Premio del Libro 2008 Città di Padova



Padova, 30 ottobre 2008

E' per me grande onore trovarmi, questa sera, in una delle più antiche e prestigiose università italiane, per ricevere questo gratificante riconoscimento, che conforta le ragioni e gli intenti, per i quali ho scritto questo libro risultato vincitore tra le "Nuove Proposte" della 15^ edizione del "Premio del Libraio Città di Padova 2008".

Questo libro è venuto dopo un lungo e sofferto percorso che, dalla Medicina Nucleare, mi ha portato ad interessarmi di tutti quei lavori scientifici, qualificati e numerosissimi, che pongono in primo piano il valore terapeutico delle vitamine naturali, è frutto di un'attività di Studio e di Ricerca, che mi sono sempre sforzato e mi sforzo di svolgere secondo i principi ispirati al mio Giuramento di Medico, con autentica passione e unico, disinteressato intento di contribuire a diffondere, in modo semplice ed accessibile a chiunque, una conoscenza il più possibile aggiornata e completa di ciò che in ogni persona può favorire il raggiungimento e la conservazione di uno stato di salute e di benessere che migliorino la qualità della sua vita.

Il concetto di "Salute", infatti, si è oggi arricchito di un significato che va oltre quello di semplice "assenza di malattia" o di "infermità", equivalendo invece, come riconosciuto dalla nota Dichiarazione Internazionale di Alma Ata sull'assistenza sanitaria primaria del 1978 e ribadito dagli Stati membri del Consiglio d'Europa nella Convenzione di Oviedo del 1996, ad uno "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale", da considerarsi non come obiettivo del vivere, ma come risorsa per la vita quotidiana.

Lo scopo di questo mio libro è stato ed è quello di contribuire a ridurre lo squilibrio ancora esistente nella relazione tra medico e paziente, relazione tradizionalmente di dominio da parte del medico, considerato detentore del sapere e dell'arte della cura, di fronte ad un paziente per definizione dipendente e passivo che, in generale, delega completamente al medico la cura della propria salute, anziché comprendere che essa, rientrando tra i valori che configurano il diritto alla vita, ovvero uno dei fondamentali diritti della persona, non può non essere affidata principalmente alla sua personale responsabilità, nell'esercizio della propria autonomia individuale e nella consapevolezza del rispetto che deve alla propria stessa persona.

E' perciò dovere morale del medico, a mio avviso, spendersi in un'opera di educazione e di stimolo del paziente a prendere coscienza della necessità di imparare a gestire autonomamente la propria salute, apprendendo che il più efficace dei terapeuti e principio stesso di guarigione è il proprio sistema immunitario e che l'indebolimento o sconvolgimento di questo, dovuto ad abitudini alimentari e stili di vita errati, conduce ai maggiori rischi di gravi sofferenze e malattie.

Il paziente deve imparare a sentirsi protagonista della propria salute e, in caso di malattia, protagonista del percorso che dovrà portarlo al risanamento, anche attraverso l'attivazione del proprio personale sistema di auto-guarigione, facendosi guidare dal medico, ma senza rendersi soggetto passivo e inerte, o talora persino estraneo.

Questi concetti non sono affatto originali, risalendo ad Ippocrate di Kos, fondatore della medicina occidentale e il primo ad evidenziare la necessità di prendere in considerazione il malato come unità psico-fisico-emozionale, custode del mistero della malattia, da svelare attraverso un accurato esame di tutti gli aspetti della sua personalità, in un rapporto di reciproca collaborazione tra medico e paziente.

E' mia convinzione che l'universalità e la forza dei valori etici tramandati dalla tradizione ippocratica, nella quale riconosco le motivazioni che ancora mi sorreggono nell'esercizio della mia professione, siano più che mai attuali nella nostra epoca, in cui il ruolo ippocratico di "difensore della vita", che l'Etica e l'Immaginario Collettivo attribuiscono al Medico, appare per molti versi indebolito.

Il Metodo Ippocratico che, con alto senso etico, propone la connessione dell'esatta Osservazione Scientifica con l'Esperienza, aprendosi a qualunque dato empirico appare, a mio avviso, più che mai attuale, in considerazione che la persona di un paziente non è, e non dev'essere considerata, un mero dato statistico, ma un individuo con tutte quelle variabili personali che lo rendono unico, e che il Medico, per il rispetto che gli deve come persona, non può non cercare di individuare e considerare, all'atto di proporgli una qualsiasi terapia.

La malattia, in fondo, ha una funzione di avvertimento che proviene dall'interno di un organismo, da quell'insieme di mente-corpo, che richiede di essere ascoltato e analizzato, da parte del paziente stesso e del medico, con attenzione e sincero interesse. Ma il ruolo del medico, oggi, appare troppo spesso quello di esecutore di una medicina meramente prescrittiva, che riduce la vita a biologia, la terapia a chimica farmacologica e la persona a un anonimo insieme di organi da riparare e far funzionare indipendentemente dalla causa della malattia.

In questo libro sono poste in evidenza le molteplici funzioni delle migliaia di vitamine contenute nelle piante fresche, vitamine in grado di indurre fenomeni di attivazione delle difese immunitarie contro germi, virus e cellule tumorali, o addirittura di provocare fenomeni di apoptosi, cioè di suicidio cellulare o morte programmata delle cellule tumorali stesse, senza arrecare danno alle cellule sane.

In natura esistono circa 800.000 specie di piante, di cui circa 500.000 già classificate: di esse si stima che oltre il 90% contenga sostanze vitaminiche o complessi pro-vitaminici essenziali per la normale funzionalità bio-chimica umana. Su circa 500.000 specie classificate si è trovato che:
in Europa ci sono circa 20.000 specie di piante;
in Nord-America altre 20.000 specie autoctone diverse da quelle europee;
in Cina circa 60.000 specie già classificate, diverse dalle nostre;
nel sud-est asiatico, India compresa, circa altre 120.000 classificate;
in Sud America circa 150.000 specie classificate;
in Africa ve ne sono altre 150-000, forse di più....

Oggi la Biochimica è ancora oggetto di studio approfondito, poiché l'evoluzione dei mammiferi, durato oltre 60 milioni di anni, è avvenuto fondamentalmente sull'utilizzo esterno di sostanze vitaminiche e pro-vitaminiche essenziali di derivazione vegetale, in una complessa sinergia d'azione, che ancora oggi è poco conosciuta nella sua dinamica endo-cellulare e soprattutto genomica (DNA).

Si ritiene pertanto che la grande maggioranza delle malattie cronico-degenerative attualmente note possano derivare, sostanzialmente, da semplici carenze vitaminiche: carenze che possono essere più o meno evidenziate da condizioni ambientali e da predisposizione genetica dell'individuo.

In sostanza si ritiene che le malattie genetiche o quella cronico-degenerative possano essere curate con mega-dosi di vitamine "adatte" che vanno ad agire nei complessi sistemi biochimici delle nostre cellule...

Se la Medicina Scientifica e la Ricerca fossero più liberamente orientate verso questa direzione e confermassero la correttezza del presupposto eziologico delle malattie visto in chiave di deficit enzimatici da carenze vitaminiche, ci sarebbe dato sapere con più precisione quali vitamine utilizzare in modo mirato e in quale misura, specie in caso di gravissime malattie genetiche... oggi ancora inguaribili come Cancro, Infarto, Ictus, Diabete, Alzheimer, Sclerosi Multipla, Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica, e tante altre …

Concludo limitandomi a sperare che l'apprezzamento riservato al mio libro, non soltanto da parte dei lettori, significhi che si sta facendo consapevolmente strada l'esigenza di compiere un passo indietro, verso il ritorno ad un' Etica di maggior rispetto dell'uomo e della Natura, confidando che ciò possa favorire un'inversione di tendenza dell'attuale generale degrado di tutti quei valori che pongono l'uomo e la sua dignità al centro di ogni conquista scientifica e sociale.

Porgo quindi a voi, e soprattutto all'Associazione Librai di Padova, organizzatrice del "Premio del Libro 2008", e a tutti coloro che hanno riservato attenzione e consenso al mio lavoro, i miei più sentiti ringraziamenti per avermi favorito, accordandomi l'odierno e gratificante riconoscimento. Grazie.

Dott. Giuseppe Nacci