde o nero). Consultare sempre un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni in base al quadro clinico individuale. |
| Estratti standardizzati, integratori e omeopatici di CIMICIFUGA basati su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Estratto secco standardizzato del rizoma di Actaea racemosa L. titolato in glicosidi triterpenici totali calcolati come 27-deossiacteina. È la forma maggiormente studiata clinicamente per i disturbi menopausali e neurovegetativi. I preparati con evidenze più solide utilizzano estratti isopropanolici o etanolici standardizzati contenenti generalmente dal 2,5% al 8% di glicosidi triterpenici. La posologia clinicamente documentata varia abitualmente da 20 mg a 80 mg al giorno di estratto secco standardizzato, suddivisi in una o due somministrazioni quotidiane. Gli effetti risultano dipendenti dalla specifica preparazione commerciale e dalla standardizzazione fitochimica. Estratto isopropanolico standardizzato del rizoma. È uno dei preparati maggiormente utilizzati negli studi europei sui sintomi vasomotori della menopausa. La posologia usuale corrisponde a 40 mg al giorno di estratto standardizzato con apporto controllato di triterpeni glicosidici. L’efficacia clinica appare principalmente correlata al controllo di vampate, sudorazioni notturne e disturbi neurovegetativi. Estratto etanolico secco standardizzato. Utilizzato nei disturbi del climaterio e nei sintomi neurovegetativi femminili. I preparati terapeuticamente rilevanti risultano standardizzati in acteina, 27-deossiacteina o glicosidi triterpenici totali. Le dosi comunemente impiegate variano da 20 mg a 80 mg al giorno di estratto secco. Estratto fluido idroalcolico del rizoma. Utilizzato tradizionalmente nei disturbi ginecologici funzionali e nei sintomi menopausali. Le preparazioni moderne prevedono generalmente rapporti droga:estratto compresi tra 1:1 e 1:2. La posologia tradizionale varia da 0,3 mL a 2 mL fino a tre volte al giorno, con necessità di controllo della tollerabilità epatica nei trattamenti prolungati. Tintura madre del rizoma fresco o essiccato. Utilizzata soprattutto in ambito fitoterapico tradizionale e omeopatico. Le dosi fitoterapiche tradizionali generalmente variano da 1 mL a 4 mL al giorno suddivisi in più somministrazioni. La standardizzazione fitochimica è spesso assente o limitata. Polvere micronizzata del rizoma essiccato. Impiegata in capsule o compresse nei prodotti nutraceutici destinati ai disturbi del climaterio. La posologia usuale varia da 250 mg a 1000 mg al giorno di droga polverizzata, ma la biodisponibilità e la standardizzazione risultano inferiori rispetto agli estratti standardizzati. Preparazioni omeopatiche di Actaea racemosa L. o Cimicifuga racemosa. Utilizzate soprattutto nei disturbi neurovegetativi femminili, nelle dismenorree, nelle sindromi premestruali e nei sintomi menopausali. Le diluizioni più comuni comprendono D3, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30 secondo l’indicazione omeopatica specifica. L’utilizzo omeopatico non dispone di conferme farmacologiche sovrapponibili a quelle degli estratti fitoterapici standardizzati. Composti fitoterapici associati. Sono disponibili formulazioni combinate con Hypericum perforatum L., Salvia officinalis L., Trifolium pratense L., Vitex agnus-castus L. o Glycine max (L.) Merr. indirizzate prevalentemente alla sintomatologia menopausale e neurovegetativa. Le evidenze cliniche riguardano principalmente le formulazioni specifiche e non consentono generalizzazioni automatiche a tutte le associazioni commerciali. |
| Tisane, composizioni e preparazioni di CIMICIFUGA basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso Infuso tradizionale di Actaea racemosa L. preparato con 0,5-1 g di rizoma essiccato finemente tagliato in 150-200 ml di acqua calda lasciata in infusione per circa 10 minuti. Utilizzato storicamente nei disturbi neurovegetativi femminili e nei sintomi menopausali lievi. L’infuso risulta meno standardizzabile rispetto agli estratti secchi titolati e presenta evidenze cliniche significativamente inferiori rispetto agli estratti standardizzati utilizzati negli studi controllati. Decotto del rizoma di Actaea racemosa L. preparato con 1-2 g della droga essiccata in circa 200-250 ml di acqua mantenuta a lieve ebollizione per 10-15 minuti. Utilizzato nella tradizione nordamericana ed europea per dolori muscolari, disturbi mestruali e sintomi del climaterio. A causa del potenziale rischio epatico associato alla specie, i decotti tradizionali dovrebbero essere utilizzati per periodi limitati e con prudenza. Tisana per disturbi vasomotori menopausali con Actaea racemosa L. e Salvia officinalis L. preparata con 1 parte di cimicifuga e 1 parte di salvia. Utilizzare circa 2 g totali della miscela in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. Formulazione tradizionale e fitoterapica utilizzata per vampate, sudorazioni notturne e instabilità neurovegetativa. La letteratura clinica supporta maggiormente gli estratti standardizzati rispetto alle semplici infusioni. Formulazione rilassante serale con Actaea racemosa L., Melissa officinalis L. e Valeriana officinalis L. in proporzioni equivalenti. Utilizzare circa 2-3 g della miscela in 250 ml di acqua calda lasciando in infusione per 10-15 minuti. Tradizionalmente impiegata nei disturbi del sonno e nell’irritabilità associata al climaterio. Le evidenze disponibili derivano prevalentemente dall’uso fitoterapico documentato e da studi clinici indiretti sulle specie associate. Infuso ginecologico tradizionale con Actaea racemosa L. e Vitex agnus-castus L. preparato con quantità equivalenti delle due droghe vegetali. Utilizzare circa 1,5-2 g della miscela per tazza da 200 ml. Utilizzato tradizionalmente nelle alterazioni neuroendocrine femminili e nei disturbi mestruali funzionali. Le evidenze cliniche sulle combinazioni restano limitate e dipendenti dalla formulazione specifica. Preparazione erboristica tradizionale con Actaea racemosa L. e Passiflora incarnata L. utilizzata come supporto nei sintomi neurovegetativi associati a menopausa e tensione nervosa. Preparare con circa 2 g complessivi della miscela in 200 ml di acqua calda per 10 minuti. L’associazione è documentata nella pratica fitoterapica tradizionale ma non dispone di ampie conferme cliniche controllate come combinazione specifica. Decotto tradizionale articolare con Actaea racemosa L. e Salix alba L. preparato con 1 parte di cimicifuga e 2 parti di salice bianco. Utilizzare circa 2-4 g della miscela in 250 ml di acqua con ebollizione lieve per 10 minuti. Utilizzato storicamente nei dolori osteoarticolari e reumatici. Le evidenze moderne sulla combinazione sono limitate e prevalentemente tradizionali. Tisana complessa per il climaterio con Actaea racemosa L., Humulus lupulus L., Melissa officinalis L. e Salvia officinalis L. in parti equivalenti. Utilizzare circa 2-3 g della miscela in 250 ml di acqua calda per 10-15 minuti. Formulazione tradizionalmente impiegata per vampate, sudorazione, irritabilità e disturbi del sonno associati alla menopausa. Le evidenze disponibili supportano soprattutto l’uso dei singoli estratti standardizzati piuttosto che della miscela fitoterapica integrale. L’uso prolungato di preparazioni acquose di Actaea racemosa L. richiede cautela per la presenza di segnalazioni cliniche di epatotossicità associate alla specie. L’impiego non è raccomandato in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie epatiche documentate. |
| Vini, elisir, amari, tinture di CIMICIFUGA
Preparazione alcolica (tintura di Actaea racemosa) Materia prima: rizoma e radici di Actaea racemosa asciutti o freschi. La parte utilizzata tradizionalmente è il rizoma/radice, ricca di glicosidi triterpenici e altri composti bioattivi. Procedimento (macerazione): Riempire un barattolo di vetro pulito con rizoma secco o fresco di Actaea racemosa (spezzettato). Coprire completamente il materiale vegetale con alcool etilico a circa 40–60% vol. oppure con alcool da macerazione più forte (oltre 60–70% vol.) a seconda della tradizione e della ricetta. Chiudere ermeticamente e conservare in luogo fresco e buio. Agitare il contenitore giornalmente per 4–6 settimane per favorire l’estrazione dei composti liposolubili. Filtrare la miscela con tessuto fine o carta da filtro per ottenere la tintura alcolica. Uso tradizionale: La tintura alcolica di Actaea racemosa è stata storicamente impiegata soprattutto come rimedi erboristico per il supporto dei disturbi femminili (specialmente per alleviare i sintomi della menopausa, come vampate di calore e sudorazioni), per disturbi mestruali e come tonico nervino/antinfiammatorio. Negli Stati Uniti e in Europa, dalla prima metà del XX secolo fino ai giorni nostri si utilizza frequentemente il macerato alcolico del rizoma per questi scopi, spesso dosato in gocce diluite in acqua. Indicazioni di uso (tradizionali): prendere la tintura diluita in un po’ di acqua più volte al giorno; dosaggi tradizionali menzionati in fonti storiche indicano l’uso di quantità corrispondenti a pochi milligrammi di droga grezza equivalenti al giorno, prese in soluzione alcolica. Le preparazioni moderne standardizzate usate in studi clinici prevedono estratti etanolici di Actaea racemosa con dosi equivalenti a circa 40–80 mg di estratto secco al giorno per la gestione dei sintomi della menopausa. Nota storica: la tintura di Actaea racemosa è uno dei rimedi più consolidati in fitoterapia occidentale per i disturbi legati alla menopausa sin dai primi decenni del Novecento, quando gli erboristi e i medici la prescrivevano come estratto alcolico del rizoma per vampate, sudorazioni e irregolarità mestruali. Bibliografia |
| Consultare il proprio medico prima di assumere queste bevande ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol |
APPROFONDIMENTO SU CIMICIFUGA RACEMOSA IN MENOPAUSA...
NOTE VARIE E STORICHE...
Ricerche di articoli scientifici su Actaea racemosa L. |